Convento di San Matteo-oto del 2011
Convento di San Matteo-oto del 2011
Il 14 febbraio del 1578 il Papa Gregorio XIII firmò il breve apostolico con cui concedeva la sua approvazione alla proposta del Reverendo Signore fra Vincenzo Carafa e del provinciale dei frati minori osservanti di S. Angelo, p. Luigi da Nola, di affidare ai frati di quella provincia religiosa il monastero di San Giovanni in Lamis, detto anche “di S. Matteo”. L’edificio, pur rimanendo di proprietà dell’ente ecclesiastico S. Giovanni in Lamis, sarebbe rimasto in perpetuo possesso dei frati minori. Il breve apostolico fu controfirmato dal vicario generale della diocesi di Napoli, Gaspare Sillingardo, il 6 maggio 1578, alla presenza dei testimoni Sebastiano Pizzullo, Giulio Cesare Annivando e Marco Capobianco, tutti di Napoli, e reso pubblico dal notaio Giacomo Caro.
Espletate le formalità di rito, i frati presero possesso del convento di S. Matteo.
Iniziò in quella data l’ultimo tratto della lunga storia del monastero, nato benedettino e poi cistercense col nome di S. Giovanni in Lamis. Già prima dell’arrivo dei frati minori la devozione dei pastori transumanti l’aveva rinominato “S. Matteo”. Con l’arrivo dei frati mutò il ruolo giuridico del monastero. Il suo nuovo ruolo, eminentemente religioso, si articolava intorno alla devozione al santo apostolo ed evangelista, all’accoglienza dei pellegrini che numerosi arrivavano da regioni lontane e lontanissime diretti alla sacra grotta di S. Michele, all’assistenza religiosa della locale popolazione di S. Marco in Lamis e ai contadini e pastori della montagna e della pianura. In questi quattro secoli la presenza dei frati si consolidò divenendo, per l’attività religiosa ed educativa svolta, un momento importante per la complessa geografia umana del Gargano.
La celebrazione del IV Centenario dell’arrivo dei frati non poteva, quindi, che essere un avvenimento di portata pubblica e popolare. Era necessario, quindi, organizzare una serie di eventi che da una parte fossero una sintesi della lunga reciproca frequentazione di frati e popolazioni garganiche, dall’altra disegnassero linee programmatiche che, partendo dal passato, si  proponessero per il futuro.
Era, quindi necessario, insieme al consolidamento del rapporto religioso con le popolazioni, anche un adeguato programma culturale teso alla scoperta e un più adeguato apprezzamento del passato in vista di un futuro migliore.
Convento di San Matteo-Foto del 2012
Convento di San Matteo-Foto del 2012
Nell’autunno 1977 iniziò una serie di riflessioni con l’intervento dei prof. Tommaso Nardella e Pasquale Soccio, Vittorio Russi, p. Doroteo Forte. Il programma generale fu pensato in continuità con quello eseguito tra il 1967 e il 1968 in cui si ricordò il XIV centenario della fondazione dell’Abbazia di S. Giovanni in Lamis. Si stabilì un programma religioso molto intenso che prevedeva a San Marco in Lamis e Rignano una particolare presenza dei frati in tutto il periodo autunnale intorno alle feste francescane di S. Francesco e di Santa Elisabetta e, nell’incipiente inverno, nelle novene dell’Immacolata e di Natale. Si tracciò anche una bozza generale dei programmi culturali. Si pensò ad alcuni convegni di studio da progettare.
Il 14 febbraio 1978 l’anno centenario iniziò in tono dimesso. L’intenso freddo del Gargano non permise un inizio solenne che venne spostato al prossimo 13 aprile. Si celebrò l’avvenimento con una S. Messa intensamente partecipata nell’intimità familiare insieme all’altra famiglia francescana di S. Marco, il Terz’Ordine Francescano, e con gli amici più intimi. Durante la messa il p. Nicola De Michele, guardiano del convento, tracciò un breve iter storico augurandosi che la cittadinanza di San Marco continuasse anche per il futuro ad aver cura del “Suo Convento”. La S. Messa fu animata dal coro della chiesa francescana di Santa Maria delle Grazie di Manfredonia. Nel pomeriggio il prof. Tommaso Nardella da Teleradio San Marco illustrò l’importanza della permanenza dei frati a S. Marco negli scorsi 400 anni. Seguì l’intervista di Nicola Palatella a p. Nicola e al prof. Nardella. La celebrazione del 14 febbraio fu comunque comunicata a tutti i frati della provincia, ai vescovi della Capitanata.
