Massimo Teodori
1968 - Usa - Massimo Teodori- La tecnologia della repressione
Massimo Teodori, l'Astrolabio, nn. 39 e 40 del 1968
Il problema numero uno della politica estera è l’insicurezza economica e razziale all’interno: questo è il giudizio diffuso sulla situazione che gli Stati Uniti si trovano ad affrontare nei prossimi mesi e nei prossimi anni. L’immagine di un paese prospero e felice in cui l’abbondanza è diffusa in larghi strati di popolazione, la sicurezza economica è stata conquistata dai più e il cittadino quale che sia la propria provenienza ha eguali opportunità economiche e sociali, è un’immagine sbiadita che può esser letta ancora soltanto in qualche obsoleto trattato di sociologia. La realtà è che il melting pot non è riuscito ad incorporare larghi strati di popolazioni: le minoranze di colore e prime tra esse i Neri, i giovani moralmente disaffiliati dalla middle class, i drop outs delle università (un fenomeno che supera il milione ogni anno, i poveri dei ghetti urbani e delle regioni sottosviluppate, i derelitti ai margini del processo produttivo e del tessuto sociale, gli alienati dalle esperienze militari, (70.000 rimpatriati dal Vietnam ogni anno) e quanti coscientemente rifiutano i meccanismi sociali della società efficiente e produttiva, ponendosi volontariamente al di fuori delle sue regole, dei suoi comportamenti, dei suoi valori. A questa non trascurabile fetta del tessuto sociale devono essere aggiunti quanti negli ultimi mesi sono stati rigettati ai margini dello stesso processo politico-elettorale: infatti i tre maggiori candidati rimasti in lista dopo l’eliminazione di McCarthy si richiamano seppur con accenti e sfumature diverse, allo slogan law and order, facendone il richiamo della campagna elettorale ed il punto centrale dei propri programmi. [...]
| Data creazione | Lunedì, 13 Dicembre 2021 |
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| Categoria | Massimo Teodori |
| Dimensione | 259.56Kb |
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