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1970

 
  • 1970 - Mario Signorino - Quel bandito di Marx

    1970 - Mario Signorino - Quel bandito di Marx

    Giovedì, 31 Marzo 2022 - 45.97 Kb - pdf - 6f559dc48d10cf4ec054ec9a8fcf5df2 - Mario Signorino, Astrolabio, n. 1 del 4 gennaio 1970Dopo gli attentatiQuel bandito di Marx: Una istruttoria senza sorprese.La caccia al libro sovversivo. Dopo l'anno degli studenti e l'autunno operaio avremo l'anno della restaurazione?Tra natale e capodanno, a 17 giorni dagli attentati di Milano e Roma, Occorsio ha passato le consegne al dottor Brancaccio, capo dell'ufficio istruzione. Il dossier sulle bombe ha imboccato così, con un certo ritardo, la strada dell'istruttoria formale. Qualche giorno prima, a Cagliari. il procuratore della Repubblica aveva ordinato il sequestro di due volumetti editi da Feltrinelli: Sardegna. rivolta contro la colonizzazione di Cabitza, e Orgosolo novembre 1968: quattro giornate di sciopero generale. Prima ancora, a Genova, nel corso di numerose perquisizioni erano stati sequestrati testi di Marx, Lenin, Trotski, Che Guevara, Mao eccetera. Episodi del genere sono stati segnalati in altre città. E' il contorno grottesco di un'operazione reazionaria che ha portato alla riesumazione imprevedibile delle norme fasciste tuttora incluse nel codice penale. Così si chiude l'anno politico 1969. L'anno del riflusso del movimento studentesco e dell'esplosione delle lotte operaie. L'anno gemello del '68. Ma è proprio vero, i due anni decisivi che hanno spostato a sinistra l'asse sociale del paese devono finire nell'imbuto di una vicenda giudiziaria, nella repressione delle minoranze di sinistra? Cosa significa questa ripresa di lugubri riti contro la carta stampata, persino contro i classici del marxismo? Guardiamoci dalle semplificazioni, certi grossi fatti politici come le lotte operaie degli ultimi mesi non si cancellano con un colpo di spugna dalla realtà del paese. Certi magistrati possono anche considerare Marx un bandito o vedere in Mao il diavolo dal pene freddo che popolava i processi alle streghe nel Medioevo. Ma le operazioni reazionarie sono sempre a doppio taglio, generano effetti ambivalenti. Il problema, a questo punto, è che il quadro politico di vertice riflette ben poco dei movimenti reali: quale funzione e quale peso ha oggi il diaframma persistente tra il "politico" e il "sociale"? il '68 si era chiuso con un riferimento politico preciso, l'appuntamento all'autunno operaio del '69. Si potevano fare previsioni, conti, azzardare ipotesi sull'anno che iniziava. Oggi è difficile dire che cosa sarà il 70: il suo passato politico è roba di questi giorni, impastato pericolosamente al polverone sollevato dalle carte del "processo delle bombe". Guardiamolo un pò da vicino.

  • 1970 - Pietro A. Buttitta - Sicilia: la favola del buongoverno

    1970 - Pietro A. Buttitta - Sicilia: la favola del buongoverno

    Venerdì, 01 Aprile 2022 - 177.28 Kb - pdf - 4b044461eeb3cbeb2de2c51822f54945 - Pietro A. Buttitta, Astrolabio, n. 1 del 4 gennaio 1970Nel '66 Agrigento, nel '67 il terremoto nella valle del Belice: due storie esemplari, ancora aperte, che denunciano il luogo comune dei siciliani ”privi di senso dello stato”.I siciliani si dice non hanno il “senso dello Stato” . E lo si dice e ripete così spesso che deve essere vero o, almeno, che qualcosa di vero ci deve essere in un'affermazione così abituale per i rappresentanti della classe dominante isolana e continentale che si spartiscono, o si palleggiano, la responsabilità secolare dell'amministrazione siciliana.Altrimenti. se qualcosa di vero non ci fosse, dovremmo concludere che i nostri governanti sono dei bugiardi!Dio ne liberi! Con i tempi che corrono e con la riesumazione in corso degli articoli "fascisti sino al midollo" del nostro Codice Penale non mi permetterei mai non soltanto una simile affermazione ma nemmeno la semplice insinuazione di un sospetto. Eppure, detto ciò, mi rimangono, forse per protervo campanilismo, alcuni dubbi impertinenti sulla questione dei rapporti fra siciliani e istituzioni. Che noi, "questi siciliani mentitori'', come ha scritto D. H. Lawrence si abbia qualche ragione dalla nostra! Bé. prima di giungere a conclusioni affrettate, oltre che pericolose, vogliamo guardare le cose come stanno. Di queste cose vediamone due, le più recenti: la questione dei terremotati della Valle del Belice e quella della frana di Agrigento. [...]

