L'Astrolabio
1861 - La peste ad Atene - Tucidide
Tucidide, Della guerra del Peloponneso, Vol. I, Torino 1861, pp. 210-215
[...] Quindi a poco il male calava nel petto con acerba tosse; e quando si fissava sulla bocca del ventricolo, lo sconvolgeva, producendo con tormento incredibile quante secrezioni biliose vengono descritte e denominate dai medici. La maggior parte soffriva eziandio un vano singhiozzo congiunto a gagliarde convulsioni, che in alcuni tosto, in altri più tardi cessavano. Il corpo esternamente era né troppo caldo a toccarlo, né pallido, ma rossigno, livido, e di minute pustole ed ulcere ricoperto; internamente poi cotanto ardeva, che gli infermi né vesti né coperte anche sottilissime sopportare potevano, ma amavano di star nudi, e volentieri si sarebbero gettati nell'acqua fredda; il che avvenne a molti non custoditi da alcuno, i quali si buttarono in cisterne, compresi da inestinguibile sete. Ma il poco o molto bere tornava lo stesso. La mancanza di riposo e l'insonnia li travagliava incessantemente. Nel crescere del morbo il corpo non illanguidiva, anzi oltre ogni credere resisteva al tormento. [...]
| Data creazione | Sabato, 14 Marzo 2020 |
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| Categoria | Letteratura |
| Dimensione | 78.74Kb |
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