La devozione a S. Matteo nella Capitanata e nel Gargano
Lo stretto rapporto con queste popolazioni è sostenuto soprattutto dalla capillare diffusione della devozione per il santo apostolo ed evangelista nel mondo contadino e pastorale. Anche se negli ultimi tempi queste attività agricole e pastorali sono fortemente ridimensionate, la devozione a S. Matteo è sempre fresca e profonda e non è stata scalfita neppure dall’emigrazione a cui molte famiglie furono obbligate. Ancora oggi, anche emigranti di seconda generazione, pur vivendo in plaghe lontanissime, tengono vivo questo rapporto. Spesso, tornati dalle zone di residenza, prima di raggiungere i luoghi di origine, fanno la visita a S. Matteo.
La devozione per il Santo Apostolo, inoltre, è stata, almeno dalla seconda metà del sec. XV, al centro degli interessi spirituali dei pastori transumanti, sia di quelli che praticavano la piccola transumanza verticale, sia degli abruzzesi e campani che utilizzando i tratturi arrivavano nella pianura dauna per i pascoli invernali.
Ciò che per questi pastori ha rappresentato per secoli la figura di San Matteo e il ruolo svolto dal santuario garganico è descritto sopra nella prima parte di questo scritto.
La Devozione a San Matteo
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