Max Salvadori

Da www.anpi.it Massimo Salvadori Paleotti. Nato a Londra il 16 giugno 1908, deceduto a Northampton (USA) il 7 agosto 1992, storico liberale.
Nato in Inghilterra da genitori italiani, era ancora studente di quinta ginnasiale a Firenze allorché subì, era il 24 maggio 1923, la prima aggressione da condiscepoli fascisti. L'anno successivo, quando il padre Guglielmo fu selvaggiamente attaccato, davanti alla sede del fascio, da una trentina di energumeni fascisti che volevano eliminarlo, riuscì a salvargli la vita, pur rimanendo lui stesso ferito.
Esule, col padre, in Svizzera dal 1924 al 1929, Max si laureò a Ginevra in Scienze economiche e sociali. Subito dopo la laurea il giovane aderisce a "Giustizia e Libertà" e torna in Italia per organizzarvi la propaganda antifascista. Nel 1932 è arrestato con una quarantina di giellisti. Fa atto di sottomissione al regime, ma non compromette nessuno dei suoi compagni ed è avviato, con loro, per cinque anni al confino a Ponza. Prosciolto, con gli altri, nel 1933, espatria clandestinamente e riprende i contatti con "GL". Nel 1937 è a New York, attivo nella "Mazzini Society", quando apprende dell'assassinio dei fratelli Rosselli. Salvadori mette a punto un piano per vendicarli, ma non riuscirà a realizzarlo.
Durante la Seconda guerra mondiale eccolo volontario nell'Esercito britannico. Giunto in Sicilia con l'VIII Armata, Salvadori prende parte agli sbarchi di Salerno e di Anzio e il 1 dicembre del 1943 è ferito. Nell'ottobre del 1944, promosso tenente colonnello, è nominato ufficiale di collegamento tra il Comando del 15 Gruppo di armate alleate e il Comando militare del CLN per l'Alta Italia. Paracadutato nelle Langhe, raggiunge Milano dove rimane sino all'insurrezione ed è al fianco di Pertini durante il comizio del futuro Presidente della Repubblica in piazza del Duomo.
Decorato con la "Military Cross" e con il "Distinguished Order" per i servizi resi durante la Resistenza, Max Salvadori, nel 1946, torna negli Stati Uniti dove riprende l'insegnamento della Storia allo "Smith College" di Northampton. Sulla lotta partigiana ha lasciato numerosi libri: Resistenza ed azione (del 1951), Storia della Resistenza italiana (1955), La Resistenza nell'Anconetano e nel Piceno (1962), Breve storia della Resistenza Italiana (1974). Fondamentali, per conoscere il suo pensiero di autentico liberale, i tre volumi L'eresia liberale (1979-1984).

 
  • 1966-M.Salvadori-Lettera dall'America

    1966-M.Salvadori-Lettera dall'America

    Martedì, 24 Novembre 2020 - 379.98 Kb - pdf - fd76c33a9a6416022744f9602eb975a0 - Max Salvadori, L'Astrolabio, n. 34-35, Settembre 1966Ormai più della metà della popolazione americana ha meno di 40 anni, non conosce perciò che per sentito dire la crisi della seconda guerra mondiale, come guerra contro il fascismo, e dell'inizio della guerra fredda.Per questa metà della nazione gli anziani, siano essi al Congresso, alla Casa Bìanca, alla Corte Suprema, sono ideologicamente dei superati.

  • 1963-M.Salvadori-L'America vera

    1963-M.Salvadori-L'America vera

    Martedì, 29 Dicembre 2020 - 93.65 Kb - pdf - bb0bd02c25cfa3f06b56fd27163f8a04 - Max Salvadori, L'Astrolabio, n. 1, pagg. 38-39, 25 Marzo 1963 [...] L'America che conta è quella dei “moderati”, non importa se Democratici o Repubblicani. Sono i “moderati” i quali eleggono i 500 membri del Congresso e alcune migliaia di deputati ad Assemblee statali, i quali eleggono il Presidente della Repubblica e i governatori dei 50 Stati. [...]

  • 1963-M.Salvadori-I fatti di Birmingham

    1963-M.Salvadori-I fatti di Birmingham

    Giovedì, 31 Dicembre 2020 - 97.88 Kb - pdf - 5bf80e1c17b08716509c94957d31e48a - Max Salvadori, L'Astrolabio, pagg. 12-13, n. 5, 1963 [...] La “Lettera dall'America” del prof. Salvadori ci è giunta mentre avevano luogo a Birmingham nell'Alabama i nuovi violenti scontri razziali che si sono accentuati nei giorni successivi. [...]

