Giuseppe Loteta

http://www.editoriasiciliana.it/k2/a-colloquio-con/intervista-a-giuseppe-loteta
Messinese di nascita e romano d’adozione, Giuseppe Loteta vive dal 1959 nella capitale, svolgendo la professione di giornalista. Laureato in giurisprudenza, è stato caposervizio interni e inviato del settimanale  L’Astrolabio, fondato da Ernesto Rossi e diretto da Ferruccio Parri, condirettore di Aut, vicedirettore del Diario di Venezia. Tra i diversi quotidiani e periodici con cui ha collaborato, la sua firma è comparsa anche su Il Messaggero, testata per la quale, fino al 1994, ha svolto l’attività di inviato e commentatore politico. La cronaca e l’esercizio della memoria, l’impegno giornalistico e il vagheggiamento dei luoghi d’origine costituiscono il doppio binario della vocazione alla scrittura di Loteta, che, nel 2008, esordisce come romanziere con Messina 1908, pubblicato da Pungitopo, cui segue, tre anni dopo, con la stessa casa editrice, Romanzo messinese. A completare la sua produzione, Cuore da battaglia - Pacciardi racconta a Loteta, libro-intervista con lo storico leader repubblicano (Nuove edizione del Gallo, 1990), e Fratello, mio valoroso compagno…. Dall’Italia alla Spagna, la vita avventurosa di Fernando De Rosa, socialista libertario, (Marsilio, 1998). Nel 2013 esce la raccolta poetica Nuvole e pietre (Pungitopo), che comprende versi scritti lungo un cinquantennio e ispirati ai molteplici fili della memoria, dai luoghi messinesi amati ai temi storici e civili evocati da fatti di cronaca vicini e lontani nel tempo. L’anno successivo, all’insegna degli incontri con i personaggi che hanno segnato l’orizzonte della storia italiana contemporanea, viene pubblicato, sempre dalla Pungitopo, Istantanee tra cronaca e storia, in cui sono presenti figure che vanno da Pertini a Berlinguer, da Andreotti a Napolitano, da Giovanni Falcone a Danilo Dolci.

 
  • 1966-G.Loteta-Don Rodrigo all'Acquasanta

    1966-G.Loteta-Don Rodrigo all'Acquasanta

    Sabato, 06 Febbraio 2021 - 243.73 Kb - pdf - 36806912b35e3d29abe90511b88cd5e5 - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio, n. 36 dell'11 Settembre 1966 e n. 37 del 18 settembre 1966L'inchiesta di Giuseppe Loteta sulla “mafia dei mercati” tocca, [...], il problema del mercato ortofrutticolo palermitano, ancora oggi monopolio di pochi, ben noti operatori che godono di appoggi politici in cambio dei servigi elettorali prestati. Passano gli anni, la lupara ha smesso per ora di fare sentire la sua voce, ma sulla scena i personaggi principali non cambiano. E' a questi uomini che si deve arrivare se si vuole comprendere pienamente il fenomeno della prepotenza mafiosa.

  • 1966-G.Loteta-Sicilia: Il formicaio burocratico

    1966-G.Loteta-Sicilia: Il formicaio burocratico

    Sabato, 06 Febbraio 2021 - 225.19 Kb - pdf - e595231920314cd3b365b4fec0091de1 - Giuseppe Loteta, Astrolabio, n. 38, pagg. 31-33, 25 Settembre 1966L'inchiesta di Loteta nella Sicilia prosegue, in questo numero, con un'analisi di quel virus della burocrazia che va soffocando la Regione.

