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Risorgimento

1968 - C. Hebert - Uno spiraglio di pace

1968 - C. Hebert - Uno spiraglio di pace

Vietnam-C. Hebert, L’Astrolabio, n. 21 del 26 maggio 1968
Mary loves Paris ha dichiarato alla stampa l'ambasciatore statunitense Averell Harriman, che rappresenta il suo Paese ai colloqui con i delegati del Vietnam del Nord e si è installato nei quartieri alti della capitale, mentre i vietnamiti hanno appena lasciato l'Hotel Lutetia, non lontano da Saint Germain des Prés, per trasferirsi nella vecchia villa dell'ex segretario generale del Partito Comunista francese Maurice Thorez, a Choisy le Roi in periferia.
Questa fiducia americana e questo trasferimento vietnamita significano forse che ci dobbiamo aspettare una nuova edizione dei negoziati di Pan Mun Giong che precedettero la fine della guerra di Corea? Le centinaia di corrispondenti di giornali del mondo intero devono prepararsi a trascorrere dei mesi a Parigi mentre le discussioni affondano nelle sabbie mobili? Dopo tre riunioni nessuno può dire che le cose abbiano fatto il minimo passo avanti, ma tutto si svolge come se Parigi non fosse altro che una facciata comoda e simbolica mentre i veri contatti si svolgono nei corridoi o altrove, a Vientiane per esempio.
A che punto siamo ufficialmente? La rivendicazione avanzata dai nord-vietnamiti è stata ripetuta dieci volte più di una canzone di successo alla radio: “Sospensione incondizionata dei bombardamenti e di ogni altro atto di guerra”. A questa canzone gli americani replicano con un altro disco, non meno noto: “Un gesto reciproco, possibilmente nella zona smilitarizzata”.
Dialogo tra sordi? Soltanto in apparenza. [...]

Data creazione Venerdì, 05 Novembre 2021
Categoria Stati Uniti
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