  • 1963-M.Salvadori-Birmingham e la luna

    1963-M.Salvadori-Birmingham e la luna

    Venerdì, 01 Gennaio 2021 - 83.82 Kb - pdf - 418a58f7d0cd52ab771fdd10c7970503 - Max Salvadori, in L'Astrolabio, pagg. 20-21, n. 6, 10 giugno 1963Ventidue giri intorno al mondo; in maggio nessun avvenimento nazionale o internazionale ha assorbito l'attenzione del pubblico americano più del volo del maggiore Cooper (1). Sono passati al secondo posto i problemi razziali del sud e quelli economici del nord; almeno per un pò di tempo, sono passate pure al secondo posto le preoccupazioni che destano fidelismo, maoismo, nasserismo e gollismo. L'entusiasmo che ha accompagnato il successo del volo è stato sincero, generale e rumoroso. Sono stati fatti confronti, favorevoli e naturali per gli americani, con le imprese spaziali sovietiche, e si è diffusa la convinzione che gli Stati Uniti hanno guadagnato parte del terreno perduto in seguito alla decisione del Congresso dicci anni fa di ridurre i crediti necessari alle ricerche ed alle esperienze spaziali. Molti già sono convinti che gli americani potranno essere i primi ad arrivare alla luna: quando? gli esperti parlano del 1968. La prima fase degli esperimenti - il progetto Mercurio - è terminata, o sta terminando, con successo. Poi nel 1964-65 vi sarà la seconda fase - il progetto Gemini: due astronauti potranno prender posto nel bolide che sarà più grande di quelli usati fino ad ora e dovrà esser lanciato nello spazio da razzi più potenti. Poi vi sarà la terza fase - il progetto Apollo: quando piedi umani toccheranno il suolo lunare saranno trascorse dieci o dodici generazioni dall'epoca in cui con i trattati di Bacone, Galilei e Descartes sul “metodo”, ebbero inizio il razionalismo moderno e lo sviluppo del pensiero scientifico. [...]

  • 1963-M.Salvadori-Le spine di Kennedy

    1963-M.Salvadori-Le spine di Kennedy

    Sabato, 02 Gennaio 2021 - 250.85 Kb - pdf - 368c3db5af1af0642b268bbc635decbd - Max Salvadori, L'Astrolabio, pagg. 16-18, n. 8, 10 luglio 1963 [...] La valutazione obiettiva dell'atteggiamento americano nei confronti della politica estera non è facile, e gli errori sono comuni come lo sono sempre quando si tratta di interpretare in maniera corretta una qualsiasi realtà sociale: è bene ricordare che nei confronti della nazione americana sbagliarono di grosso i dirigenti tedeschi nell'inverno del 1917 e quelli giapponesi nell'autunno del 1941, e parecchie voltei dirigenti sovietici, nel giugno 1950 come nell'ottobre 1962. In quello che segue non vi è pretesa di enunciare la verità: è il resultato di osservazioni compiute per parecchi anni e dello sforzo, che mai riesce completamente, di eliminare la nebbia creata da simpatie o antipatie ideologiche ed altre. [...]

  • 1963-M.Salvadori-I confini del fanatismo

    1963-M.Salvadori-I confini del fanatismo

    Sabato, 02 Gennaio 2021 - 152.95 Kb - pdf - 456f17e9c1d4af6ecb1a6566e0bf91df - Max Salvadori, L'Astrolabio, pagg. 33-34, n. 9, 25 luglio 1963Chi guarda alla realtà quale è e non attraverso la nebbia di luoghi comuni, di pregiudizi e di illusioni, che appanna la mente, farebbe bene a riflettere sulla tesi, tragica nella sua semplicità e nei suoi corollari, di un libro pubblicato recentemente negli Stati Uniti. Ne è autrice la signora Hannah Arendt, nata in Germania, laureata nel 1928 alla università di Heidelberg, esule nel '33 e per alcuni anni attiva nell'organizzazione sionista, giunta negli Stati Uniti nel 1941; docente di scienze politiche in varie università, acquistò reputazione negli ambienti accademici americani per un ottimo e voluminoso trattato sulle origini del totalitarismo, pubblicato dodici anni fa.Il nuovo libro è smilzo e scritto con brio; è sopra tutto affascinante - come affascinano le cose orribili e terribili; il titolo è Eichmann in Jerusalem; la tesi è implicita nel sottotitolo A reporf on the Banalithy of Evil (letteralmente, Una Relazione sulla Banalità del Male). [...]