Convento di San Matteo-Foto del 2012
Convento di San Matteo-Foto del 2012
Nelle successive riunioni del “Capitolo Conventuale” la fraternità tracciò una bozza di massima, divenuta in seguito oggetto di riflessione e discussione. Finalmente insieme agli amici si tracciò un programma triennale, ambizioso ma fattibile partendo dall’analisi delle risorse religiose e culturali disponibili. Nelle varie riunioni queste risorse si rivelano ampie e ricche, visto l’intenso rapporto già costruito e consolidato con le chiese locali, le istituzioni culturali e gli studiosi del territorio.
Le celebrazioni furono proposte come un momento di ringraziamento al Signore e alle popolazioni garganiche e daune che resero possibile e sostennero nel tempo la presenza francescana. Furono intese anche come momenti di riflessione sul ruolo svolto dai Frati e di rilancio di una più fervida azione religiosa e culturale del santuario.
Il programma che ne scaturì mise in evidenza la necessità di conoscere la storia a partire dai periodi benedettino e cistercense, sottolineandone il particolare rapporto col territorio; si decise anche di dare spazio agli studi sulla preistoria del Gargano e, infine, dedicare adeguato interesse alla conoscenza del movimento francescano in Capitanata. Furono, quindi, organizzati convegni di studio di cui si darà conto a suo tempo.
Il centenario ha dato l’occasione di coinvolgere anche le scuole nella conoscenza di S. Francesco e del francescanesimo. P. Mario visitò quasi tutti gli istituti scolastici sia elementari che superiori del Gargano meridionale, di S. Severo, di Foggia, di Cerignola [e Foggia] per invitare i signori presidi e professori a mandare le loro scolaresche sul Gargano per conoscere il convento di S. Matteo e partecipare alle iniziative del convento stesso raccomandando anche di coinvolgere i frati nella loro vita scolastica. L’iniziativa ebbe grande successo. Tutte le scuole accolsero con cordialità l’invito che restò valido per sempre. Infatti, dopo quella visita non ce ne furono altre, ma le scolaresche continuarono a venire numerose.
I ragazzi erano accolti in chiesa con un breve momento di preghiera, seguiva una breve presentazione di S. Francesco, della storia del convento e della sua importanza per la storia della Capitanata, seguiva la visita a tutto il convento. La visita terminava in biblioteca dove ai ragazzi veniva raccontata la storia della biblioteca e venivano fatti vedere da vicino anche alcuni libri antichi che più facilmente potevano colpire la loro fantasia ed essere ricordati.
Il 13 aprile 1978 il IV centenario della presenza francescana nel convento di S. Matteo fu aperto ufficialmente. Il manifesto, preparato dal prof. Nardella e da Nicola Petruccelli fu affisso nei comuni in cui i frati erano di casa: San Marco in Lamis, Rignano, San Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo, Manfredonia, Cerignola.
L’evento fu comunicato con lettera ai frati della provincia, al clero della diocesi di Foggia, ai vescovi della Capitanata, a diverse centinaia di amici sparsi in tutta Italia e in diversi Paesi di Europa e in America. Precedentemente p. Mario, con la cordiale collaborazione della Curia Provinciale che ha messo a disposizione gli strumenti necessari, aveva preparato l’indirizzario da utilizzare per comunicare gli eventi.
Convento di San Matteo-Foto del 2012
Convento di San Matteo-Foto del 2012
Alla celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Giuseppe Lenotti vescovo di Foggia, parteciparono oltre 40 tra frati, sacerdoti diocesani, frati cappuccini del convento di Santa Maria delle Grazie in San Giovanni Rotondo, religiosi passionisti di San Marco in Lamis e i sindaci di San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo con i relativi gonfaloni.. Il canto è stato curato dal coro della chiesa francescana di S. Maria delle Grazie di Manfredonia diretto da p. Mario Villani.
