Pellegrini al Santuario di S. Matteo sul Gargano

Non si sono presentati,
e nessuno ha chiesto chi fossero:
erano pellegrini anonimi,
ma sono stati accolti splendidamente
perché erano pellegrini.
(Ambra Garancini a p. Mario il 2 novembre 2012 ricordando il pellegrinaggio dell’Associazione Jubilantes a S. Matteo nel 2002)

Convento di San Matteo-Foto del 2006
Convento di San Matteo-Foto del 2006
Il fenomeno del pellegrinaggio a S. Matteo risale alla sua fondazione. È opinione comune, avallata da alcuni storici, che il monastero fosse fondato su un primitivo ospizio che accoglieva i pellegrini diretti alla Grotta di S. Michele.
La tradizione non si avvale di documentazione adeguata, ma non è peregrina, visto che i pellegrini per arrivare a Monte Sant’Angelo erano obbligati a percorrere l’unica strada possibile che metteva in comunicazione le regioni della Capitanata settentrionale con il centro del Gargano. La suddetta strada si avvaleva di un nome che la definisce come strada dei pellegrini, Via Francisca, costellata di ostelli.
Ma l’importanza del convento per i pellegrini vecchi e nuovi fu visibile soprattutto dalla seconda metà del sec. XVI quando il convento, non più gravato da obblighi politici e amministrativi, si dedicò esclusivamente all’assistenza dei pellegrini e dei transumanti secondo le intenzioni del papa Gregorio XIII e dell’Abate Commendatario Vincenzo Carafa chiaramente espresse nella convenzione Exigit iniunctum del 14 febbraio 1578.
Per la fraternità francescana di S. Matteo l’assistenza dei pellegrini fu sempre la prima delle sue incombenze. Dal 1973, libera dalle responsabilità della formazione dei giovani frati, si dedicò quasi esclusivamente all’accoglienza e assistenza ai pellegrini, impostando anche un notevole lavoro culturale per conoscere meglio la fisionomia religiosa del Gargano, come si è costruita nel corso dei secoli, e la sua importanza nell’attuale pratica della pietà popolare.
Studi sui pellegrini
La biblioteca di S. Matteo, essendo a servizio del santuario ha prodotto e favorito molti studi sui pellegrini: luoghi di origine, devozioni particolari, organizzazione, fonti documentarie, letteratura, dati statistici, percorsi. Naturalmente ci siamo interessati maggiormente ai pellegrini che percorrono la Via Francisca. Molti studi sono stati pubblicati in volumi monografici, altri in riviste, altri sono stati diffusi con internet e altri sistemi.
Lo studio, partendo dalla notevole letteratura già esistente, come Il Pellegrino al Gargano di Marcello Cavalieri, e le ricerche più recenti dell’università di Bari, ha approfondito la storia del pellegrinaggio al Gargano, la conoscenza dei pellegrini nella loro attuale configurazione, i rituali di pellegrinaggio, il rapporto con i vari santuari e le vie da essi percorse, gli ex voto pittorici e oggettuali. Sono state redatte diverse pubblicazioni e, nei limiti del possibile, è stata fatta ampia divulgazione in convegni di studio, incontri con associazioni, conferenze ecc.
La biblioteca di S. Matteo è stato il fecondo laboratorio che ha coordinato le ricerche, raccolto la documentazione, stilato le sintesi identificando prima di tutto una serie di aspetti problematici che sono diventati il terreno delle ricerche e i luoghi delle proposte. Tutto è stato fatto con l’opera indefessa del gruppo di studio della biblioteca che si è dedicato alla ricerca dei documenti, alle pubblicazioni e alla preparazione di convegni di studio, all’allestimento delle aree espositive, all’approfondimento dei rapporti del santuario con le varie realtà umane e religiose
della Capitanata e di altre regioni, ai rapporti con gli istituti universitari di cui molti valenti studiosi furono coinvolti.
I Pellegrini a S. Matteo: categorie, provenienza, caratteristiche
Convento di San Matteo-Foto del 2006
Convento di San Matteo-Foto del 2006
I pellegrini che frequentano il santuario sono un complesso umano e devozionale estremamente vario per tradizioni, origine anagrafica, differenze sociali e lavorative, distinto in tre tipi diversi.
La prima categoria è formata dalle comitive che dal sec. XV hanno col santuario di S. Matteo un documentato rapporto continuo e domestico, e lo considerano un loro importante centro spirituale. Provengono dal Gargano, dalla Puglia Piana e da diverse città della Terra di Bari; a questi si devono aggiungere i transumanti abruzzesi, molisani e campani che hanno avuto da secoli, e tuttora hanno, uno speciale rapporto col santo apostolo ed evangelista.
La seconda categoria è costituita dai pellegrini diretti alla tomba di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo. Sono i più moderni. Arrivano da tutte le regioni d’Italia, da diversi paesi dì Europa, soprattutto dall’Irlanda, e da varie nazioni extra europee.
Alla terza categoria appartengono i pellegrini classici che dalla fine del sec. V, quando è apparso S. Michele sul Gargano, provenienti da ogni parte d’Europa, si recano ancora a Monte Sant’Angelo per visitare la sacra Grotta. Sono tre categorie diverse fra loro per bisogni spirituali, atteggiamenti devozionali, provenienza.