  • 1966-G.Loteta-Sinite parvulos

    1966-G.Loteta-Sinite parvulos

    Sabato, 06 Febbraio 2021 - 194.22 Kb - pdf - b01174b36d47df75b4c87b70597f525c - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio, n. 44, Pagg. 27-29, 6 Novembre 1966Sfruttamento sistematico degli assistiti dell'ONMI, fondi degli enti assistenziali utilizzati per le campagne elettorali, truffe, connivenze, vendette: è il contenuto esplosivo del dossier contro il sindaco di Roma approdato finalmente sul tavolo del giudice istruttore. Dopo Agrigento, la frana del malgoverno democristiano investe direttamente la capitale politica.E' un voluminoso dossier che reca scritto sulla copertina “Processo contro Petrucci Amerigo più sedici”. Sta sul tavolo del giudice istruttore della Procura della Repubblica di Roma, dott. Franco, dove è finalmente approdato per l'istruttoria formale dopo un viaggio giudiziario di molti mesi, Petrucci Amerigo più sedici. Sembra il titolo di un romanzo di Balzac ambientato nel sottobosco di intrighi e di delitti che caratterizzava la Parigi dei primi dell'ottocento. Ed è invece una storia romana dei nostri giorni che non ha per protagonista un tenebroso personaggio balzachiano, bensì il Sindaco della capitale d'Italia. [...]

  • 1967-G.Loteta-Sicilia: La rivincita dei fanfaniani

    1967-G.Loteta-Sicilia: La rivincita dei fanfaniani

    Sabato, 06 Febbraio 2021 - 195.26 Kb - pdf - 3d6454f756e1764a607ea48c5b1fca77 - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio, n. 3, Pagg. 6-7, 15 gennaio 1967Ventisette giorni di crisi sono assicurati, ventisette giorni durante i quali la Sicilia non avrà né una Giunta né un bilancio. Quasi un mese di assenza del potere politico che sposterà ancora, e chissà per quanto tempo, la soluzione dei più urgenti problemi siciliani, dal piano di sviluppo economico alla trasformazione della SOFIS, alla riforma burocratica. Ma non è detto che la vacanza non finisca per diventare ancora più lunga (la crisi dei primi del '66 si protrasse per 46 giorni) e che, nella sessione dell'ARS convocata dal Presidente Lanza per il 24 gennaio, i gruppi della maggioranza non possano far altro che constatare la permanenza del disaccordo nato nella notte tra il 28 e il 29 dicembre, quando il governo Coniglio cadde sullo scrutinio segreto dell'esercizio provvisorio. [...]

  • 1967-G.Loteta-Mafia: Il coraggio punito

    1967-G.Loteta-Mafia: Il coraggio punito

    Domenica, 07 Febbraio 2021 - 155.29 Kb - pdf - 9c98e40dbb9671b2d565b5d33cd5a1e8 - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio, n. 4, Pagg. 30-34, 22 gennaio 1967Svolta decisiva al processo per diffamazione intentato da Bernardo Mattarella e da Calogero Volpe contro Danilo Dolci. Il sociologo triestino, duramente e dolorosamente colpito dalla decisione del Tribunale di rifiutare l'ammissione di nuovi testi e l'accettazione di una seconda documentazione presentata all'Antimafia, ha deciso di astenersi dal partecipare al proseguimento del processo. La decisione è stata portata a conoscenza del Presidente della IV Sezione penale del Tribunale di Roma, dove è in corso il procedimento, con una lettera di Dolci. Vale la pena di leggerla per intero. [...]

  • 1967-G.Loteta-Sicilia: Chi presta e chi comanda

    1967-G.Loteta-Sicilia: Chi presta e chi comanda

    Giovedì, 11 Febbraio 2021 - 239.20 Kb - pdf - 3801dfd74149f47cbd243e4c683d36d4 - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio n. 13, Pagg. 9-14, 26 marzo 1967Il Banco di Sicilia: un immenso centro di potere economico che sì è fatto strumento di una classe politica cottotta sprofondando sempre più nel sottobosco del malcostume siciliano e nazionale. Bazan: uno dei “potenti”, che ha guidato per anni l'Istituto nella sua rotta burrascosa e che adesso è stato stritolato dalle stesse regole del gioco. Finalmente il bubbone è stato inciso, la magistratura è intervenuta. Ma si avrà la forza e la volontà di afferrare questa ennesima occasione di mettere in luce il risvolto oscuro del malgoverno, non soltanto siciliano?

