Stati Uniti
1963 - Max Salvadori - Birmingham e la luna
Max Salvadori, in L'Astrolabio, pagg. 20-21, n. 6, 10 giugno 1963
Ventidue giri intorno al mondo; in maggio nessun avvenimento nazionale o internazionale ha assorbito l'attenzione del pubblico americano più del volo del maggiore Cooper (1). Sono passati al secondo posto i problemi razziali del sud e quelli economici del nord; almeno per un pò di tempo, sono passate pure al secondo posto le preoccupazioni che destano fidelismo, maoismo, nasserismo e gollismo. L'entusiasmo che ha accompagnato il successo del volo è stato sincero, generale e rumoroso. Sono stati fatti confronti, favorevoli e naturali per gli americani, con le imprese spaziali sovietiche, e si è diffusa la convinzione che gli Stati Uniti hanno guadagnato parte del terreno perduto in seguito alla decisione del Congresso dicci anni fa di ridurre i crediti necessari alle ricerche ed alle esperienze spaziali. Molti già sono convinti che gli americani potranno essere i primi ad arrivare alla luna: quando? gli esperti parlano del 1968. La prima fase degli esperimenti - il progetto Mercurio - è terminata, o sta terminando, con successo. Poi nel 1964-65 vi sarà la seconda fase - il progetto Gemini: due astronauti potranno prender posto nel bolide che sarà più grande di quelli usati fino ad ora e dovrà esser lanciato nello spazio da razzi più potenti. Poi vi sarà la terza fase - il progetto Apollo: quando piedi umani toccheranno il suolo lunare saranno trascorse dieci o dodici generazioni dall'epoca in cui con i trattati di Bacone, Galilei e Descartes sul “metodo”, ebbero inizio il razionalismo moderno e lo sviluppo del pensiero scientifico. [...]
| Data creazione | Venerdì, 01 Gennaio 2021 |
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| Categoria | Max Salvadori |
| Dimensione | 83.82Kb |
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