Durante la Messa il provinciale, p. Angelo Marracino ha fatto un discorso ripercorrendo tutta la storia del santuario. Alla fine della celebrazione il guardiano, p. Nicola De Michele è intervenuto per ringraziare le persone presenti, ma soprattutto quelle assenti perché passate a miglior vita che col lavoro e i sacrifici hanno contribuito alla vita del santuario insieme al grato ricordo dei benedettini e cistercensi che hanno fondato e custodito il santuario negli anni medievali, e per tutti i frati che nei quattro secoli scorsi hanno fatto grande e stimato questo luogo. Ha terminato dicendo che “le celebrazioni centenarie non sono state programmate per fini panegiristici e trionfalistici, ma per riscoprire e approfondire il ruolo che S. Matteo può e deve avere nel contesto sociale, religioso e culturale anche tra gli uomini del nostro tempo”.
Fu coniata anche una medaglia di bronzo da dare come ricordo del centenario raffigurante il convento e l’immagine di S. Matteo.
Il 21 aprile 1978 presso il prof. Pasquale Soccio fu messo a punto il primo dei convegni di studi programmati. Presenti il provinciale p. Angelo Marracino, il prof. Tommaso Nardella, p. Mario Villani e p. Nicola guardiano di S. Matteo.
Convento di San Matteo-Foto del 2012
Convento di San Matteo-Foto del 2012
Si rilevò che la storia conosciuta del monastero, sia per il periodo medievale che per quello francescano, mostrava zone ancora da scoprire; questo primo convegno, quindi, doveva tracciare soprattutto piste di ricerche da coltivare negli anni tenendo conto dei molteplici aspetti della vita del monastero, benedettini e cistercensi, rapporti con le autorità civili e religiose, gestione del grande feudo affidato, rapporti con la popolazione, aspetti devozionali, ecc. Si decise di celebrare il convegno all’inizio dell’anno scolastico. I singoli temi sarebbero specificati insieme con i professori interessati. Si fecero dei nomi e si stabilì di coinvolgere l’Università di Bari. Si diede, quindi, ai proff. Pasquale Soccio e Tommaso Nardella l’incarico di stabilire e gestire i necessari contatti. L’analisi delle spese occorrenti dava risultati incoraggianti: la spesa non sarebbe stata superiore a £. 1.500.00016.
Il 15 giugno 1978 fu presentata nella biblioteca comunale la monografia Il Santuario di S. Matteo in Capitanata frutto delle appassionate ricerche di p. Doroteo Forte. Introdotto dal dott. Matteo Ciavarella, direttore della biblioteca, il prof. Pasquale Soccio ha presentato il lavoro di p. Doroteo sottolineando che l’opera è “il primo serio impegno storiografico su S. Matteo”, con la raccolta quasi completa dei documenti conosciuti sul monastero e lo stimolo ad ulteriori ricerche.
La bellissima copertina è illustrata da un acquerello di Nicola Petruccelli. Presente all’evento il prof. Pasquale Del Prete docente di diritto amministrativo e già rettore dell’università di Bari.
Il 20 giugno 1978 viene bandito un concorso per le scuole elementari di San Marco in Lamis in due sezioni: disegno e ricerca storica. Hanno aderito gli alunni delle classi III, IV e V della scuola elementare Balilla. I 10 elaborati migliori sono stati premiati a S. Matteo in una cerimonia presentata dall’ins. giornalista Giuseppe Giuliani che, insieme all’ins. Nicola Mimmo, ha animato e diretto i concorrenti. Gli elaborati sono stati esposti per dieci giorni nella sala ex stalla di S. Matteo.
Convento di San Matteo-Foto del 2012
Convento di San Matteo-Foto del 2012
Il 25 settembre 1978. Il padre guardiano e il prof. Tommaso Nardella, presidente del comitato esecutivo, s’incontrano col sindaco di S. Marco in Lamis, prof. Giuseppe Soccio. Il comune curerà la redazione e l’affissione dei manifesti del convegno a S. Marco e nei comuni garganici; i manifesti saranno inviati anche ai nostri conventi, alle scuole e alle istituzioni culturali della Capitanata e anche fuori. Si decide anche di trasferire a San Marco la sessione pomeridiana del convegno.
Il 26 settembre 1978 esce il libro S. Matteo, rupe, riva di luce del prof. Pasquale Soccio. Il prof. Soccio dalla sua prima gioventù ha condiviso i momenti belli e difficili della vita del convento che ha sempre inteso come una delle esperienze più preziose che hanno inciso in profondità nella sua vita. Non vuol essere un libro di storia, anche se poi finisce con l’esserlo. È prosa d’arte, un canto alla vita che su queste aride e rosse rocce, nonostante tutto, germoglia in piante robuste e durature. La copertina del libro è un bello acquerello di Nicola Petruccelli..