  • 1967-G.Loteta-Sicilia: Il potere Il danaro I ricatti

    1967-G.Loteta-Sicilia: Il potere Il danaro I ricatti

    Venerdì, 12 Febbraio 2021 - 203.01 Kb - pdf - e3aa2b9ddcc2becf6767f690b000c2c0 - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio n. 14, Pagg. 7-9, 2 aprile 1967Si è aperto il secondo capitolo della paradossale vicenda dei miliardi facili del Banco di Sicilia con l'entrata in scena di un nuovo personaggio, Gaetano Baldacci.Un particolare aspetto del rapporto tra giornalismo e classe politica viene ora ad evidenziarsi, attraverso lo specchio deformante di un ambiente disponibile ad ogni forma di corruzione; l'arresto di Baldacci tuttavìa non può costituire da solo la risposta agli interrogativi che l'opinione pubblica si pone sulle attività politico-clientelistiche del Banco e sulle responsabilità dei “controllori”.

  • 1967- G.Loteta-Banco di Sicilia: La parte della mafia

    1967- G.Loteta-Banco di Sicilia: La parte della mafia

    Domenica, 14 Febbraio 2021 - 223.98 Kb - pdf - f82257a0fc73a9c4b8d501c0f5f2ec4f - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio, n. 16, pp. 11-13, 16 aprile 1967A Palermo i gattopardi respirano. Si preparano alla campagna elettorale, curano i loro affari con rinnovato vigore, si ritrovano nelle occasioni mondane e nei grandi caffè all'aperto che un'ondata di scirocco ha reso più piacevoli che mai. Le vicende del Banco di Sicilia, le paure e i tormentosi interrogativi dei primi giorni, toccherà a me? a te? e allora a chi?, sembrano per il momento dimenticati. Eppure non è passato un mese dal clamoroso arresto di Bazan e ancora meno da quello, altrettanto sensazionale, di Baldacci. Il caso è aperto, la Magistratura continua ad indagare. Perché allora il sollievo è subentrato all'angoscia, la fiducia allo sconforto? La risposta è che, a torto o a ragione, i gattopardi ritengono ormai inoffensivo il ciclone che ha minacciato di travolgerli, consolidate le strutture pericolanti che stavano per far crollare l'ampio edificio regionale eretto con i mattoni della politica, del potere, degli affari, delle speculazioni, dei favoritismi, della mafia. Le voci rimbalzano di caffè in caffè, di circolo in circolo, E si parla di pressioni perché, almeno fino alle prossime elezioni regionali, non siano colpiti i dirigenti democristiani più direttamente responsabili della cattiva amministrazione del Banco, dei tentativi effettuati da più parti per circoscrivere tutta la vicenda, della certezza che - a certe condizioni - Bazan e Baldacci non vuoteranno il sacco, non apriranno la lunga serie delle chiamate di correo. Si spiegano in questo quadro l'improvvisa decelerazione dell'istruttoria, il silenzio subentrato ai frenetici giorni in cui era dato per certo ed imminente l'arresto di questo o quel noto protagonista della vita politica ed economica siciliana. [...]

  • 1967-G.Loteta-Sicilia: Milazzo mi ha detto

    1967-G.Loteta-Sicilia: Milazzo mi ha detto

    Lunedì, 15 Febbraio 2021 - 209.33 Kb - pdf - c6b5cc7297bcc39b00613ee55462b7c3 - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio, n. 17, pp. 9-11, 23 aprile 1967[...] Il Banco di Sicilia, la politica creditizia e l'economia siciliana, il significato innovatore del milazzismo, il malcostume introdotto dai dc nella vita politica dell'isola. Di tutto questo Silvio Milazzo parla volentieri e con passione. Il presidente della Regione siciliana dal 1958 al 1960, l'uomo che frantumò - sia pure per un breve periodo - l'unità politica dei cattolici, ha accettato di incontrarmi nella sua ampia e ospitale casa di Caltagirone. Io vorrei circoscrivere la conversazione alle vicende del Banco nel periodo della Presidenza Bazan, al ruolo giocato dall'istituto di credito siciliano nella congiura che portò al governo di destra del barone Maiorana della Nicchiara. Ma come si fa a fermare Silvio Milazzo, a incanalare un torrente in piena? E la storia del Banco di Sicilia viene fuori tutt'intera, dall'unità d'Italia ai giorni nostri. Forse è meglio cosi. Il quadro è più completo. [...]