  • 1963-M.Salvadori-Il filo non si è spezzato

    1963-M.Salvadori-Il filo non si è spezzato

    Lunedì, 04 Gennaio 2021 - 248.15 Kb - pdf - 31496757f8a68c5d36f9e2c1af0bf83c - Max Salvadori, L'Astrolabio, pagg. 21-24, N. 17, 10 dicembre 1963[...] Per quasi duecento anni la nazione americana è cresciuta ed ha progredito nell'ambito di istituzioni che riflettevano il concetto dell'essere umano e della società proprio dei fondatori della repubblica - l'Idea che era il faro lontano che rischiarava il cammino da compiere. Era una Idea generosa: creare una società di cittadini liberi ed uguali. Liberi significava che ognuno aveva il diritto di vivere la propria vita, che vi sarebbe perciò diversità, che vi sarebbero conservatori e liberali, credenti e non credenti, individualisti e comunalisti (nel XIX secolo vi fu più socialismo nel popolo americano che non ve ne fosse nella maggior parte delle nazioni europee); in cui i mezzi di produzione fossero sufficientemente diffusi perche ognuno avesse, per quanto limitata, una possibilità di scelta nel lavoro da compiere. Uguali significava che nessun gruppo sarebbe in posizione di opprimere un altro gruppo, che la libertà di ognuno sarebbe limitata dalla libertà di altri. [...]

  • 1964-M.Salvadori-Prospettive johnsoniane

    1964-M.Salvadori-Prospettive johnsoniane

    Mercoledì, 06 Gennaio 2021 - 282.02 Kb - pdf - a3ff3592537c9003d90b23778ccd9907 - Max Salvadori, L'Astrolabio, pagg. 31-33, Anno II, N. 4, 25 Febbraio 1964[...] Per il pubblico europeo, il Presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson è stato, ed è ancora, un punto interrogativo. Pochi, relativamente, ne avevano sentito parlare; pochi l'avevano conosciuto, per quanto avesse compiuto parecchi viaggi all'estero, visitando in particolare l'Europa, il Medio ed Estremo Oriente. Chi si interessava alle cose americane sapeva che era un Democratico sudista, e questo era sufficiente a ritenerlo un reazionario e, peggio, un altro bieco fautore del razzismo. (Chi sa se arriveremo mai a liberarci degli errori di cui ci hanno riempito la testa hegeliani e marxisti i quali identificano il particolare con l'universale ed invece di ragionare in termini di individui in carne ed ossa ognuno con la sua mente e la sua coscienza, sragionano in termini di categorie? Fra i 30-35 milioni di bianchì adulti del sud statunitense ci sono si troppi razzisti integrali ma ci sono anche milioni i quali appartengono a tutto il resto dell'arcobaleno americano, politico ed ideologico, di oggi). [...]

  • 1964-M.Salvadori-Commento a cose del Messico

    1964-M.Salvadori-Commento a cose del Messico

    Giovedì, 07 Gennaio 2021 - 122.08 Kb - pdf - 9efe5b934e1829223d99d20c954a2ded - Max Salvadori, L'Astrolabio, pagg. 18-19, Anno II, N. 5, 10 Marzo 1964Sono passati quasi quattro decenni da quando, nel 1927, scrivendo sulla Rivista Pedagogica delle scuole messicane (e criticando così indirettamente la politica fascista nel campo educativo), Giovanni Pioli (1857-1969) riportava l'affermazione di un noto scienziato americano di allora:“L'influenza del Messico sull'America Latina nei prossimi 50 o 100 anni sarà probabilmente simile a quella esercitata dalla Francia sull'Europa dopo la Rivoluzione Francese. Forse ad esso è riservato d'essere la guida spirituale e morale dell'America Latina. Il Messico è il solo stato dell'America Latina che si sia accinto a risolvere i problemi fondamentali: agrario, dell'imperialismo estero, delle razze, educativo, e dei rapporti fra Chiesa e popolazione”. [...]

