Leopoldo Piccardi

Dalla Treccani. Leopoldo Piccardi (1899-1974). Avvocato e uomo politico, nato a Ventimiglia il 12 giugno 1899. Consigliere di stato, entrò nel governo Badoglio (1943) come ministro dell'Industria e Commercio; dopo la Liberazione è stato commissario per l'IRI (1945-46). Collaboratore della rivista fiorentina Il Ponte, entrò nel movimento di Unità Popolare; nel 1955 partecipò alla fondazione del Partito radicale, del quale è dal 1958 uno dei segretarî nazionali. Nel 1960 e stato eletto consigliere comunale di Roma. È attivo esponente di molte associazioni culturali e politiche (per la libertà religiosa, per la lotta contro il colonialismo, Convegni degli "amici del Mondo", Lega dei comuni democratici, ecc.). Collaboratore di Il Mondo, è autore di scritti politici, tra i quali La storia non aspetta: 1942-1956 (Bari 1957). Autorevole civilista e amministrativista, si è particolarmente distinto in giudizî davanti alla Corte Costituzionale. Dirige la Rivista amministrativa della Repubblica Italiana, ed è autore di varî scritti di diritto pubblico.

 
  • 1966-L.Piccardi-Regioni e Provincie

    1966-L.Piccardi-Regioni e Provincie

    Venerdì, 23 Ottobre 2020 - 107.34 Kb - pdf - 9eebc55bedf00c30c40a4b9d38b6333e - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, n. 4, Pagg. 30-34, 23 Gennaio 1966[...] L'avere, ciononostante, tenuto in vita le province, nella loro debole struttura e con le loro esigue funzioni, è stata una delle cause, anche se non l'unica, né la più importante, della mancata attuazione dell'ordinamento regionale. Se si trovasse ora il coraggio e la forza per fare quello che non si seppe fare in sede costituente, non sarei certamente io a rammaricarmene. [...][...] Con la loro presenza (delle Regioni, NdR), si dimostrerà sempre meglio l'inutilità delle province, risulterà sempre più chiaramente che i prefetti non hanno diritto di cittadinanza in un ordinamento democratico, apparirà in modo sempre più inconfutabile la tecnica difettosità dell'attuale organizzazione periferica statale. [...]

  • 1966-L.Piccardi-L'Alto Adige

    1966-L.Piccardi-L'Alto Adige

    Sabato, 21 Novembre 2020 - 318.74 Kb - pdf - f50e3823f5b480f68318442e89332205 - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, n. 33, pagg. 8-13, 21 Agosto 1966In un libro del 1837: “E il Tirolo è una provincia d’Italia, appartenente all’Impero d'Austria. Le alpi Retiche e Noriche la dividono da quella regione d'oltremonti che egualmente chiamasi Tirolo, e la circoscrivono dal lato boreale, come lo è a levante dall'arciducato d'Austria e dal Friuli, a scirocco dagli Stati Veneti, a libeccio dalla Lombardia, ed a ponente dai Grigioni. Questi suoi confìni, escluso il lato australe, sono tutti composti da montagne altissime, la maggior parte dirupate e coperte di ghiacciaie e nevi perpetue, formanti anguste e profonde valli, ma in cui però ad ogni passo incontransi situazioni pittoresche ed i più mirabili contrasti tra la natura silvestre e l'amenissimo paese del quale fa parte. I punti maggiormente elevati di quella alpina catena sono il Prenero o Pireneo; il Grossglockner, o sia la Grossa campana, così chiamata per la aua forma; l'Hohe Tschernowand, cioè 1'alto Chernovrando; il Platteykogel, la cui cima sembra una pianura o cono tronco; il grande Sollstein; l'Habiebspitz, di figura acuta o piramidale, e l'Ortler, punto più alto del Tirolo, cioè 2.444 tese sopra le acque del mare. [...]"