  • 1967-G.Loteta-Sicilia: Gli amici del ministro

    1967-G.Loteta-Sicilia: Gli amici del ministro

    Martedì, 16 Febbraio 2021 - 180.76 Kb - pdf - 79e46354ffaee7318439401296cc4d32 - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio, n. 18, pp. 30-33, 30 aprile 1967Mentre la vicenda giudiziaria di Danilo Dolci, querelato per diffamazione dagli onorevoli Mattarella e Volpe, si avvia alla conclusione, il suicidio di uno di quei testi della difesa di Dolci, che il Tribunale non ha voluto ascoltare, ripropone inquietanti interrogativi. Onofrio Valenti, l'uomo che si è tolta la vita, era il segretario amministrativo provinciale della DC palermitana; c'è chi pone in relazione quel gesto disperato alle inimicizie che il dirigente politico si era create in tutti gli ambienti mafiosi con le sue dichiarazioni rilasciate al sociologo triestino

  • 1967-G.Loteta-Sicilia: Il patrono dei potenti

    1967-G.Loteta-Sicilia: Il patrono dei potenti

    Martedì, 23 Febbraio 2021 - 204.82 Kb - pdf - c12f0da9cf5bcb7c5899e24174b51d9a - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio, n. 25, pp. 12-13, 18 giugno 1967Non ho mai conosciuto il cardinale Ernesto Ruffini. Ho però parlato una volta con un cappellano militare che si professava fedele seguace e ammiratore del porporato di Palermo. L'incontro avvenne nell'androne di una casa patrizia della capitale siciliana, dove ci aveva costretti un improvviso e fastidioso temporale. Non ricordo come, dal tempo si passò alla politica. E fu subito chiaro che l'ampio riparo non avrebbe potuto contenerci entrambi. Il prete combattente non aveva peli sulla lingua: soltanto uno Stato forte e autoritario come il fascismo avrebbe potuto rimettere ordine nel caos e nella sovversione di valori che la democrazia aveva portato in Italia; l'Europa non si sarebbe salvata dalla estrema iattura del comunismo se non avesse seguito al più presto l'esempio degli unici paesi illuminati dalla fede e da un sano senso della nazione, la Spagna e il Portogallo. [...]

