Vai in Nord-Sud, sotto-sezione di Download ed in Giuseppe Prezzolini.
Ci sono molti nuovi file da scaricare.
N.B. Non tutti i nuovi file caricati vengono segnalati per il "Download"!!!. Cercate!!! Scarica!
Toggle Bar

Governo e governati

 
  • 1882 - Pasquale Turiello - Governo e governati - Dedica

    1882 - Pasquale Turiello - Governo e governati - Dedica

    Lunedì, 30 Maggio 2022 - 48.69 Kb - pdf - 9020b171ca14a49197df41af4adc61ec - Pasquale Turiello, Governo e governati in Italia, Bologna Nicola Zanichelli 1882.Dedica apparsa nell’edizione del 1882, ed omessa in quella del 1889. (NdR)Tu sai, amico mio, gran parte degli intendimenti da cui fui mosso nello scrivere questo Saggio, se esso è nato principalmente perché tu hai voluto che scrivessi ciò di cui ti aveva fatto cenno più volte nel conversare. Pure, innanzi il tempo da che ci conosciamo io avea già vissuto e pensato un poco; onde forse anche a te qualcosa riuscirà nuova, leggendo questo che scrivo.La età tua non t'ha fatto partecipare, come è accaduto a chi ha qualche lustro di più, al risorgimento felice di quest'Italia, che ci abbiam ricomposta come meglio ci è riuscito, tra il 1859 e il 70. E pure ricordo che, tra que' grandi ideali e que' grandi fatti che ci agitarono in quegli anni, andava via via osservando attorno qualche cosa che discordava, e che, se fossimo stati più calmi, già ci avrebbe dato a pensare. Già, nel tempo stesso che m'esaltava l'animo quel primo ritrovarsi della commossa gioventù italiana, qui, su' nostri appennini, nello scoppio della rivoluzione e nella guerra del 1860, ricordo che mi attristava in que' luoghi stessi una fiera sollevazione contadinesca, nella prima reazione d' Ariano. E, guerreggiando dipoi, dai monti del Trentino nel 66, a' sabini nel 67, e viaggiando pe' villaggi lombardi, o pe' sanniti, o per le maggiori città d' Italia, ora tra dolenti miserie di contadini, ora tra discordie ambiziose ed infeconde di cittadini, da' pezzenti di Napoli agli accattoni di Venezia, da' taglialegna della Sabina agli operai piemontesi, più figure, più motti m'erano rimasti vivi nella fantasia. [...]

  • 1889 - Pasquale Turiello - Governo e governati - Proemio

    1889 - Pasquale Turiello - Governo e governati - Proemio

    Lunedì, 30 Maggio 2022 - 168.09 Kb - pdf - 2b06b42839decc3bbcbb516de5b3bd70 - Pasquale Turiello, Governo e governati in Italia, Bologna Nicola Zanichelli 1889.I. La prima edizione di questo Saggio, pubblicata nel 1882, porgeva una raccolta di fatti e di considerazioni sulla vita pubblica contemporanea d'Italia, che se parvero avere qualche importanza, credo che avvenne principalmente per la franchezza con cui vi si ritraevano alcune nostre condizioni.Di poi mi sono accorto di non aver tenuto nell'opera, tra l’altro, nel conto che meritava, quell'efficacia che le condizioni contemporanee dell’Europa e del mondo civile hanno, e dovranno avere sempre più sulla vita italiana. E perciò, in questa seconda edizione, s'io ripresento al lettore quei fatti e quelle condizioni nostre che mi sembrano vive ancora ed attive (aggiungendo e togliendo parecchio, secondo il tempo trascorso), fo precedere in questo proemio uno sguardo che s'allarghi fuori de' nostri confini. M'auguro che questa cornice del quadro rilevi meglio quel che i fatti italiani, al riscontro, valgano e significhino; e che così la misura de' nostri doveri possa risultar più chiara nel paragone. [...]