  • 1967-L.Piccardi-La classe dirigente

    1967-L.Piccardi-La classe dirigente

    Giovedì, 17 Dicembre 2020 - 179.15 Kb - pdf - c19c9f47b629f27fd2feb519bc75d57a - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, n. 2, Pagg. 8-12, 8 gennaio 1967[...] La nostra classe dirigente rivela due difetti che sembrano contrapposti, ma che forse hanno la stessa origine, e che comunque non si elidono, ma si sommano. Da un lato, non sa rinunciare a strumenti di potere ormai superati sia di fronte alla coscienza politica del nostro tempo, sia di fronte al grado di sviluppo della nostra società: i prefetti, leggi di polizia di spirito fascista o borbonico, controlli vessatori sulle autonomie locali e via dicendo. D'altro lato, è costantemente dominata da un demagogico timore di perdere il favore popolare, incapace di proporre all'opinione pubblica una linea politica coerente; sempre pronta a piegarsi alle richieste che appaiano sostenute da una qualche forza elettorale. Bisognerà che essa impari a fare il suo mestiere in tempi di democrazia, il mestiere di dirigere un paese, non con gli strumenti dello stato di polizia, ma dimostrandosi capace di stabilire un dialogo con la sua base popolare, di proporre temi e soluzioni, di conquistarsi quella fiducia che è, per una classe dirigente, il corrispettivo della sua fiducia nella democrazia.Soltanto se la nostra classe dirigente imparerà a svolgere questi suoi compiti potremo avere in Italia una politica di riforme che non ci faccia fare il nostro cammino a ritroso, ma ci faccia avanzare sulla via del progresso civile. Intanto, chi come noi si è scelto questo ingrato mestiere dello studio e della ricerca continuerà, ad avanzare le sue proposte, che attenderanno una volontà politica capace di attuarle.

  • 1965-L.Piccardi-La repubblica degli italiani

    1965-L.Piccardi-La repubblica degli italiani

    Mercoledì, 27 Gennaio 2021 - 97.99 Kb - pdf - 73b82ef56ad15c71bf1205dd481637b4 - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, Anno III, N. 20 (61), Pagg. 28-30, 2 Dicembre 1965Le dimissioni di La Malfa dalla commissione per il bilancio ripropongono la necessità di una coraggiosa iniziativa in materia di publico impiego, Gli interventi legislativi del Parlamento, troppo frequenti e frammentari, riescono solo ad aumentare le difficolta e i pericoli. Occorre quindi che siano limitati alle questioni di fondo, senza peraltro estendere la sfera della legislazione burocratica.

  • 1965-L.Piccardi-I nostri giudici

    1965-L.Piccardi-I nostri giudici

    Giovedì, 28 Gennaio 2021 - 203.08 Kb - pdf - 13d3379fc925ffd0f6cdd489e5713fc3 - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, Anno III, N. 22 e 23, 19 e 26 Dicembre 1965Il conflitto che si è aperto in seno alla magistratura è così acuto, coinvolge punti così fondamentali e provoca conseguenze così gravi da destare nell'opinione pubblica una viva preoccupazione. A questi contrasti è legata in fìn dei conti la sorte dei cittadini: è chiaro quindi che il problema non deve essere considerato come affare interno della magistratura, ma come problema nazionale, che opinione pubblica e classe politica devono avviare a soluzione.

  • 1966-L.Piccardi-Un passo avanti e due indietro

    1966-L.Piccardi-Un passo avanti e due indietro

    Venerdì, 29 Gennaio 2021 - 202.61 Kb - pdf - dd13b97d3d2cf261f810e8196c2f8a8f - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, n. 4, Pagg. 30-34, 23 Gennaio 1966[...] Se le regioni possano o meno convivere con le province è un problema molto serio e nessuno può consentire nella posizione presa in proposito dall'on. La Malfa più di me, che ho sempre pensato, e non ho trascurato nessuna occasione per dirlo e per scriverlo, che il legislatore costituente ha commesso un grosso errore quando, volendo porre a base del nuovo ordinamento le regioni, non ha avuto il coraggio di sopprimere le province. Le ragioni di questa convinzione sono state ricordate, in quest'ultima fase del dibattito, dall'on. La Malfa e dal suo partito. Prive di una tradizione, sprovviste di una base psicologica di patriottismo locale, raramente rispondenti a unità economiche naturali, le province sono sempre state, in Italia, costruzioni artificiose; le loro attribuzioni, sostanzialmente limitate alla cura degli alienati e a una parte della viabilità minore, non bastano a giustificarne l'esistenza. [...]

  • 1967-L.Piccardi-Laicismo o anticlericalismo?

    1967-L.Piccardi-Laicismo o anticlericalismo?