  • 1967-G.Loteta-Lo scandalo del Banco di Sicilia

    1967-G.Loteta-Lo scandalo del Banco di Sicilia

    Domenica, 04 Aprile 2021 - 504.77 Kb - pdf - 6926561f46b9b626a94d56ff1aa1040e - Giuseppe Loteta. L'Astrolabio, nn. 38-41.42-45 del 1967[...] Salvo Lima, ex sindaco di Palermo è ora sottosegretario alle Finanze nel governo Andreotti. Vito Ciancimino, uomo di Gioia, anch'egli ex sindaco di Palermo, e numerosi altri degni compari sono stati rinviati a giudizio per interesse privato in atto d'uffìcio. I cinquanta imputati sono accusati di avere assunto impiegati senza concorso, ma premiando i migliori galoppini della loro clientela, “di aver dato incarichi per la progettazione di strade (come la litoranea Mondello-Sferracavallo). non conformi al!a procedura prevista. Tra gli imputati prendiamo a caso, oltre ai citati Lima e Ciancimino, i seguenti: Di Liberto, che fu sindaco di Palermo alla caduta di Lima, Ernesto Di Fresco, ex assessore alle tasse che abbassava l'imponibile fiscale in cambio dei voti, Nino Muccioli, DC, segretario provinciale della Cisl, deputato all'assemblea regionale, che dal 1957 al 1960 ebbe dal Banco dì Sicilia una retribuzione mensile per “consulenza in materia di sviluppo demografico, manodopera, statistica”; Casimiro Vicini, già incriminato per peculato. PSDI, che nel 1956 Gioia fece assessore alle tasse, il che gli consentì di essere eletto deputato, l'on. Paolo Tocco Verducci, DC, commissario straordinario a vita dell'ospedale psichiatrico di Palermo (da qui scacciò due studenti che “pretendevano” di fotografare il manicomio lager), una specie di Diletta Pagliuca in parlamento, che insieme a Lima e Gioia ha avuto il controllo del tesseramento nella maggior parte delle sezioni DC in Sicilia.Come si vede dai pochi cenni biografici, si tratta di un processone che finirà nel nulla come tutti i processi contro i boss della vecchia e nuova mafia. Qualcuno ha pensato di scrivere un libro e di intitolarlo Dei peculati e delle assoluzioni, ma noi pensiamo che sarebbe troppo monotono. Tanto per cominciare, per esempio, Salvo Lima è stato “stralciato” dall'istruttoria in attesa dell'autorizzazione a procedere da parte del parlamento. (Da Lotta Continua del 2 agosto 1972).

  • 1965-G.Loteta-La frusta di Johnson

    1965-G.Loteta-La frusta di Johnson

    Domenica, 19 Settembre 2021 - 90.81 Kb - pdf - e0f751263d47219c0c49e8ce1425fdc8 - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio, Pagg. 26-27, Anno III, N. 9 (50), 15-30 Maggio 1965Quando nel maggio 1961 le pistole di alcuni generali fecero tacere per sempre la voce di Rafael Trujillo, il ferocissimo dittatore che per trenta anni era stato il padrone assoluto di S. Domingo, molti osservatori pensarono che una nuova era di democrazia e di progresso stesse per avere inizio nel piccolo Stato latino-americano. A giustificare questo giudizio non era tanto la congiura di palazzo che si era felicemente conclusa con la morte di Trujllo, quanto l'atmosfera euforica della “nuova frontiera” che il nuovo Presidente degli Stati Uniti, John Kennedy, aveva portato con sé alla Casa Bianca. [...]

  • 1966-G.Loteta-Sicilia: venti anni di crisi

    1966-G.Loteta-Sicilia: venti anni di crisi

    Mercoledì, 22 Settembre 2021 - 83.21 Kb - pdf - 1b70703eb9f3b6cc94851e1d6df6ec74 - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio, n.12, pagg. 7-8, 20 Marzo 1966Un incubo pesa sulla democrazia cristiana siciliana: l'incubo del milazzismo. Da anni ormai Silvio Milazzo si occupa più d'agricoltura che di politica; gli uomini che lo avevano seguito nella scissione hanno riguadagnato le fila della DC o sono confluiti in quelle accoglienti del PCI; del secondo partito cattolico resta soltanto il ricordo. Deve trattarsi di un ricordo rovente però, se ad ogni crisi del governo regionale il timore dì una nuova operazione che tolga il potere alla Democrazia cristiana assale i dirigenti cattolici, li spinge a evocare il fantasma di Milazzo e a rilanciarsi tra di loro l'accusa infamante di milazzismo.Così anche questa volta, nei lunghissimi 46 giorni durante i quali l'Assemblea regionale siciliana è rimasta senza Giunta e senza bilancio, nei corridoi di Palazzo dei Normanni non si parlava d'altro, in gran segreto, che di nuove edizioni della confluenza milazziana. Un noto dirigente della DC mi illustra addirittura una sua teoria, seconda la quale il milazzismo è un fenomeno immanente alla vita politica siciliana, una delle principali cause del suo progressivo deterioramento. [...]

