Nord-Sud
1969 - Jean Lacouture - Le quattro vittorie di Ho Chi Minh
Jean Lacouture, l’Astrolabio, n. 36 del 14 settembre 1969
Parigi, 8 settembre - Ho Ci Minh era forse, con Fidel Castro, l'uomo del mondo comunista con cui molti non comunisti si erano sentiti più spesso in un rapporto veramente fraterno. E la morte del vecchio comunista che era l’ultimo compagno dei grandi combattenti dell'Internazionale - che né Mao, né Tito, né Gomulka hanno conosciuto - porta con sé una parte della nostra storia, quella della prima grande rivoluzione proletaria alla quale egli aderì in modo totale, quella della resistenza al fascismo, quella della distruzione egli imperi coloniali.
Ma perché ritornare ancora una volta su questa vita favolosa? Quello che ci importa prima di tutto è l’eredità che Ho ha lasciato al sue popolo e al mondo, la situazione che ha lasciato morendo, quel Vietnam la cui resistenza all’egemonia americana è una dei fattori più importanti della strategia mondiale del nostro tempo. Cosa resterà di tante decisioni politiche e militari, di un mezzo secolo di lotte contro l'ordine dei potenti? a noi sembra quattro cose.
La prima è la fondazione o piuttosto la rinascita dello stato vietnamita. Per duemila anni il popolo del Vietnam è stato esposto a molti tentativi di distruzione dal nord dalla Cina, soprattutto nel periodo Manciù - dall'ovest, con i Khmers, e soprattutto dalla lontana Europa. Circa cento anni fa, un 'armata francese distruggeva la forza militare vietnamita e divideva il paese in tre pezzi, una colonia e due protettorati. La sovranità vietnamita non era più che una finzione. Dal 1908 al 1930, diverse organizzazioni nazionaliste avevano tentato - talvolta con l'aiuto di uno dei sovrani di Hué "protetti" dalla Francia di distruggere il sistema coloniale. [...]
| Data creazione | Lunedì, 07 Febbraio 2022 |
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| Categoria | Jean Lacouture |
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