Letteratura
1966 - Jerome K. Jerome - Capp. 15-16 - Tre uomini in barca
Jerome K. Jerome, Tre uomini in barca, Capp. 15-16,1966
[...] A me par sempre di prodigarmi più di quanto dovrei. Non che io abbia da ridire nulla contro il lavoro, si badi: il lavoro mi piace e mi affascina, e me ne sto seduto a guardarlo per ore e ore. Godo nell’averlo da presso, e l’idea di liberarmene mi fa male al cuore.
Il lavoro che si può darmi non sarà mai troppo; accumular lavoro è diventato in me quasi una passione: il mio studio ne è pieno così, ora, che non v’è più un pollice di spazio per altro, e dovrò tosto abbandonarne una parte.
E con quanto rispetto, anche, tratto il mio lavoro! Un po’ del lavoro che io ho presso di me, l’ho da anni, e non si troverebbe su di esso neppure l’impronta d’un dito. Del mio lavoro sono orgoglioso; di tanto in tanto lo prendo per spolverarlo. Nessuno che, al pari di me, lo tenga in uno stato migliore di conservazione.
Ma, benché io sia assetato di lavoro, desidero che le cose sian giuste, e non chieggo più di quel che mi spetta.
Ma io me lo trovo senza volerlo - almeno, così sembra - e questo mi secca. [...]
| Data creazione | Domenica, 08 Agosto 2021 |
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| Categoria | Tre uomini in barca |
| Dimensione | 112.49Kb |
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| Accesso | Chiunque può visualizzare questo file. |