Nord-Sud
1969 - Giorgio Manzini - Come chiudere una fabbrica
Giorgio Manzini, l’Astrolabio, n. 35 del 7 settembre 1969
Parma. Tutti d'accordo, stavolta: dopo il crollo della Salamini l’economia parmense rischia di fare un salto indietro di dieci anni. Via, quindi, quel poco di industrializzazione che aveva rotto gli antichi "ntrru" di una provincia "affondata" nella campagna.
Anche perché il tonfo della Salamini ha sollevato tutt'attorno un denso polverone che ha oscurato senz'altro l'orizzonte di un centinaio di industrie artigiane: cascato il "grosso” i "piccoli" che gli si erano addensati vicino si sono sentiti stringere la gola, senza lavoro e con un sacco di crediti ormai inesigibi1i. Ma non è solo questo il problema, c'è pure la coda, quasi una reazione a catena che si è accesa di colpo, una fila di crack che stanno ancora "esplodendo". La Cavazzinì è fallita, la Soal di Sorbolo è in esercizio provvisorio, la Gei di Calestano idem, senza contare tutto un gruppetto di industriette metalmeccaniche e di imprese edili che, se non hanno chiuso i battenti, sono lì che tirano fiato a stento, con la cannula dell'ossigeno in bocca. [...]
| Data creazione | Sabato, 27 Agosto 2022 |
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| Categoria | 1969 |
| Dimensione | 289.78Kb |
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| Accesso | Chiunque può visualizzare questo file. |