    Domenica, 07 Febbraio 2021 - 218.26 Kb - pdf - 38466746747be3598c0fbc330b586f01 - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, n. 7, Pagg. 4-9 , 12 febbraio 1967La ricorrenza dei Patti lateranensi desta quest'anno contrasti e polemiche di particolare vivacità, perché l'anniversario cade in un momento in cui il tema dei rapporti tra Stato e Chiesa viene riproposto da una pressione clericale di massicce dimensioni. II modo giusto, tuttavia, di rispondere a questa pressione, non è quello di ricorrere alle forme più chiuse dell'anticlericalismo dei tempi andati, quello dell'Asino di Podrecca per intenderci, e neppure al moderno anticlericalismo, protestatario e scanzonato, di cui Sinè nei suoi disegni ci offre un caratteristico riferimento, La cultura politica laica ha superato da tempo questi schemi e la risposta moderna al clericalismo, che non può non tener presente certi sviluppi positivi determinati dalle prese di posizioni della Chiesa conciliare, va condotta sul piano della difesa del principio della laicità dello Stato e della libertà dentro una concezione generale e coerente delle forme in cui deve svolgersi la convivenza civile.

  • 1963-L.Piccardi-Voto PSI.

    1963-L.Piccardi-Voto PSI.

    Lunedì, 13 Settembre 2021 - 89.96 Kb - pdf - 01b57126a0e82b3018ad843340fb8e78 - Leopoldo Piccardi, Il voto, in L'Astrolabio, N. 2, pp. 5-8, 10 Aprile 1963Caro Direttore,Il nostro giornale, non essendo la voce di un partito, né di una formazione politica, non prende posizione nelle competizioni elettorali, quale quella che si svolge ora in Italia. Questa lettera esprime perciò idee strettamente personali del suo autore: il quale, non essendo egli stesso iscritto a un partito politico ed essendo estraneo all'attuale campagna elettorale, sente tuttavia il bisogno di prendervi parte con un maggiore impegno di quello che importa l'adempimento del suo dovere di elettore. La sola forma di questo maggiore impegno può essere una pubblica dichiarazione: e tale è destinata essere questa lettera se riterrai che possa essere pubblicata ne L'Astrolabio.Il 28 aprile voterò per il PSI. E già a questo punto si rende inevitabile un primo “benché”. Voterò per il partito socialista, benché io non sia socialista. Ma non è questa cosa che richieda lunghe spiegazioni. Il socialismo, in Italia e altrove, si presenta ormai come il terreno d'incontro di uomini di varia formazione e ispirazione, che concordano nel volere una profonda trasformazione della società e delle sue strutture, una sempre più piena attuazione di ideali di libertà e di eguaglianza a noi pervenuti attraverso differenti tradizioni di cultura. Questo processo, al quale è oggi soggetto il socialismo, presenta per esso vantaggi e pericoli: il vantaggio di un progressivo ampliamento della sua capacità rappresentativa, accanto al pericolo di un annacquamento ideologico che ne fiacchi la volontà politica. Di fronte a questa alternativa, sarebbero vani gli sforzi del movimento socialista di ancorare le sue posizioni a premesse ideologiche superate. [...]

  • 1963-L.Piccardi-Elogio dell'elettore

    1963-L.Piccardi-Elogio dell'elettore

    Martedì, 14 Settembre 2021 - 99.16 Kb - pdf - e7604430ba328c509ca355d9c671a041 - Leopoldo Piccardi, in L'Astrolabio, pp. 3-7, n. 4, 1963Non si può parlare di queste elezioni senza esprimere il senso di compiacimento e di speranza che dà il modo di comportarsi degli italiani di fronte alle urne. Il nostro popolo sta imparando la lezione della democrazia assai più rapidamente di quanto si sarebbe potuto immaginare. La percentuale dei votanti, singolarmente alta per un paese dove, salvo fatti marginali ed episodici, si vota liberamente, è già un segno della serietà con la quale gli italiani considerano la loro funzione di elettori. I nostri personali contatti con uomini di ogni condizione confermano il significato delle cifre: il voto è generalmente sentito come un dovere e un diritto, al quale non si rinuncia facilmente e di cui non ci si lascerebbe facilmente privare. Questo paese di recente democrazia, nel quale la voce della libertà è stata, in tempo non lontano, soffocata per vent'anni, ha compreso il valore di un sistema che consente a ogni cittadino di pronunciarsi sulla direzione della cosa pubblica; e il suo gusto per il gioco democratico non ha ancora subito, come accade in paesi che ci hanno preceduto su questa strada, il logoramento dell'abitudine o della disillusione.