  • 1889 - Pasquale Turiello - Governo e governati - Cap. 1

    1889 - Pasquale Turiello - Governo e governati - Cap. 1

    Lunedì, 30 Maggio 2022 - 187.42 Kb - pdf - e2a2a41d133454845ff766e3dfba0610 - Pasquale Turiello, Governo e governati in Italia, Bologna Nicola Zanichelli 1889.Capitolo IDi alcuni pregiudizi italiani sull'ordinamento della Stato.SOMMARIOI. Il posto presente dell'Italia in Europa. - 2. Infelici effetti morali delle lunghe paci in Italia. - 3. Diversa vitalità presente degli stati europei contemporanei. - 4. La Francia e il resto d'Europa tra il 1815 ed il 70. - 5. Francia ed Inghilterra dopo il 1870. - 6. Principi e cortigiani, parlamenti e demagoghi. - 7. Le monarchie nell'Oriente d'Europa e le Camere elettive nell'Occidente. - 8. Il polo politico è mutato durevolmente in Europa, e perché. - 9. Difficoltà di un rivolgimento socialista fortunato. - 10. Il patriottismo e gli operai scontenti. - 11. Due modi di provvedere a' pericoli sociali, e diverso valore di ciascuno. - 12. Esclusione delle razze secondarie, ed intolleranza di quella prevalente. in ciascuno stato moderno. - 13. Invidie crescenti tra' lavoratori: necessità e difficoltà dell’emigrazione. - 14. Le emigrazioni odierne più numerose. - 15. Importanza capitale dell’emigrazione italiana. - 16. Ideale politico nuovo che essa ci impone. - 17. L’aumento della popolazione e l’emigrazione. - 18. Gl’italiani nell’America meridionale. - 19. L'espansione nostra necessaria negli altipiani d’Africa.- 20. Irresolutezza in ciò dello Stato italiano. - 21. Le missioni cattoliche, l’Italia e la Francia. - 22. La libertà è infeconda pe' meridionali senza esercitata virilità. - 23. Fiacchezza presente del ceto politico italiano. - 24. Ragione della taccia antica di fiacchi e di traditori. - 25. Necessità del rappresentare l’Italia qual’è agli italiani. - 26. Conclusione.

  • 1889 - Pasquale Turiello - Governo e governati - Cap. 2

    1889 - Pasquale Turiello - Governo e governati - Cap. 2

    Lunedì, 30 Maggio 2022 - 601.03 Kb - pdf - 9a0556a2a52352db074ccdc0b12d7876 - Pasquale Turiello, Governo e governati in Italia, Bologna Nicola Zanichelli 1889.IIRiscontro dei pregiudizii suddetti con la condizioni dal paese - Le province napoletane.SOMMARIO1. Criterii erronei che ci vengono dalla nostra storia più usitata. - 2. Necessarie imitazioni il 1860 de' modelli stranieri. - 3. Il disagio genera desiderii vaghi di maggiore libertà. - 4. Vanità pratica del riscontro dei nostri coi comuni medievali. - 5. Difetto ne' comuni classici della uguaglianza democratica dei dritti. - 6. I pochi comuni medievali e gli 8.000 presenti. - 7. Effetti amministrativi e politici di quel pregiudizio storico. - 8. I preconcetti dottrinarii nei legislatori italiani. - 9. Il voler pareggiare nella legislazione penale i prognosi apparenti della scienza. - 10. L'attenuazione dell’organismo dello Stato reputato progresso. - 11. Pregiudizio della semplicità utile dalla sua azione. - 12. Pregiudizio del naturale officio pacificatore della nazione italiana in Europa. - 13. Bisogno di adattare i criterii del ceto che governa alla nazione reale. - 14. Esempi di affermazioni dottrinarie, divenute norme di governo, in alcuni legislatori italiani.

  • 1889 - Pasquale Turiello - Governo e governati - Cap. 3

    1889 - Pasquale Turiello - Governo e governati - Cap. 3

    Lunedì, 30 Maggio 2022 - 190.94 Kb - pdf - d64d98f583b96edf3087c3ef959160ed - Pasquale Turiello, Governo e governati in Italia, Bologna Nicola Zanichelli 1889.IIIImpressioni generali sulle presenti condizioni italiane.SOMMARIOl. Meridionali o settentrionali. - 2. L' esercito. - 3. La Chiesa o la scuola educativa. - 4. I partiti. - 5. I deputati. - 6. Reali, giudici e pene. - 7. Conclusioni dei fatti riferiti.