  • 1964-M.Salvadori-Mito e realtà del New Hampshire

    1964-M.Salvadori-Mito e realtà del New Hampshire

    Venerdì, 08 Gennaio 2021 - 171.98 Kb - pdf - 57bca70b4b45376d16e089eeb8853f41 - Max Salvadori, L'Astrolabio, pagg. 32-34, Anno II, N. 6, 25 Marzo 1964Da generazioni è luogo comune in America affermare che come va elettoralmente il New Hampshire - primo stato in cui abbiano luogo le elezioni primarie che precedono quelle nazionali del novembre - così vanno gli Stati Uniti. Come avviene con la maggior parte dei luoghi comuni, l'affermazione va presa con alcuni chili di sale: deriva da una situazione che una volta esisteva e che ora non esiste più. Il New Hampshire è uno degli stati meno importanti dell'Unione (poco più del 2 per mille della superficie e del 3 per mille della popolazione degli Stati Uniti); la breve zona costiera è stata ormai assorbita nella zona metropolitana di Boston; il resto, a parte pochi campi e pascoli, è coperto per lo più di boschi sepolti dalla neve d'inverno, pieni di zanzare d'estate. [...]

  • 1964-M.Salvadori-Dopo la convenzione repubblicana.

    1964-M.Salvadori-Dopo la convenzione repubblicana.

    Lunedì, 11 Gennaio 2021 - 235.98 Kb - pdf - c95e2f82d252e2941ed3c238401d5d22 - Max Salvadori, L'Astrolabio, pagg. 30-33, Anno II, N. 14, 25 Luglio 1964[...] Per chi ha letto di storia, ricorderei che il goldwaterismo americano del 1964 è un gran calderone, del tipo del listone italiano di buona memoria, del 1924. Numericamente, i conservatori (gente timorata e prudente, in generale e individualmente, brave persone) costituiscono l'ingrediente principale del calderone; la loro massima aspirazione è il mantenimento dello status quo politico, economico e sociale; idealizzano un passato che ha avuto i suoi meriti ma che tutt'al più è stato soltanto un punto di partenza. Il sapore però a quello che cuoce nel calderone non lo danno i conservatori, i quali appartengono a tutte le classi e sono molti milioni; lo dà quello che gli americani descrivono con l'espressione the radical right, la destra sovversiva. Si tratta di pochi milioni di persone, ma essi sono un lievito che può all'improvviso gonfiarsi ed occupare gran parte della scena americana. [...]

  • 1964-M.Salvadori-Le risorse del johnsonismo

    1964-M.Salvadori-Le risorse del johnsonismo

    Martedì, 12 Gennaio 2021 - 99.41 Kb - pdf - 972bb047a20f8a196af09ca76972786f - Max Salvadori, L'Astrolabio, pagg. 28-30, Anno II, N. 16, 10 Settembre 1964Lo spettatore interessato di quello che avviene negli Stati Uniti non può fare a meno di riflettere - rammaricandosene o compiacendosene a seconda dei punti di vista - su quanto è avvenuto questa estate nel corso delle due grandi conventions in cui repubblicani e democratici hanno scelto i loro candidati alle elezioni presidenziali di novembre. E' facile ridurre le vicende politiche ad opportunismo, manovre, corruzione, influenza di questi o quei padroni del vapore, e via di seguito, ed ignorare completamente o quasi quello che avviene fra la massa dei cittadini: per quello che so e comprendo della nazione americana direi che quanto è avvenuto in luglio ed in agosto riflette con notevole accuratezza la situazione che oggi esiste tra quei settanta od ottanta milioni di cittadini che andranno a votare il 3 novembre; riflette aspirazioni, emozioni ed interessi che sono la ragione d'essere delle tendenze e dei movimenti che animano la scena politica degli Stati Uniti e che trascendono personalismi e raggiri. [...]

  • 1964-M.Salvadori-L'ombra di Dallas

    1964-M.Salvadori-L'ombra di Dallas

    Martedì, 12 Gennaio 2021 - 83.43 Kb - pdf - d95d27b851c3aafee2d2c70aa6a6223f - Max Salvadori, L'Astrolabio, pagg. 29-30, Anno II, N. 18, 10 Ottobre 1964L'assassinio di Kennedy fu una tragedia - come è tragedia l'assassinio di qualsiasi essere umano, anche se si tratta degli assassini legali che sono l'esecuzione di un condannato a morte e l'uccisione di nemici, reali o presunti tali, in guerre grandi e piccole. La personalità politica dell'assassinato ed il mito che già l'aveva trasformato dandogli ampio rilievo e vasto respiro avevano fatto della tragedia umana ma personale e familiare una tragedia nazionale e mondiale. Anche se umanamente la tragedia non cambia, l'uccisione di un capo di stato non è la stessa cosa che l'uccisione - per lucro, vendetta, pseudo-onore o qualsiasi altro motivo - di chi non ha altra distinzione che il costituire una unità nella massa; ed in questo caso l'ucciso era il Presidente degli Stati Uniti, massima potenza economica e militare, sulla quale pesano oggi le massime responsabilità. Gli storici, pubblicisti ed altri che maneggiano la penna, già si sono dilungati ad analizzare i risultati dell'improvvisa, scomparsa di Kennedy dalla scena americana e mondiale, già fantasticano sui se che appartengono al mondo affascinante ed irreale del non-essere. [...]