  • 1963-L.Piccardi-Ricordo di Unità Popolare

    1963-L.Piccardi-Ricordo di Unità Popolare

    Martedì, 14 Settembre 2021 - 81.30 Kb - pdf - b9157b116b8f1b3c1f4afc3391695f84 - Leopoldo Piccardi, in L'Astrolabio, pagg. 15-17, n. 6, 10 giugno 1963In questi giorni, il 7 giugno, compiono dieci anni dalle elezioni politiche che tuttora ricordiamo per il loro risultato più clamoroso: la condanna della legge che, nonostante ogni moderazione di linguaggio, è difficile chiamare con un nome diverso da quello invalso allora nella polemica elettorale, di legge-truffa. E' un avvenimento importante, che segna, in questo ventennio ormai trascorso dalla caduta del fascismo, la fine di una fase e l'inizio di una nuova fase della nostra vita politica. Vale perciò sempre la pena di parlarne, per sforzarsi di chiarire quale fu precisamente il significato di quell'avvenimento: ma, non avendo alcun gusto personale per le commemorazioni, non coglieremmo l'occasione di questo decimo anniversario per riprendere il discorso, se questo non assumesse, nel momento che attraversiamo, un particolare carattere di attualità. E poiché nessuno può ricordare fatti ai quali in qualche modo ha partecipato prescindendo dalla propria esperienza personale, ricordare la lotta elettorale del '53 significa per noi rievocare la battaglia che, nel quadro di quella lotta, condusse il gruppo che si raccolse intorno all'insegna di Unità Popolare e intorno a colui che oggi dirige questo giornale. (Ferruccio Parri, ndr) [...]

  • 1964-L.Piccardi-I buoni propositi

    1964-L.Piccardi-I buoni propositi

    Mercoledì, 15 Settembre 2021 - 84.66 Kb - pdf - c126cd10b4c7dca195e1fdf6bcd00fb9 - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, pagg. 22-23, Anno II, N. 1, 10 Gennaio 1964E' forse venuto, con quest'anno 1964 che è appena cominciato, il tempo vaticinato dal profeta? Verrebbe fatto di pensarlo. Johnson e Krusciov si scambiano messaggi augurali, tratandosi da vecchi amici. Il sindaco di Berlino-ovest Willy Brandt si mette d'accordo con il governo della Germania orientale per consentire, attraverso il traffico muro, un flusso di visitatori che manifestazioni di affetto familiare, di amore o di amicizia rendono commovente. Il Papa, che, nei nostri anni giovanili, abbiamo ancora conosciuto come il “di se stesso antico prigionier”, intraprende un viaggio nei luoghi della vita e della predicazione di Gesù, ricevuto con eguale deferenza da arabi ed ebrei; e si incontra con il rappresentante della Chiesa ortodossa, separata da molti secoli dalla Chiesa di Roma e con questa in spesso aspro conflitto. Da noi, il quadro assume aspetti sempre più idillici. Si è formato un governo nel quale si trovano gomito a gomito, dopo un quindicennio di lotta senza quartiere, i socialisti con gli esponenti della D.C,, senza riguardo a distinzioni di tendenza o di persona, dall'on. Moro allo on. Taviani, dall'on. Andreotti all'on. Mattarella, dall'on. Colombo all'on. Gui; né l'incontro intorno a uno stesso tavolo dell'on. Nenni e dei suoi compagni di partito con l'on. Saragat e i suoi colleghi è turbato dalle ombre della scissione di palazzo Barberini e dal suo seguito di reciproche accuse e di accese polemiche. Si ricorda il leggendario sacrificio dei fratelli Cervi, ai commemora la battaglia di Montelungo, le celebrazioni della Resistenza fanno ormai parte del rituale di questa Italia repubblicana. Ma Parlamento e governo si fanno rappresentare alle esequie di un uomo politico che autorevoli testi di storia, largamente divulgati fra la gioventù studiosa, indicano come mandante di uno dei più crudeli delitti fascisti, l'assassinio dei Rosselli; e Giacomino Acerbo, che il fascismo onorò come uno dei suoi primi legislatori, diventa professore emerito, con il plauso di una Facoltà universitaria e l'assenso delle supreme autorità della Repubblica.

