Gargano
1966 - Jerome K. Jerome - Cap. 10 - Tre uomini in barca
Jerome K. Jerome, Tre uomini in barca, 1966
[...] Ora, dopo ch’ebbero raggiunto il castello verso il quale, erano diretti, [i cavalieri] vi rimasero molti giorni in allegria; e una notte, mentre sedevano lietamente intorno ai ceppi, accesi nella gran sala, e bevevano una tazza fraterna, ecco il compagno smarrito presentarsi a salutarli. Aveva gli abiti laceri, come un mendicante, e molte dolorose ferite aveva aperte nella dolce carne, ma sulla faccia gli splendeva una gran luce di profonda letizia.
E lo interrogarono, domandandogli ciò che gli fosse accaduto; ed egli narrò come avesse smarrito la via nella foresta oscura, e avesse vagato molti giorni e molte notti, finché, lacero e sanguinante, si era abbandonato in terra a morire.
Poi, quando era quasi presso a morte, ecco, nella trista oscurità, presentarglisi una solenne donzella che l’aveva preso per mano e l’aveva condotto per difficili sentieri, sconosciuti a tutti, finché sul buio della foresta era albeggiata una luce di fronte alla quale la luce del giorno non era che un lumicino a paragone del sole; e in quella stupenda luce, lo spossato cavaliere aveva avuto come in sogno una visione, e così mirabile, così bella gli era parsa, che non aveva pensato più alle sue ferite sanguinanti, ed era rimasto come un ammaliato la cui gioia è profonda come il mare del quale nessuno può dire la profondità.
E la visione era svanita, e il cavaliere, inginocchiandosi in terra, ringraziò il buon santo che gli aveva fatto smarrire la via nella profonda foresta, scoprendogli la visione nascosta.
E il nome della buia foresta era Dolore; ma della visione goduta dal buon cavaliere noi non possiamo né parlare né narrare.
| Data creazione | Venerdì, 06 Agosto 2021 |
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| Categoria | Tre uomini in barca |
| Dimensione | 88.36Kb |
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