Momenti importanti come tappe della progressiva realizzazione. I convegni di Studio

Convento di San Matteo-La Fraternità con p. Pizzaballa
Convento di San Matteo-La Fraternità con p. Pizzaballa
Nel 1973 la logistica della biblioteca mostrava lati problematici.
La maggior parte dei libri erano ancora nei locali della vecchia sede le cui condizioni erano preoccupanti. Il tetto aveva ceduto in più parti alle devastanti bufere, l’acqua premeva sulle voltine e sgocciolava da fessure che si allargavano sempre più. L’impianto elettrico era saltato. Si temeva che le volte crollassero tutte insieme.
Si cominciò a trasferire alcuni complessi di libri che facevano parte di sezioni già presenti nella sala di consultazione e nella sala-deposito.
Edotto dall’esperienza delle mie frequenti visite alla biblioteca comunale di Manfredonia dove avevo scoperto che diversi libri antichi conservavano nelle copertine fogli pergamenacei e cartacei manoscritti, dedicai molta attenzione a questa eventualità e fui largamente ripagato. Alcuni restituirono atti di compravendita, ordini di servizio di attività delle varie chiese. Da una edizione seicentesca di S. Bonaventura emersero fogli di opere teologiche e spirituali tardomedievali insieme a sbiaditi resti di musica gregoriana in scrittura beneventana. Questi ultimi
manoscritti in seguito furono oggetto di studi pubblicati in riviste specializzate in Italia e in America.
Altri libri fornirono interessanti frammenti di una edizione quattrocentesca del Decretum Gratiani.
Finalmente il 9 novembre 1974 la biblioteca di S. Matteo, già di fatto aperta al pubblico, venne inaugurata nella sua nuova veste con l’intervento dell’assessore regionale alla cultura, avv. Pasquale Ciuffreda, del soprintendente regionale alle biblioteche, del direttore della biblioteca provinciale di Foggia, dott. Angelo Celuzza, del ministro provinciale e altre personalità. Nella seduta
si rievocò con gratitudine la prima inaugurazione della biblioteca avvenuta nel 1942 con padre Doroteo Forte e discorso inaugurale di p. Diomede Scaramuzzi. Il prof. Pasquale Soccio, che ricordava bene quella prima inaugurazione, non mancò di compiacersi augurandosi, con un sorrisetto ammiccante, che la biblioteca stavolta durasse per sempre, senza doversi aspettare una terza inaugurazione.