  • 1870 - Michele Lessona - Volere è potere - Cap. 3 - Napoli

    1870 - Michele Lessona - Volere è potere - Cap. 3 - Napoli

    Lunedì, 30 Maggio 2022 - 169.21 Kb - pdf - 59556cd27200ecaee8210fcecbd03820 - Michele Lessona, Volere è potere, Firenze 1870Capitolo Terzo.Napoli.Pericoli temuti dall’Annessione. - Previsioni fallaci dei politicanti. - Napoli si preparava al riscatto. - Notevoli progressi e miglioramenti della città. - Un grammatico e i monelli delle vie. - Il Municipio. - L’Albergo dei poveri. - L’Istruzione popolare. - La cassa di risparmio. - La società nazionale di industrie meccaniche. - Lo stabilimento di Pietrarsa. - Un nuovo ospedale clinico. - Enrico Galante. - Gaspare Ragozzino. - Domenico Morelli.  […] Il signor professore Pasquale Turiello ha scritto il capitolo di Napoli e le biografie dei Napoletani; e non era cosa agevole recare tanta copia di notizie locali a chi non avesse dimorato molti anni in quella città, ancora mal nota ai suoi stessi abitanti. [...][…] Ricordiamo al lettore che, siccome già è detto nella Prefazione, questo capitolo è in massima parte dovuto al signor Pasquale Turiello, e sono sue in tutto le tre biografie che esso contiene. […]

  • 1879 - Rosso De Zerbi - La miseria in Napoli

    1879 - Rosso De Zerbi - La miseria in Napoli

    Lunedì, 30 Maggio 2022 - 144.38 Kb - pdf - d929ed621c33d58f709d1b8bf14debaa - Rocco De Zerbi, Nuova Antologia, n. 48 del 15 dicembre 1879Napoli, 9 dicembre 1879.Ch.mo Prof. Protonotari,Io v’aveva promesso un certo lavoro, e rammento bene qual lavoro: un lavoro nel quale fossero descritti i napoletani, però che il bel cielo, il bel golfo, le tortuose vie, le amenissime colline sono già state troppo descritte e ridescritte.Persisto nel proposito di mandarvi quel lavoro. Napoli, la quale ha già dato origine, come Goethe, come Dante, come Shakespeare, o, se vi piace più, come la tassa sulla macinazione, a una intera biblioteca, Napoli non è ancora conosciuta. Si studia troppo Napoli, non si studiano abbastanza i napoletani. E non v'è città che abbia apparenze più diverse da quello ch'è davvero, quanto le ha diverse Napoli. Ha la messa in iscena di grande capitale; ed è provincia, provincia nelle abitudini, provincia nei pettegolezzi, provincia nei pregiudizi: - ha il sorriso nel cielo, nella marina, nello schiamazzo, nella moltitudine; ed è profondamente melanconica nel viso delle sue donne, nell’intonazione de’ suoi canti, nella predisposizione di spirito de’ suoi cittadini: - pare corriva agli entusiasmi, facile alle grandi passioni, ardente come il suo monte; ed è fredda, indifferente, annoiata, àpata: - pare una immensa città che richiama alla mente Parigi e Vienna; ed è un borgo di tremila persone che convivono con sei in settemila scimie, di tremila persone che, talvolta seguite dalle scimie e talvolta no, vanno a teatro, alla passeggiata, alle elezioni, alle accademie, alle dimostrazioni, ecc. ecc., mentre tutto il resto, gli altri 450 mila animali che vivono nella stessa cinta daziaria, rimangono estranei a tutto questo movimento, non si occupano che di campare, di procacciarsi danaro per vivere, di mangiare, di far figliuoli e, quando possono, d’andare a qualche festa loro, alla quale gli altri 10 mila, cioè i 3 mila uomini e le 7 mila scimie, non pigliano alcuna parte. Questi 450 mila non leggono giornali, non s’occupano di elezioni, non vanno che rarissimamente a teatro, non si fanno vedere alle passeggiate degli altri settemila, hanno altre abitudini, altre credenze, altri gusti, altra inflessione di voce, non conoscono noi e noi non conosciamo loro. [...]