  • 1964-L.Piccardi-Carrozzoni

    1964-L.Piccardi-Carrozzoni

    Venerdì, 17 Settembre 2021 - 110.05 Kb - pdf - 9d272cc8a7c138121af67d5122afffa9 - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, pagg. 19-24, Anno II, N. 9, 10 Maggio 1964Per evitare un carrozzone, si è riverniciato a nuovo il grande carrozzone della Federconsorzi e gli si sono attaccati dietro tanti altri più piccoli carrozzoni, dall'AIMA fino a tutta la serie degli organismi, più o meno corporativi, ai quali sarà affidata l'esecuzione degli interventi in agricoltura. È un vero convoglio. Al posto di guida, il macchinista è sempre quello: si guarda indietro e sorride compiaciuto.

  • 1964-L.Piccardi-Una strada senza uscita

    1964-L.Piccardi-Una strada senza uscita

    Venerdì, 17 Settembre 2021 - 119.19 Kb - pdf - f990c3eece83603ce3658f288c3a1fad - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, pagg. 15-20, Anno II, N. 11, 10 Giugno 1964Se si vuole avviare l'agricoltura italiana verso un assetto più moderno, più razionale e socialmente più giusto, è necessario anzitutto uscire dagli equivoci di una politica di favore per la piccola proprietà contadina, nella quale, da una parte, si soddisfano, sotto uno schermo di falso progressismo, tendenze conservatrici; dall'altra parte, si perseguono miraggi, forse illusori, di futuri rivolgimenti, senza tener conto dei fattori che condizionano lo sviluppo economico.

  • 1964-L.Piccardi-I prefetti italiani

    1964-L.Piccardi-I prefetti italiani

    Venerdì, 17 Settembre 2021 - 107.73 Kb - pdf - cad844bf7bbf7317ad39f06e53393ec6 - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, pagg. 34-38, Anno II, N. 16, 10 Settembre 1964Se pensiamo, ottimisticamente, che un secolo di storia unitaria abbia posto le basi di quella comunità politica nazionale, la cui assenza ha giustificato il ruolo illiberale svolto dal prefetto in Italia, dobbiamo concludere che quell'antica, ma non venerabile, istituzione abbia fatto il suo tempo. E se è chiaro che l'attuazione dell'ordinamento regionale non basterà a farlo sparire, è altrettanto vero che la via per la soppressione del prefetto passa attraverso la regione.

  • 1964-L.Piccardi-Fare ma non dire

    1964-L.Piccardi-Fare ma non dire

    Sabato, 18 Settembre 2021 - 97.27 Kb - pdf - 52a550178eef663f8ddf5f4fa3f91648 - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, Pagg. 10-15, N. 22, 10 Dicembre 1964Il paese attende una pronuncia della Corte costituzionale sulla legittimità delle norme penali che vietano la propaganda del controllo delle nascite e la diffusione dei mezzi tendenti ad attuarlo. Che di fronte a questo problema l'opinione pubblica si divida facendo intendere voci discordanti, è naturale in un sistema politico che si ispira a principi democratici. Nel giudizio svoltoli davanti alla Corte, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha lamentato il tono acceso della polemica svoltasi in argomento e lo sforzo di assicurare all'una o all'altra tesi una prevalenza di consensi. Se il richiamo tende soltanto a sottolineare la civile esigenza che il responso della Corte sia atteso con rispetto, non si può non essere d'accordo. Ma se si vuole che, durante questi dibattiti che interessano l'intera collettività, si faccia un generale silenzio e non si esprimano opinioni o tendenze che possano influire sulle decisioni del nostro supremo organo di giustizia costituzionale, la pretesa non ha fondamento. Ai giudici di tutti i gradi, e tanto più a quelli delle più elevate istanze, è dovuto il rispetto, non il silenzio. Qualunque tentativo di limitare la loro libertà di giudizio deve essere condannato; ma il pretendere che essi ignorino lo stato dell'opinione pubblica, che questa faccia addirittura tacere la propria voce su un problema, quando il giudice ne è investito, è manifestazione di un concetto inesatto della giustizia in un paese libero. Perciò crediamo non inopportuno esporre ai lettori i termini della questione e riteniamo che il farlo non violi il dovere della discrezione da parte di chi, come patrono, ha partecipato al dibattito. [...]

