Nord-Sud
1969 - Roberto Weigmann - Quindicimila reclute per la Fiat
Roberto Weigmann, l’Astrolabio, n. 13 del 30 marzo 1969
Torino, marzo. La notizia che la Fiat intende assumere nel corso dell'anno 15.000 operai, reclutandoli quasi interamente nel Mezzogiorno, qui ha sorpreso tutti quanti. Stupore anche negli ambienti di solito più informati, tra coloro che vengono a conoscere le novità un po' prima degli altri attraverso i fili veloci delle indiscrezioni telefoniche, delle due parole sussurrate in corridoio. Eppure, a distanza di pochi giorni, la decisione sembra ormai un fatto scontato. Comparsa dapprima sull’Unità, la notizia ha ricevuto immediatamente un crisma di ufficialità dalle numerose interrogazioni in Consiglio Comunale. Ma il tono della risposta dell'assessore Valente era rassegnato, era la voce di chi ormai ha capito da anni che alla Fiat non si può dir di no.
"A Torino abbiamo 480.000 occupati, contro meno di 10.000 disoccupati, di cui 3.000 tra pensionati e casalinghe. Bisogna quindi rivolgersi altrove. D'altra parte gli arrivi dal Sud sono in aumento. Lavoratori e familiari si accontentano di alloggi modesti. Ma sarebbe indispensabile affrettare incontri ed intese, per coordinare i vari settori edilizi e industriali".
Le dichiarazioni riflettono la totale incapacità dell'amministrazione comunale di pretendere di indirizzare lo sviluppo della città. Quindicimila nuovi operai meridionali, più tremila assunzioni alla Pirelli di Settimo effettuate con lo stesso criterio, significano una città di sessantamila abitanti. I costi dell'inserimento andrebbero, per la maggior parte, a carico degli enti locali: nuove scuole, nuove case, nuove attrezzature. O più probabilmente nuovi disordinati dormitori cresciuti come erbacçe selvatiche in mezzo ai campi, dove li semina il criterio del profitto degli impresari edili.
Anche senza guardare agli squilibri regionali che risulterebbero accentuati e alla programmazione irrisa, anche limitandosi all'interesse egoistici dei bilanci dissestati dei comuni di Torino e della “cintura”, la decisione non potrebbe non preoccupare, naturalmente, la risposta di "autorità" e centri di potere politico locale prevede solo un ipotetico programma di incontri e intese, per "coordinare" i settori dell’edilizia e dell'industria! Sarebbe certo un'illusione aspettarsi da una giunta scolorita, che vivacchia stancamente in attesa delle elezioni amministrative sotto la tutela dei dorotei e dei socialdemocratici, un 'opposizione alla scelta delle industrie di scaricare sugli enti pubblici le diseconomie esterne della loro espansione. [...]
| Data creazione | Giovedì, 13 Gennaio 2022 |
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| Categoria | Nord-Sud |
| Dimensione | 228.54Kb |
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