Convento di San Matteo-Foto del 2013
Convento di San Matteo-Foto del 2013
Tra i beni più importanti per la storia della devozione a S. Matteo Apostolo primeggiava il corposo complesso degli ex voto pittorici, le tavolette votive, che si sono accumulate dalla metà del sec. XIX, oltre 500 scampate alle vicende storiche del convento, alle ruberie, e all’incuria. Al ritorno ufficiale dei frati, 1905, erano state disposte sulla parete settentrionale del corridoio d’ingresso alla chiesa. In seguito, verso il 1960, erano state esposte alla buona, nell’antica stalla dove attualmente è collocato il negozio dei souvenir.
Verso il 1974, in seguito alla richiesta dell’università di Bari di fotografarle per favorirne gli studi, furono staccate, ripulite e poi conservate in casse in attesa di sorte migliore.
Convento di San Matteo-Foto del 2013
Convento di San Matteo-Foto del 2013
Dopo oltre un decennio di invisibilità, finalmente le tavolette votive del nostro santuario tornarono ad essere fruibili da parte dei devoti, dei ricercatori e degli appassionati. L’urgenza di molti lavori di restauro del millenario convento di S. Matteo aveva reso impossibile la loro esposizione pubblica in questi anni. In compenso la comprensione di queste straordinarie testimonianze di devozione e di arte, a cominciare dai primi studi condotti nell’università di Bari dalla prof. Annamaria Tripputi nel lontano 1970, è andata crescendo sia negli ambienti ecclesiastici, sia fra gli studiosi.
Oggi possiamo affermare che le tavolette votive del santuario di S. Matteo, cessato il periodo in cui come tante miserelle mendicanti chiedevano un minimo di comprensione da parte di sussiegosi liturgisti e supponenti spregiatori di arte povera, sono un libro aperto da cui si apprende la storia povera ed esaltante di un popolo che sa dire cose altissime con un linguaggio timido, piano e sobrio.
Il catalogo multimediale che viene offerto ha come momento principale la visione dell’immagine che viene proposta nella sua interezza insieme all’iscrizione e al numero di inventario. L’immagine viene integrata da una descrizione che ha la funzione di collocare, quando è possibile, l’episodio nel luogo dove è avvenuto.
Con questa indicazione cresce il valore documentario della tavoletta con la descrizione di luoghi, tempi, avvenimenti ormai fuori della portata della memoria.
La scheda è completata da una serie di strumenti di ricerca che consentono di accedere immediatamente alla tavoletta, o alla serie di tavolette a cui si è interessati, con la possibilità di ordinarle in percorsi specifici: per avvenimenti, ambienti, anni, luoghi, santi, ecc.
Il lavoro è stato condotto esclusivamente dal gruppo di studio della biblioteca: fotografia di Giuseppe Bonfitto, testi, schede analitiche e descrizione della prof. Annamaria Tripputi e p. Mario Villani, revisioni di Giuseppe Soccio e Domenico Scaramuzzi, DataBase di Michele Colletta, rapporti con gli enti pubblici Raffaele Fino, assistente Sabrina Giuliani, direzione e coordinamento p. Mario Villani.
Le tavolette votive rappresentano solo una parte della complessa problematica degli ex voto e s’inseriscono, con caratteristiche e ruoli propri, tra gli ex voto di ringraziamento.
Fortemente ancorate al territorio e alle evoluzioni della sua storia sociale, economica e religiosa, politica e culturale, le tavolette offrono la possibilità di una lettura a vastissimo raggio che, partendo dal dato religioso, investe il campo dell’arte, dell’antropologia e della storia in generale.
Altra caratteristica delle tavolette dipinte è il loro linguaggio enfatico e ridondante che tende a sottolineare la gravità del pericolo corso dal protagonista.
In questa sede mi preme sottolineare di esse solo alcuni aspetti il cui approfondimento può consentire una lettura più completa ed equilibrata.