  • 1964-M.Salvadori-Dopo il 3 novembre

    1964-M.Salvadori-Dopo il 3 novembre

    Mercoledì, 13 Gennaio 2021 - 219.91 Kb - pdf - 1bca85ba47b6caf61b9a4197983002b4 - Max Salvadori, L'Astrolabio, Pagg. 29-31, N. 20, 10 Novembre 1964Le elezioni americane del 3 novembre sono state più complesse di quello che non possano apparire a chi le vede da lontano - sia per il numero e la qualità dei candidati eletti o bocciati, sia per la composizione dellelettorato, sia per la molteplicità di preoccupazioni spesso contrastanti che gravano su molti cittadini. L'interesse degli stranieri era naturalmente concentrato sull'elezione presidenziale. (Accanto a questa occorrerebbe tener conto di quella parallela vice-presidenziale: non è da escludere che un giorno Humphrey, il compagno di lista di Johnson, faccia parlare di sé non meno dei suoi predecessori, Johnson stesso e Nixon). Complessivamente il voto presidenziale è stato inferiore al previsto; ma mentre nel 1960 su quasi 70 milioni di voti lo scarto tra Kennedy e Nixon si riduceva ad una frazione dell'1%, Johnson ha ricevuto oltre 15 milioni di voti di più del suo avversario. Dal 1796 mai un candidato presidenziale aveva trionfato così completamente. Il sistema elettorale americano e la tradizione politica fanno sì che ogni movimento il quale voglia partecipare seriamente alla vita politica si immetta in una coalizione il cui unico limite è la possibilità di ottenere il 50% dei voti più 1. Solo una crisi profondamente seria può provocare un grosso scarto fra le due coalizioni - oggi il partito Democratico e quello Repubblicano. [...]

  • 1965-M.Salvadori-Bilancio d'un anno

    1965-M.Salvadori-Bilancio d'un anno

    Venerdì, 15 Gennaio 2021 - 187.64 Kb - pdf - 24731b5e7f07402ff03d77ba88b18090 - Max Salvadori, L'Astrolabio, Pagg. 33-36, Anno III, N. 1 (42), 15 Gennaio 1965Il 1964 aveva avuto inizio negli Stati Uniti sotto l'ombra dell'assassinio di Kennedy a Dallas. L'anno è terminato quando i più fra gli americani interessati alla politica del loro paese hanno acquistato - quasi di colpo - l'amara consapevolezza dell'ondata di anti americanismo violento che si sta diffondendo in tutti i continenti. Fra primo d'anno e fine d'anno vi sono stati l'agitazione razziale con disordini non solo nel sud arretrato ma anche in centri industriali del nord; una campagna presidenziale in cui per la prima volta dal 1860 si metteva in discussione la struttura politica degli Stati Uniti; scandali grossi e piccoli; il cambio di guardia sovietico e l'esplosione nucleare cinese; l'inasprirsi sia della guerra nel Vietnam meridionale che di conflitti vari nei quali gli Stati Uniti già sono coinvolti o potranno trovarsi coinvolti nel prossimo avvenire. Non c'è da sorprendersi se gli americani dotati di senso politico abbiano detto addio senza rimpianti al 1964 e siano animati da un certo pessimismo per ciò che riguarda il 1965. [...]

  • 1965-M.Salvadori-L'altra faccia della medaglia

    1965-M.Salvadori-L'altra faccia della medaglia

    Sabato, 16 Gennaio 2021 - 203.44 Kb - pdf - 489bbd676258f5d4fb5f942575481d6e - Max Salvatori, L'Astrolabio, Pagg. 21-22, Anno III, N. 3 (44), 15 Febbraio 1965Caro Direttore, vorrei aggiungere alcune righe a quello che altri hanno scritto di male e di bene su Churchill. Per l'antifascismo italiano come per la Resistenza ciellenista non fu un amico: urta il fatto che espresse ammirazione per il mussolinismo e che sostenne il badoglismo. Queste erano le sue preferenze personali ed ebbero conseguenze nella politica britannica verso l'Italia. Ma vi era qualche altra cosa nella maniera di pensare e di agire di Churchill, qualcosa che conta più dell'affiatamento che esiste fra amici: vi era il sistema nel quale Churchill sinceramente credeva, del quale si sentiva parte intellettualmente e politicamente. Ma parte soltanto: Churchill non identificava se stesso, le sue preferenze, la sua politica con il sistema; ed in questo, come vi era posto per Churchill, per le sue idee e per la sua politica, così vi era posto per coloro dai quali dissentiva, per le loro idee e per la loro azione. [...]