  • 1965-L.Piccardi-Le buone intenzioni

    1965-L.Piccardi-Le buone intenzioni

    Sabato, 18 Settembre 2021 - 111.97 Kb - pdf - 877f67159f59c1e537cb2e77225b8c83 - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, Pagg. 17-20, Anno III, N. 5 (46), 15 Marzo 1965Voler esprimere un giudizio politico sull'operazione di “rimpasto” portata a termine dall'on. Moro, alla stregua del programma di sviluppo economico per il quinquennio 1965-69, che va sotto il nome di “piano Pieraccini”, sarebbe una grossa ingenuità. Ma il piano è uno degli elementi di valutazione della situazione politica attuale: sarebbe ingiustificato non tenerne conto. Diremmo anzi che la presentazione di un programma di azione legislativa e di governo, in occasione di un mutamento significativo nella compagine ministeriale, è, per se stesso, un fatto nuovo, che deve essere salutato con favore. Se fosse questo l'inizio di una fase politica contrassegnata da uno sforzo di porre al centro del dibattito e della lotta i concreti problemi di fronte ai quali si trova il paese, avremmo buone ragioni per rallegrarcene. L'astrattezza, la tendenza a sostituire gli slogan al discorso ragionato, la discussione condotta con pennellate di colore, sono stati fin qui i peccati capitali della politica italiana. Il metodo del piano può concorrere a guarirci da questi malanni: sarebbe già un qualche risultato. [...]

  • 1965-L.Piccardi-Casi di coscienza

    1965-L.Piccardi-Casi di coscienza

    Domenica, 19 Settembre 2021 - 111.77 Kb - pdf - 627f3241e55f0259b5eed124cc6643ca - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, Pagg. 29-31, Anno III, N. 7 (48), 15 Aprile 1965E' parso a qualcuno scandaloso che, in un convegno dei cinque, alla TV, Arturo Carlo Jemolo abbia esposto i suoi dubbi sull'opportunità di una proroga della prescrizione per i delitti nazisti. La fama di cui egli gode gli ha risparmiato le condanne e le ingiurie che probabilmente non sarebbero ad altri mancate, ma molti hanno scosso la testa, ripetendo mentalmente il quantoque bonus dormitat Homerus. Ci vuol pazienza, anche i migliori hanno le loro debolezze.Non condivido le conclusioni alle quali è giunto Jemolo, ma penso che gli dobbiamo essere grati della sua coraggiosa presa di posizione: perché ci vuol coraggio a esprimere una opinione che contrasta con quella degli ambienti ai quali ci si sente più vicini, un'opinione che ferisce sentimenti verso i quali si sente un profondo rispetto. Il merito di Jemolo, anche per chi non è d'accordo con lui, è di avere salvato un importante tema di ripensamento e di discussione da quella paralisi del pensiero e del sentimento che fatalmente si accompagna all'unanimità. [...]

  • 1965-L.Piccardi-Democrazia ed efficienza

    1965-L.Piccardi-Democrazia ed efficienza

    Lunedì, 20 Settembre 2021 - 99.78 Kb - pdf - f9135205d0e6fe267ab987c8385623c1 - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, Pagg. 20-24, Anno III, N. 10 (51), 1-15 Giugno 1965La polemica fascista e quella, in genere, dei movimenti totalitari moderni coglie nel segno quando combatte la concezione del governo come “esecutivo”, quando nega che l'apparato amministrativo dello Stato possa essere considerato come un puro e semplice strumento per l'applicazione della legge. Chi combatte le tendenze totalitarie propugnando il ritorno a uno Stato che limiti il proprio intervento al mantenimento dell'ordine pubblico e a garantire la sicurezza dei rapporti giuridici, uno stato nel quale il governo abbia il solo potere di applicare la legge, senza alcuna libertà di determinazione, si priva volontariamente delle armi per combattere, perché si pone idealmente in una situazione che precede il fascismo e i moderni movimenti totalitari. Il fascismo è indubbiamente una malattia, ma è una malattia del nostro tempo, che deve essere curata con i rimedi scoperti dalla scienza moderna, non con sedativi e con impiastri. L'errore non sta dunque nel contestare che il governo possa essere ridotto a un semplice “esecutivo”e che la pubblica amministrazione possa essere considerata un mero strumento per l'applicazione della legge. Gli errori - se si può parlare di errori per tendenze che si pongono in contrasto con la stessa linea di sviluppo della nostra cultura e della nostra civiltà - sono ben altri. Il primo è quello di negare appunto la stessa validità storica di principi quali la divisione dei poteri e lo stato di diritto, anziché ricercare come gli ideali espressi da quei principi, e tuttora validi per noi, possano sopravvivere e affermarsi nella realtà nella quale oggi viviamo. [...]