  • 1966-G.Loteta-Le pinup della violenza

    1966-G.Loteta-Le pinup della violenza

    Giovedì, 23 Settembre 2021 - 96.71 Kb - pdf - 90233dcc7936171fce03dd065083f80c - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio, n. 19, pagg. 22-25, 8 Maggio 1966 “La sensazione che io ho, in questo momento, è che mio figlio sia caduto in un'azione partigiana. Faceva le stesse cose che io e mia moglie facevamo sulle montagne dell'Umbria nell'inverno del 1944. I mostri contro cui lottava erano i medesimi che dopo la Resistenza credevamo di aver vinto per sempre: la religione della violenza, il rifiuto della cultura, l'ignoranza, la sopraffazione, la barbarie. Paolo credeva nella libertà, nella democrazia, nel diritto allo studio. E' morto per la difesa di questi valori”. Enzo Rossi, il padre dello studente vittima delle violenze fasciste, parla del figlio come di un compagno di lotta scomparso. La sua voce è ferma e pacata, anche se a volte un tremito inarrestabile delle mani, un battito degli occhi arrossati dal lungo pianto, tradiscono la tragedia del padre che non rivedrà più il suo ragazzo di 19 anni. Ed è lui, più di ogni commentatore estraneo, a cogliere la causa vera della morte del figlio, il rapporto ideale che la accomuna ad altre morti, a quelle dei giovani come Paolo caduti nella lotta di liberazione dai mostri del nazi-fascismo.Ma com'è possibile che a ventenni dalla Resistenza si muoia ancora per la difesa di quei principi che la Costituzione repubblicana pone a base della vita del paese? Com'è possibile che proprio nelle Università, e soprattutto in quella di Roma, continuino ad annidarsi, baldanzosi ed impuniti, gli squallidi epigoni degli squadristi e dei brigatisti neri? E' difficile rispondere esaurientemente a questa domanda senza addossare buona parte della responsabilità della sopravvivenza del fascismo alla classe dirigente che ci ha amministrati dal dopoguerra ad oggi soffocando la maggior parte dei motivi ideali della Resistenza, tollerando che i giovani continuassero a studiare sui libri di testo fascisti, lasciando in vigore le leggi e i regolamenti di polizia del ventennio. Né basta celebrare ogni anno, nella quasi unanimità dei consensi, le ricorrenze gloriose della Liberazione. “Rifiutiamo il 25 aprile, festa del reggimento”, scriveva pochi giorni fa nella sua prosa colorita un settimanale anarchico. E non c'è dubbio che sia almeno equivoco annacquare ogni anno la Resistenza in un mare di celebrazioni oleografiche e falsamente plebiscitarie, senza intendere ed attuare lo spirito che animò la lunga lotta antifascista nei duri anni del fuoruscitismo e in quelli, saturi di speranza, della ribellione armata.

  • 1966-G.Loteta-Regione sotto accusa

    1966-G.Loteta-Regione sotto accusa

    Sabato, 02 Ottobre 2021 - 124.25 Kb - pdf - d2c674572e58d9ab7b8b321fd9346131 - L'Astrolabio, n. 22, pagg. 15-19 e 34, 29 Maggio 1966“Ventanni di autonomia regionale in Sicilia: bilancio e prospettive”. Su questo tema abbiamo indetto un dibattito, svoltosi nella sede dell'Astrolabio, al quale hanno partecipato il sen. Simone Gatto del PSI, il sen. Nicola Cipolla del PCI, l'on. Vincenzo Gatto del PSIUP e il prof. Paolo Sylos Labini. Ha coordinato la discussione il nostro collaboratore Giuseppe Loteta. Diamo di seguito il testo stenografico del dibattito. [...]