Il 13 ottobre 1978 finalmente, dopo quasi un anno di preparazione, prende il via il Convegno di studi S. Matteo, storia, società e tradizioni in Capitanata. Apertura nella sala di consultazione della biblioteca di S. Matteo. Dopo i saluti di p. Nicola De Michele, guardiano del convento e del prof. Giuseppe Soccio, sindaco di San Marco in Lamis, il prof. Pasquale Soccio in una nota introduttiva esprime il finalmente pudicamente compresso nelle gole di molti. Le molte oscurità della fondazione, l’ampiezza dei territori amministrati, la complessità e gli intrecci dei
rapporti che hanno caratterizzato per oltre un millennio la vita del monastero benedettino, poi convento francescano, già da molto avrebbero dovuto essere oggetto di indagine. Ma, meglio tardi che mai. Segue l’intervento del prof. Francesco Maria De Robertis, docente di diritto romano presso l’Università di Bari e presidente della Società di Storia Patria per la Puglia, che traccia le linee dello sviluppo del francescanesimo pugliese visto nell’ampio e problematico quadro storico relativo all’Età di Mezzo fermandosi su due punti: la contestazione duecentesca contro Federico II e quella contro “la nozione tradizionale della proprietà e quali, infine, i termini e i modi con cui i Francescani condussero e vinsero la loro battaglia contro la grande piaga medievale dell’usura”. Si susseguirono le relazioni: prof. Giuseppe Coniglio, Il convento di San Matteo carrefour della società garganica; dott. Antonio Gambacorta, Testimonianze artistiche nel Santuario
di San Matteo sul Gargano
; prof. Michele Fuiano, La Capitanata al tempo della fondazione del convento di San Matteo; Pasquale Corsi, Il monastero di San Giovanni in Lamis in epoca normanno-sveva; Tommaso Nardella, Alcune note sui beni territoriali dell’Abbazia nullius di San Marco in Lamis; Armando Gravina, Chiancata La Civita, un insediamento dell’età del Bronzo in agro di San Marco in Lamis; Vittorio Russi, Contributo agli studi di topografia antica e medievale del Gargano meridionale; Giovanni Battista Bronzini, Convento di San Matteo e religiosità garganica; Anna Maria Tripputi, Le tavolette votive del Santuario di San Matteo; Alfonso Scirocco, L’incameramento dei beni delle corporazioni religiose nel Mezzogiorno dopo l’Unità; Pasquale Soccio, Conclusione. Ringraziamento del ministro provinciale, padre Angelo Marracino.
Il convegno, iniziato a San Matteo, alle ore 16,00 è proseguito nell’aula magna della scuola media “Francesca De Carolis” a San Marco in Lamis.
Il 21 dicembre 1978 si inaugura nella sede ACLI di San Marco una esposizione del libro cattolico con la collaborazione della libreria di S. Paolo di Foggia e del centro vocazionale della nostra provincia monastica diretto da p. Leonardo Di Pinto.
La biblioteca era presente con la mostra bibliografica e iconografica su San Francesco con i libri più rappresentativi su S. Francesco e sull’avventura francescana nella nostra terra di Puglia.
La ricerca è stata alquanto laboriosa. Per la prima volta la biblioteca di S. Matteo era chiamata a dare una espressione pubblica di questo tipo: bisognava reperire e studiare il materiale, identificare le piste percorribili, scoprire le metodologie per coinvolgere gli studiosi e il gran pubblico degli “inesperti” perché attraverso la semplice e ingenua visione dei libri e delle immagini avessero un’idea della grandezza di S. Francesco e dell’importanza del movimento francescano anche nelle nostre regioni. Bisognava anche impostare un rapporto durevole della biblioteca
di S. Matteo con la cittadinanza di San Marco.
Convento di San Matteo-Foto del 2009
Convento di San Matteo-Foto del 2009
Poiché era stato pubblicato l’intero complesso delle Fonti Francescane, si è pensato che fosse bene farle conoscere non solo a frati ma anche al grande pubblico degli studiosi e di chiunque fosse in qualche modo interessato. Chiedemmo, quindi, la disponibilità di alcune copie a p. Leonardo Di Pinto il quale nelle sue molteplici attività di responsabile del settore che si occupava delle vocazioni francescane, aveva una notevole esperienza nel far conoscere, anche attraverso le pubblicazioni disponibili, il carisma francescano. P. Leonardo annuì volentieri e ci diede gratuitamente cinque copie che andarono a ruba. Tra i più interessati si distinguevano diversi studiosi di opere pubbliche e urbanisti. Scoprimmo la ragione di questo particolare interesse qualche anno dopo quando nel convegno di studi del 1980 dedicato ai Francescani in Capitanata, il prof. Luigi Pellegrino nella sua relazione parlò dell’importanza che gli insediamenti francescani avevano avuto nello sviluppo urbanistico nel medioevo e in seguito.
