La devozione a S. Matteo nella Capitanata e nel Gargano

Convento di San Matteo-Foto del 2006
Convento di San Matteo-Foto del 2006
La prima categoria è costituita da pellegrini che per lunga tradizione hanno scelto il santuario di S. Matteo come il loro centro spirituale. Frequentano abitualmente il santuario per la S. Messa domenicale e hanno con i frati un rapporto continuo, familiare e collaborativo. Provengono tutti dalle zone della Capitanata con cui i benedettini, quando erano titolari dell’abbazia di S. Giovanni in Lamis, hanno avuto per secoli strettissimi rapporti giurisdizionali e pastorali. Questa amicizia è stata ereditata dai frati francescani ed è cresciuta in ampiezza e profondità dal 1578 ai giorni nostri. Le città più legate al santuario sono Monte Sant’Angelo, Manfredonia, Mattinata, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Rignano Garganico, Cerignola. La frequentazione da parte dei garganici è quotidiana; provengono anche dalle città delle zone centrali del Gargano e dalla costa settentrionale. In tutti questi luoghi la presenza dei frati francescani è stata costante. Non manca la frequenza di famiglie di altre città come Foggia, San Severo, Torremaggiore, Apricena ecc.
Lo stretto rapporto con queste popolazioni è sostenuto soprattutto dalla capillare diffusione della devozione per il santo apostolo ed evangelista nel mondo contadino e pastorale. Anche se negli ultimi tempi queste attività agricole e pastorali sono fortemente ridimensionate, la devozione a S. Matteo è sempre fresca e profonda e non è stata scalfita neppure dall’emigrazione a cui molte famiglie furono obbligate. Ancora oggi, anche emigranti di seconda generazione, pur vivendo in plaghe lontanissime, tengono vivo questo rapporto. Spesso, tornati dalle zone di residenza, prima di raggiungere i luoghi di origine, fanno la visita a S. Matteo.
La devozione per il Santo Apostolo, inoltre, è stata, almeno dalla seconda metà del sec. XV, al centro degli interessi spirituali dei pastori transumanti, sia di quelli che praticavano la piccola transumanza verticale, sia degli abruzzesi e campani che utilizzando i tratturi arrivavano nella pianura dauna per i pascoli invernali.
Ciò che per questi pastori ha rappresentato per secoli la figura di San Matteo e il ruolo svolto dal santuario garganico è descritto sopra nella prima parte di questo scritto.