  • 1966-G.Loteta-Chi ha ucciso Lumumba

    1966-G.Loteta-Chi ha ucciso Lumumba

    Sabato, 02 Ottobre 2021 - 159.08 Kb - pdf - 74d26a60de8aa9f50442261b612efbf6 - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio, n. 28, pp. 23-24, 10 luglio 1966Il 17 gennaio 1961, alle ore 17, Ciombe è al primo posto tra le personalità che assistono alla proiezione del film Libertà nel salone dell'hotel Palace di Elisabethville... Ad un tratto un groom porta un messaggio al Presidente: una chiamata telefonica da Leopoldville. Ciombe si reca alla cabina.- Parla Kasavubu, Ti spedisco tre pacchi. Sono per te.- Tre pacchi? Che pacchi?- Vedrai. Arriveranno in aereo. Valli a ricevere.Una serata di gala nella capitale del Katanga secessionista, una telefonata che coglie Ciombe di sorpresa. Ha cosi inizio una nuova ricostruzione della morte di Patrice Lumumba, opera di uno studioso francese, Jacques de Launay, che Le Figaro riporta integralmente. Il brano, tratto da un volume ancora inedito del de Launay sui “grandi problemi storici insoluti nel periodo 1945-1965” e frutto di un'inchiesta condotta dall'autore nei luoghi che videro la morte del popolare leader congolese e si avvale di nuove e interessanti testimonianze. [...]

  • 1966-G.Loteta-Uno spiraglio per Palermo

    1966-G.Loteta-Uno spiraglio per Palermo

    Lunedì, 04 Ottobre 2021 - 96.15 Kb - pdf - 44c041d02972e73204669bb96a29e27e - L'Astrolabio, n. 41, pag. 9, 16 Ottobre 1966Una aperta, dura requisitoria contro la Giunta e gli amministratori de! Comune di Palermo è stata pronunciata in seno al Consiglio comunale da un giovane consigliere democristiano, il dott. Alberto Alessi.Dieci lunghi anni di mala amministrazione - egli ha detto - basata “sul gioco di vivere ai margini del lecito”.Si discutevano le dichiarazioni programmatiche del nuovo sindaco Bevilacqua, e l'Alessi ha centrato le sue critiche particolari sugli appalti, sulla gestione scandalosa delle imposte di consumo, su altri servizi sempre governati in quel clima di tolleranza e complicità che sta asfissiando il Comune. [...]

  • 1966-G.Loteta-I notabili alle strette

    1966-G.Loteta-I notabili alle strette

    Lunedì, 04 Ottobre 2021 - 174.19 Kb - pdf - 51e32f6f3f280f07b222fbdf739f9c27 - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio, n. 42, Pagg. 30-32, 23 Ottobre 1966Sembrano sicuri, ironici e spavaldi. E invece hanno paura, una maledetta paura delle proporzioni che questa causa sta assumendo, coinvolgendo - ben al di là delle querele per diffamazione - tutta l'impalcatura di vessazioni, di prepotenze, di oscure alleanze, di omertà, di appoggi su cui si regge in Sicilia il rapporto tra mafia e politica. Appena un anno fa, Bernardo Mattarella e Calogero Volpe  non l'avrebbero certo supposto. Avevano querelato Danilo Dolci per le roventi testimonianze da questi raccolte sui loro legami con la mafia ed erano certi che il procedimento giudiziario avrebbe sancito, udienza per udienza, la loro assoluta estraneità al mondo degli uomini d'onore. [...]

  • 1966-G.Loteta-Il tramonto dei baroni

    1966-G.Loteta-Il tramonto dei baroni

    Lunedì, 04 Ottobre 2021 - 227.38 Kb - pdf - f00a33e49a12d9102220bbde900ff5a1 - Giuseppe Loteta, L'Astrolabio, n. 43, Pagg. 22-26, 30 Ottobre 1966Dopo la frana, il terremoto. Ad appena tre mesi dalla sciagura di Agrigento, un cataclisma d'altro tipo sembra essersi abbattuto sulla democrazia cristiana siciliana. Scosse a catena, che aumentano d'intensità ogni giorno di più e che travolgono uomini, situazioni ed equilibri fino a ieri ritenuti di una stabilità a tutta prova. Sotto accusa i dirigenti dc di Agrigento, sotto accusa gli amministratori dc della Provincia e del Comune di Palermo, sotto accusa Presidente ed assessori della Regione. E' dappertutto crisi o minaccia di crisi. Che sta succedendo in Sicilia? [...]
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