  • 1965-L.Piccardi-I cattolici e il Concordato

    1965-L.Piccardi-I cattolici e il Concordato

    Lunedì, 20 Settembre 2021 - 101.33 Kb - pdf - 26e297957e0fe6d0a581849b13d7675f - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, Anno III, N. 14 (55), Pagg. 22-25, 1-15 Agosto 1965Il fascicolo speciale di Questitalia dedicato al Concordato (nn. 84-86, marzo-maggio 1965) è stato presentato a Roma, il 25 giugno, nel Ridotto dell'Eliseo, e ha formato oggetto, in quell'occasione, di un pubblico dibattito al quale ho avuto il piacere di partecipare, insieme al direttore della rivista Wladimiro Dorigo e a Giorgio Amendola. Assente per impedimento Tristano Codignola e Corrado Corghi, il secondo dei quali ha mandato una relazione scritta. Importante il fascicolo; soddisfacente la riunione per lo spirito di civile comprensione con il quale vi hanno partecipato uomini delle più varie tendenze: credo perciò che dell'uno e dell'altra valga la pena dì dire qualcosa ai lertori dell'Astrolabio.Questitalia ha inviato un questionario sul Concordato a 90 italiani e 10 stranieri, tutti di fede cattolica. Ha ricevuto 38 risposte da italiani e 7 da stranieri. Queste risposte, alcune delle quali brevi, altre di notevole ampiezza, compongono, insieme a una bella introduzione di Dorigo, il fascicolo. E poiché tutti gli intervistati, per il posto che occupano negli studi, nella vita politica, nelle stesse organizzazioni cattoliche, hanno un valore rappresentativo, abbiamo così un quadro delle opinioni dominanti in un certo settore del mondo cattolico, sulla validità della soluzione concordataria, data in Italia ai rapporti tra Stato e Chiesa. Di un settore, naturalmente, perché l'indagine di Questitalia si è limitata, e non poteva non limitarsi, agli ambienti cattolici più aperti e perciò disposti quanto meno ad ammettere che la persistenza del regime concordatario sia oggi, nel nostro paese, un problema. Ma le risposte si schierano su un arco abbastanza ampio di posizioni e comprendono uomini variamente investiti di responsabilità. [...]

  • 1965-L.Piccardi-Il ministro sotto accusa

    1965-L.Piccardi-Il ministro sotto accusa

    Lunedì, 20 Settembre 2021 - 83.99 Kb - pdf - 214b6cdd4c3e4a81148945b88a142710 - Leopoldo Piccardi, L'Astrolabio, Anno III, N. 14 (55), Pagg. 12-13, 1-15 Agosto 1965Il dibattito parlamentare sulla messa in stato d'accusa dell'ex ministro sen. Trabucchi e la votazione che lo ha concluso segnano una tappa importante negli sviluppi della nostra lotta politica. Per la prima volta la DC si è trovata completamente isolata, di fronte a uno schieramento che ha visto riuniti tutti i partiti rappresentati in Parlamento. E, anche se qualche anima pietosa ha passato sotto banco qualche decina di voti ai democristiani, perché non si raggiungesse il quorum previsto dal regolamento per il deferimento del sen. Trabucchi alla Corte costituzionale, i 461 voti favorevoli a tale deferimento, in confronto ai 440 contrari, hanno un chiaro significato di disapprovazione, sia per l'ex ministro, sia per il suo partito, che con tanto sconsigliato accanimento ne ha preso le difese. La DC farà bene a procedere a un severo esame di coscienza. La sua situazione di isolamento di fronte ad altri partili e all'opinione pubblica è particolarmente significativa, nel momento in cui si sta aprendo una fase di intensa attività politica, contrassegnata da congressi di grandi partiti.Ma queste brevi note non sono destinare a illustrare il significato politico di un episodio, che altri commenterà con una conoscenza dei fatti preclusa a chi si trova in un luogo di villeggiatura a godersi le vacanze. Qui vorremmo piuttosto segnalare alcuni aspetti costituzionali e amministrativi della vicenda, rispetto ai quali questa non può considerarsi chiusa. [...]
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