  • 1943 - Gaetano Salvemini - Lezioni di Harvard - Cap. 1

    1943 - Gaetano Salvemini - Lezioni di Harvard - Cap. 1

    Lunedì, 30 Maggio 2022 - 101.13 Kb - pdf - 5437c0ad564ac7f3159c649a4651042d - Gaetano Salvemini, Lezioni di Harvard, CdS 2022Capitolo IL'Italia dal 1871 al 1919Dei tre paesi europei, Russia, Italia e Germania, che attualmente si trovano sotto un regime dittatoriale, l’Italia soltanto aveva precedentemente una forma democratica di governo. Sia nella Russia zarista che nella Germania imperiale, tutte le potestà sovrane, direttamente o indirettamente, si trovavano prima della guerra nelle mani della corona, della casta militare e della burocrazia civile.Sia in Russia che in Germania, si ebbe l’instaurazione di un governo repubblicano in seguito alla disfatta militare. Le nuove istituzioni democratiche non avevano dietro di sé nessuna tradizione.Esse erano il prodotto della sconfitta militare. Il regime democratico russo non ebbe neppure il tempo di sollevarsi dal caos e darsi organi propri; tanto che non fu un regime democratico quello che sotto l’assalto dei comunisti venne sconfitto, ma solo il tentativo di costruirne uno dalle rovine del regime zarista. Per quanto imponente e radicale possa essere come esperimento sociale ed economico, la dittatura del partito comunista è stata sinora una nuova forma di assolutismo al posto dello zarismo. In Germania, la sconfitta che causò l’allontanamento degli Hohenzollern e delle altre dinastie principesche scosse la potenza della casta militare, ma non la distrusse, e questa trovò subito il modo di riorganizzarsi. La vecchia burocrazia rimaneva intatta. La Repubblica di Weimar non osò neppure sopprimere i privilegi e confiscare le proprietà di quei Casati principeschi, di quegli junkers e di quei capi militari che erano stati i responsabili della sconfitta. La prima ragione della sua esistenza fu quella di placare i vincitori. La casta militare le permise di rimanere in vita fintanto che la situazione internazionale ne rese necessaria l’esistenza. Ma non appena venne allentata quella morsa nella quale, sotto forma di occupazione militare e di riparazioni finanziarie, i vincitori stringevano la Germania, la Repubblica di Weimar venne liquidata. Non fu un regime democratico costituito quello che sotto l’attacco dei nazisti venne sconfitto, ma solo un regime democratico tollerato. [...]

  • 1901 - Ernesto Artom - Il conte di Cavour e la questione napoletana

    1901 - Ernesto Artom - Il conte di Cavour e la questione napoletana

    Venerdì, 03 Giugno 2022 - 126.75 Kb - pdf - eb1b58ee149b4a0a85ce4d553fe4acd5 - Ernesto Artom in Nuova Antologia, Volume 96, Fascicolo 717, 1 Novembre 1901La questione di Napoli e del Mezzodì d'Italia, latente sempre dall'epoca dell'annessione in poi, è entrata oggi nuovamente in uno di quei periodi acuti, in cui richiama l'attenzione vivissima della pubblica opinione.Il centro, in cui si manifestano più visibilmente i gravi mali da cui è travagliata quella importantissima parte d'Italia, è Napoli, che, per le sue condizioni storiche e per l'imponente nucleo di popolazione, riassume e personifica quasi in se la vita del Mezzogiorno d'Italia.Come dal Vesuvio che si specchia nell'incantevole marina napoletana avvengono periodiche eruzioni, le quali, per le minaccie che contengono, atterriscono le popolazioni, così dal cratere della corrotta vita politica ed amministrativa di Napoli eruttano oggi torrenti di lava minacciosa.Ma passati questi periodi, l'opinione pubblica italiana, sempre disposta ad adagiarsi in un profondo sonno, più non avverte la sottile nuvola di fumo che si sprigiona da quel cratere in apparenza spento, e non si dà mano con vigorosi ed energici provvedimenti ad impedire il rinnovarsi dei mali.Noi crediamo quindi non sia oggi del tutto inopportuno l'esporre quali fossero le idee e i concetti del più grande dei nostri uomini di Stato intorno al Mezzogiorno d'Italia, quando, fervendo ancora l'opera immortale della redenzione italiana, si accingeva a porre i fondamenti del risorgimento morale ed economico di quella gran parte della penisola. [...]
Powered by Simple