Queste due esperienze furono molto vantaggiose per la biblioteca che aveva fatto la sua prima uscita pubblica. A San Marco si cominciò a riflettere sul rapporto che intercorreva tra la biblioteca di S. Matteo e la popolazione, invitata non solo a servirsene ma anche a sentirla come propria, farla crescere e tutelarla.
La mostra fu inaugurata dal prof. Michele Coco, assessore alla cultura, seguì p. Amedeo Gravina con una appassionata e dotta presentazione delle Fonti Francescane.
Nel mese di gennaio p. Mario Villani tenne una conferenza su S. Francesco nella parrocchia francescana di S. Bernardino a San Severo.
Il 9 agosto 1979 uscirono gli atti del convegno di studi storici del 13-14 ottobre 1978 S. Matteo, storia, società e tradizioni in Capitanata. I volumi furono inviati ai relatori, alle biblioteche della regione, agli istituti universitari, agli studiosi.
Intanto fervono i preparativi del convegno di studi preventivato per il secondo anno di attività dedicate al IV centenario della presenza dei frati minori a S. Matteo. Il comitato scientifico si è riunito più volte per identificare il tema. È presente anche Vittorio Russi di San Severo, archeologo, accompagnato dal giovane Franco Nardella alunno del liceo “Tondi” di S. Severo . Il tema generale del convegno sarà l’archeologia del Gargano e della Daunia.
Il 28-29 settembre 1979 il convegno di studi dedicato all’archeologia del Gargano e della Daunia si apre con l’inaugurazione della mostra permanente di archeologia nella biblioteca del santuario. Sono esposti una trentina di vasi portati a S. Matteo da frati nativi di zone, per es. Ascoli Satriano, ricche di siti archeologici; a questi si aggiunge un notevole numero di reperti litici e frammenti fittili portati alla biblioteca di S. Matteo da contadini e pastori. I reperti sono stati inventariati e descritti dal giovane Franco Nardella guidato dall’archeologo Vittorio Russi. La
mostra ha riscosso straordinario successo.
Le spese del convegno sono state sostenute dai Comuni di San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Rignano Garganico, Manfredonia, Mattinata e dalla Cassa Rurale ed Artigiana di S. Giovanni Rotondo.
Convento di San Matteo-Foto del 2008
Convento di San Matteo-Foto del 2008
Del convegno di archeologia ha parlato la stampa, la radio e la televisione con servizi puntuali mettendone in evidenza l’importanza degli argomenti e la specifica e profonda competenza dei relatori.
Era la prima volta che l’archeologia veniva conosciuta a San Marco come disciplina importante, e anche piacevole. Anche in chi non era presente, il convegno ha suscitato un straordinario interesse. Da allora la nostra prima ed esigua raccolta archeologica ha iniziato a crescere e diventare un luogo veramente rappresentativo della lunga storia del Gargano. Le visite delle scolaresche, delle associazioni, dei pellegrini, delle famiglie hanno aiutato gli “indotti”, anche per i quali i frati si sono impegnati in queste operazioni apparentemente astruse e comprensibili solo da alcuni, a percepire, seppure a livello emozionale, la bellezza della conoscenza del passato; sentire la vicinanza degli antenati, la loro tenacia nel sopravvivere in ambienti difficili, a salire i gradini della vita attraverso una lunga serie di atti creativi di cui oggi noi siamo ingrati eredi e fruitori: inventare il fuoco e capirne le proprietà, addomesticare gli animali, capire le evoluzioni delle stagioni e le proprietà delle erbe, lavorare la pietra, conoscere il corpo umano, ecc.
Un primato: per la prima volta si è fatto il tentativo, riuscito, di stabilire una ricerca archeologica ampia ed organica sul Gargano e la Daunia come momento importante della conoscenza del territorio. Dopo il nostro convegno, il Gargano non fu più inteso come terra vuota e priva di interesse.