  • 1965-M.Salvadori-Colloquio con Max Salvadori

    1965-M.Salvadori-Colloquio con Max Salvadori  In evidenza

    Domenica, 17 Gennaio 2021 - 205.56 Kb - pdf - 0333a07aa98198a3ffc9b7f5a5e36a74 - Max Salvadori, L'Astrolabio, Pagg. 26-29, Anno III, N. 6 (47), 30 Marzo 1965La politica americana nel Viet Nam viene seguita con apprensione e turbamento dall'opinione pubblica italiana. Si ha i'impressione che il governo di Washington si ostini a mantenere, per un malinteso senso di prestigio, una presenza militare che non si fonda su nessuna base politica nel paese e si è avuta più di una volta la sensazione che la situazione potesse precipitare ed il conflitto allargarsi in misura imprevedibile. Qual è, rispetto a questo problema, lo stato d'animo prevalente nell'opinione pubblica americana e negli ambienti politici? Si vuole lo scontro con la Cina, o la soluzione diplomatica?  E' vero quello che un giornalista americana ha scritto su Nouvelle Observaieur: che cioè le decisioni riguardo alle più importanti azioni militari del Viet Nam sarebbero state prese da Johnson personalmente, il quale avrebbe praticamente esautorato il resto dell'Esecutivo mettendo da parte Rusk, McNamara e lo stesso Humphrey?

  • 1965-M.Salvadori-L'intellettuale inquieto.

    1965-M.Salvadori-L'intellettuale inquieto.

    Giovedì, 21 Gennaio 2021 - 104.05 Kb - pdf - 6eb52fdb5ad12e09b1ea132a7cd50875 - Max Salvadori, L'Astrolabio, Pagg. 32-34, Anno III, N. 11 (52), 16-30 Giugno 1965[...] E se Johnson e i suoi successori falliscono, l'eredità non sarà raccolta dalla “nuova sinistra”, ma dalla destra sovversiva ed autoritaria. Nella misura in cui si indebolisce la struttura democratica degli Stati Uniti, i moderati i quali costituiscono il grosso della nazione, si spostano verso destra e non verso sinistra. Per evitare l'indebolimento della struttura democratica, la “nuova sinistra” dovrebbe collaborare con la sinistra democratica che ha come esponente il vice-Presidente Humphrey, ma questa collaborazione non è meno diffìcile di quello che lo fosse sessanta anni fa la collaborazione in Francia fra socialisti e radicali. I nomi cambiano ma si tratta di una vecchia storia: in politica le alternative sono sempre meno numerose di quello che ingenuamente si creda.

  • 1965-M.Salvadori-Un umanista liberale

    1965-M.Salvadori-Un umanista liberale

    Domenica, 24 Gennaio 2021 - 169.93 Kb - pdf - d807853c14898c14ecd3b1af8538f8e1 - Max Salvadori, L'Astrolabio, Anno III, N. 14 (55), Pagg. 29-30, 1-15 Agosto 1965Profondo è stato il senso di tristezza provano da molti americani, ed indubbiamente anche da parecchi stranieri, quando la radio ha comunicato che Adlai Stevenson era morto all'improvviso, colpito da un attacco cardiaco che lo aveva fatto cadere sul lastrico di un marciapiede londinese. [...]

  • 1966-M.Salvadori-Le spine dell'opulenza

    1966-M.Salvadori-Le spine dell'opulenza

    Venerdì, 29 Gennaio 2021 - 159.79 Kb - pdf - 5b4c1574fe2e52efc82dfd3d141086ab - Max Salvadori, L'Astrolabio, n. 1, Pagg. 27-28, 2 Gennaio 1966Nel quadro di una società che da 60 mesi realizza un'ininterrotta ascesa economica si è venuto estendendo un accentuato malessere politico. E' il fenomeno dell'alienation, del distacco cioè di strati crescenti dell'opinione pubblica dalle istituzioni della repubblica americana, che è anche un effetto della partecipazione più attiva dei cittadini al dibattito sui problemi spesso drammatici della vita politica.
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