  • 1970 - Marcio Moreira Alvez - Sudamerica: Il futuro delle armi

    1970 - Marcio Moreira Alvez - Sudamerica: Il futuro delle armi

    Domenica, 03 Aprile 2022 - 233.70 Kb - pdf - ecb564040ec0d9c25e9ca81646596267 - Marcio Moreira Alvez, Astrolabio, n. 2 del 11 gennaio 1970Dal Brasile al Cile e al Perù, dall'Argentina alla Colombia e all'Uruguay.Marcio Moreira Alvez, deputato brasiliano esule in Cile, analizza le prospettive della lotta armata nei vari paesi sudamericani per gli anni '70Il futuro delle armiIl problema della lotta armata ha di nuovo occupato negli ultimi due mesi le prime pagine dei giornali di quasi tutte le capitali dell'America del Sud. Le azioni di "commandos" rivoluzionari, frequenti in Brasile, Uruguay e Argentina. si stanno verificando oggi anche in Cile. A Buenos Aires la resistenza al regime di Ongania si è concentrata nel movimento operaio, ma le organizzazioni clandestine hanno dato una spettacolare dimostrazione di forza e sincronizzazione nel salutare la visita di Rockefeller, incendiando 13 dei 15 supermercati Mini-Max che esistono nella città. In Venezuela, il movimento guerrigliero, fino ad ora contenuto sulle montagne del Falcon, si rifiuta di accettare la "pacificazione" proposta dal presidente Caldera con l'appoggio della gerarchia cattolica e del Partito comunista, appena uscito dall'illegalità. [...]

  • 1970 - Paolo Aresu - Inchiesta sull'Alitalia

    1970 - Paolo Aresu - Inchiesta sull'Alitalia

    Domenica, 03 Aprile 2022 - 449.99 Kb - pdf - a0ca033e5710a9365fe16182fcf0e03d - Andrea Aresu, Astrolabio, n. 2 e 4 del 1970Inchiesta sull'AlitaliaQual è la politica verso il personale della nostra compagnia di bandiera?In quali condizioni lavorano i 12.000 dipendenti della Società? Questa è la prima puntata di un'inchiesta che tenta di gettare uno sguardo dietro la retorica aziendale, dietro i sorrisi smaglianti delle hostesses. Qual e è l'immagine che il grosso pubblico ha della compagnia di bandiera, l'Alitalia? L'opinione più diffusa oscilla tra l'elemento fascinoso che è insito nel fattore "volo" e l'impressione della Azienda "formula IRI": efficienza economica, solidità strutturale, sicurezza e stabilità per il personale. Si pensa ai piloti, stipendi favolosi rispetto ai normali, da qui alla convinzione che all'Alitalia si è privilegiati il passo è breve: le domande di assunzione sono annualmente nell’ordine di 15.000. Costituita nel 1946 con capitale di 900 milioni di lire: capitale attuale 50 miliardi di cui l'89.2 per cento posseduto dall’IRI ed il restante 10,8 per cento da privati: nel 1967 e1968 al 7. posto nella graduatoria delle compagnie aeree occidentali: flotta sociale composta da 73 aerei, tutti aviogetti; 4.149.745 passeggeri trasportati nel 1968: fatturato nel 1968 173,5 miliardi, con un aumento del 13 per cento rispetto al 1967: (utile netto nel 1968 3.699.000.000: 1.361.000.000 in più rispetto al 1967): investimenti in corso nel 1969 circa 80 miliardi. Questa, all'anagrafe, l’Alitalia, secondo la “scheda d'informazione” pubblicata dall’IRI. [...]