Durante l’estate si cominciò a pensare al prossimo convegno di studi sulla presenza francescana nella Puglia Dauna. Si prende contatto con p. Luigi Pellegrini ofm cappuccino, ordinario di Storia Medievale all’Università di Chieti e illustre cultore di storia medievale e francescana.
Il convegno chiuderà in bellezza il triennio dedicato al IV centenario della presenza dei frati a S. Matteo.
Il 1 ottobre 1979 p. Mario Villani, direttore della biblioteca, con l’appoggio della fraternità religiosa, apre la biblioteca alle visite delle famiglie e dei turisti.
L’iniziativa è accolta con grande entusiasmo dagli abitanti di S. Marco e di San Giovanni Rotondo a cui viene data l’opportunità di conoscere una parte importante del patrimonio culturale conservato in convento. Simile favore l’iniziativa suscita nei pellegrini e turisti che salgono sul Gargano.
19 gennaio 1980. Riunione in vista del prossimo Convegno di studi. Sono presenti i proff. Pasquale Soccio e Tommaso Nardella, p. Nicola De Michele, p. Gabriele Fania, nuovo Guardiano di S. Matteo, p. Mario Villani, Vittorio Russi, è presente anche il prof. p. Luigi Pellegrini il quale comunica alcuni nomi di ricercatori che potrebbero essere contattati.
Convento di San Matteo-Foto del 2008
Convento di San Matteo-Foto del 2008
Si individuano anche alcune piste di ricerca. Il p. Pellegrini s’impegna a lavorare sulle varie ipotesi prospettate e a comunicarle quanto prima.
22 ottobre 1980. Il volume che raccoglie gli Atti del convegno di Archeologia tenuto nel 1979, è arrivato, stampato da Lacaita.
24-25 ottobre 1980 si apre il convegno di studi “Francescani in Capitanata”.
L’organizzazione è stata molto complessa e se siamo arrivati, lo dobbiamo soprattutto a p. Luigi Pellegrini, ofm capp. della provincia di Lombardia, professore di Storia del Medio Evo all’università di Chieti. La sua profonda conoscenza della storia francescana e i suoi rapporti forti e cordialissimi con gli studiosi ci hanno consentito di preparare un insieme di relazioni che costituiranno le indispensabili piste di ricerca per futuri approfondimenti. Infatti, della conoscenza della storia francescana in Capitanata, a parte le ricerche di p. Doroteo Forte, si registravano
grandi lacune. Si chiude con questo convegno il triennio di attività religiose e culturali organizzate dalla fraternità di S. Matteo che, insieme agli amici di San Marco, di Foggia, di Manfredonia, di San Giovanni Rotondo, di Rignano hanno voluto ricordare il IV centenario dell’arrivo dei frati minori nell’antica abbazia di San Giovanni in Lamis, chiamata oggi convento di S. Matteo.
Il 23 maggio 1983 finalmente vedono la luce gli atti del convegno di studi su I Francescani in Capitanata tenuto il 24-25 ottobre 1980. Insieme esce anche il volume S. Giovanni in Lamis – San Marco in Lamis. Origine e fine di una badia e nascita di una città di Pasquale Soccio. Il libro propone la relazione tenuta dall’autore nel suddetto convegno di studi. Una serie di circostanze aveva provocato un grave ritardo nella cura dei volumi.
25 maggio 1983. Nell’aula magna della scuola media “Francesca De Carolis” in San Marco in Lamis ha luogo la presentazione dei due volumi di cui sopra. P. Mario Villani nel suo intervento introduttivo dice che la pubblicazione del libro del prof. Pasquale Soccio, vuol ricordare il bicentenario dell’affrancamento di San Marco in Lamis da ogni vincolo di origine feudale dall’abbazia di S. Giovanni in Lamis avvenuta nel 1782 e, contemporaneamente sottolineare la continuità nei secoli del rapporto civile e religioso tra la città di San Marco in Lamis e il convento di S. Matteo. Segue la presentazione dei due volumi da parte del prof. p. Luigi Pellegrini dell’università di Chieti. Chiude la seduta il prof. Pasquale Soccio il quale evidenzia la difficoltà dello storico a districarsi in una storia la cui complessità è resa più difficile dalla esiguità di documentazione. Sottolinea, comunque, che allo stato attuale si può essere soddisfatti perché molte piste di ricerca sono state tracciate in attesa che siano percorse con maggior fortuna dai futuri ricercatori.