Jean Lacouture
1969 - Jean Lacouture - Come non uscire dal Vietnam
Jean Lacouture, l’Astrolabio, n. 42 del 26 ottobre 1969
Parigi, ottobre. La guerra del Vietnam ha ispirato un buon numero di battute storiche. L'ultima e più bella l'ha pronunciata il vice-presidente Spiro Agnew a proposito di un telegramma di felicitazioni indirizzato agli organizzatori del moratorium day per il Vietnam dal primo ministro nordvietnamita Pham Van Dong: "E' un inqualificabile intervento negli affari interni degli Stati Uniti". Da dieci anni il governo di Washington, raccogliendo l’eredità di quello di Parigi, abusa del popolo vietnamita, fà e disfà i regimi, reprime le popolazioni; da cinque anni interviene per terra, aria, mare nel Vietnam, tenendo più di mezzo milione di uomini sul territorio di un piccolo paese e dominando più di un milione di vietnamiti. E quando il governo di Hanoi saluta la libera iniziativa di un immenso settore dell'opinione pubblica americana, è accusato di intervento.
E' evidente che Agnew, portavoce dei segregazionisti e degli ultranazionalisti nell'amministrazione repubblicana, ha perso il poco sangue freddo che gli ha dato madre natura; il moratorium sul Vietnam ha sconvolto i dati della situazione, sicuramente meno dell’offensiva del Tet del febbraio 1968, ma molto più di quanto abbiano fatto fino ad ora le grandi manifestazioni, dal sit in del 1966 alla marcia sul Pentagono dell'ottobre 1967. Quale che sia il numero esatto dei partecipanti alla giornata del 15 ottobre, che essi rappresentino il 10, il 20 o il 30 per cento dell'elettorato americano, è chiaro comunque come per la prima volta membri dell'establishment liberale o semplicemente moderato, o anche semplicemente deluso dai risultati della politica di Rusk e Johnson, non abbiano esitato ad unirsi ai vietmens. [...]
| Data creazione | Lunedì, 14 Febbraio 2022 |
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| Categoria | Jean Lacouture |
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