  • 1970 - AA. VV. - Inchiesta sul Mezzogiorno

    1970 - AA. VV. - Inchiesta sul Mezzogiorno

    Mercoledì, 06 Aprile 2022 - 1,005.18 Kb - pdf - cfa839549280a4cbd9b6d609e22a9d51 - L'Astrolabio, 1970, Anno VIII, n. 4 e 5 del 1970Sottosviluppo, questione meridionale: ogni tanto, ogni volta che l'esplodere di situazioni particolari porta alla ribalta le contraddizioni del Sud, ci si riunisce, si discute, si stabilisce che i termini reali del problema meridionale sono sempre gli stessi. È vero: il Mezzogiorno resta la carenza storica dello stato italiano, la “rivelazione” permanente del conservatorismo della classe dirigente, una spina nel fianco anche per le forze democratiche e socialiste tuttora costrette su posizioni di lotta precarie o insufficienti. È anche vero che il nuovo non nasce all'improvviso, non corre sul filo lucente dell'autostrada che collega Roma all'estremo Sud, non nasce da un sogno tecnocratico storicamente declassato a una industrializzazione frammentaria, talvolta inutile. Specie nel Sud la maturazione è lenta, lentissima, spesso sovrastata dalle esplosioni improvvise od oppressa dai riflussi di una persistente disgregazione sociale, oppure ingigantita ottimisticamente da movimenti più maturi e coscienti di lotta popolare. Ma almeno un fatto dovrebbe essere chiaro - dopo un secolo e più di vita unitaria - ed è un fatto che pone problemi drammatici alla sinistra: i processi di maturazione, nel Sud, non sono irreversibili, anzi, possono risultare talmente diluiti da contribuire soltanto al mantenimento di un equilibrio di regime che non resiste più sul terreno dell'immobilismo puro e semplice. Ecco perché ci siamo posti gli interrogativi che costituiscono il filo conduttore di questa inchiesta: che cosa è cambiato o sta cambiando nel Sud di oggi? Che cosa invece mantiene la fisionomia di sempre? Come si annuncia, insomma, il Mezzogiorno degli anni '70? L'Astrolabio è sempre sfuggito alle tentazioni celebrative o futuribili che colgono puntualmente gran parte della stampa ad ogni scadenza rituale. Lo spirito di questa inchiesta non è dunque legato al nuovo decennale che ci prepariamo ad affrontare: si ricollega invece a quanto di nuovo e importante è emerso nel corso delle lotte operaie di quest'autunno, cercando di cogliere il loro nesso con la questione meridionale, e più in generale la sostanza politica attuale della questione. In questo numero affrontiamo i problemi della politica degli investimenti pubblici, quelli della “nuova classe” dirigente, analizziamo la storia recente dei movimenti di sinistra extraparlamentare. L'inchiesta si chiuderà nel prossimo numero con un intervento sulle trasformazioni strutturali nell'economia, un articolo sulle nuove ipotesi di lotta politica, un'analisi delle lotte sociali nel Sud.

  • 1970 - Pietro A. Buttitta - Judith Reyes. Una voce dal Messico

    1970 - Pietro A. Buttitta - Judith Reyes. Una voce dal Messico

    Sabato, 09 Aprile 2022 - 249.75 Kb - pdf - 2cb830499f5f15a3c21ad7d886aeb125 - Pietro A. Buttitta, Astrolabio, n. 5 del 1 febbraio 1970[...] Judith Reyes ha scritto la sua lettera, giustamente indignata, sull'onda delle notizie giunte anche in Europa sul tentato eccidio dci prigionieri politici di Lecumberri, da parte di una squadraccia, arruolata e organizzata fra i criminali comuni da parte dei dirigenti della stessa casa di pena, in occasione dello sciopero della fame messo in atto da ottantanove detenuti politici. La cantante, dopo aver sottolineato quanto sia infamante per un paese un fatto di questo genere, così scrive al generale-direttore:"Io non conosco le battaglie con le quali lei si è guadagnalo ìl grado di generale: questa vinta da lei tanto eroicamente è la prima della quale ho notizia". [...]

  • 1970 - AA.VV. - Medioriente: sul fronte di tutto il mondo

    1970 - AA.VV. - Medioriente: sul fronte di tutto il mondo

    Sabato, 16 Aprile 2022 - 252.15 Kb - pdf - d539fe038ae40d96ab9dc4b4f11e3633 - AA. VV., Astrolabio, n. 10 dell’8 marzo 1970L'escalation militare israeliana, l'intensificarsi del "terrorismo aereo", la crisi giordana. Pochi elementi che, allargando praticamente a tutto il mondo il fronte mediorientale, hanno avuto gravi ripercussioni sui popoli più direttamente interessati. Riproduciamo un articolo in cui il leader della sinistra israeliana Uri Avneri commenta sul settimanale Haolam Hazé gli ultimi avvenimenti: è un grido d'allarme giustificato, anche se il discorso di Avneri - per quanto di rottura possa apparire - si colloca "all'interno" dell'attuale dibattito politico israeliano, dove non trovano posto i diritti nazionali del popolo palestinese. E' questo il limite di molti "israeliani anti-sionisti". Negli altri articoli la posizione degli arabi dell'establishment, e le analisi politiche che oggi sviluppano le due ali più importanti della resistenza palestinese, Al Fath e il Fronte Democratico per la Liberazione dalla Palestina.
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