Il 14 dicembre 2023 ho reso pubblico il libro sul mio sito www.garganoverde.it Processi lavorativi e vita sociale del Basso Tavoliere, edito dal CRSEC, completo di note mie e dei vari autori.
Il 20 dicembre 2023 ho pubblicato anche il libro "per esteso" sul mio sito, nella sotto-sezione Museo virtuale. Non sempre ho riportato, per motivi tecnici, la Note nel testo, che potrai comunque trovare nella versione integrale. (Processi lavorativi ...)
In compenso, nella versione "estesa" ho aggiunto molte note su fatti e personaggi, presi dalla rete o da libri poco conosciuti. La parte iconografica la ho tratta dal libro suddetto, dal web e da foto mie.
Uno degli autori del libro è Matteo Stuppiello, motore e fondatore del Centro Studi e Ricerche "Torre Alemanna", che ha in cura il “vero” Museo.
Ho inserito in Museo Virtuale una scheda tratta dal sito ufficiale del Museo cerignolano, che parla del … Museo cerignolano.
Quale è il rapporto esistente tra SML e Cerignola? Non ci sono rapporti, ad eccezione del 21 settembre di ogni anno, festa di S. Matteo, quando i cerignolani “occupano” il vicino Convento di San Matteo, e “si fanno” una processione fino al vicino Borgo Celano. C’è una totale indifferenza tra le due popolazioni.
Nella raccolta sammarchese sulle Tavolette votive, presente [?] nel Convento di San Matteo, molte sono state portate dai cerignolani, che hanno donato nei secoli molte opere al Convento (https://www.garganoverde.it/viaggio-tommaso-di-ciaula.html).
Nel database delle tavolette votive dipinte, che ammontano a 502, i cerignolani vi hanno “portato” 73 tavolette; i sammarchesi 65 unità.
Quando completavo il CD Rom sulle tavolette votive, ero convinto che torme di neo-laureandi si sarebberi buttate a capofitto su questo lavoro; invece, manco uno ...
Ed ora permettetemi due parole sul Catasto onciaro del 1742.
Nel 2018 ho pubblicato (https://www.garganoverde.it/gargano.html?view=simplefilemanager&id=26) un bellissimo articolo di Lorenzo Palumbo, a sua vota pubblicato da Archeologia digitale del 1986. Il titolo dell'articolo è: Alle origini del bracciantato agricolo: Cerignola e San Marco in Lamis a metà Settecento.
Cito l'incipit.
Annotava il Galanti a conclusione della sua relazione intorno alto stato della Capitanata, che l’onciario ‘per lo più è fatto a capriccio e non a norma delle leggi’ ed in effetti il confronto fra i catasti di Cerignola (1743) e di San Marco in Lamis (1753) mette in risalto una notevole difformità di criteri fiscali: a San Marco in Lamis fu indiscriminatamente applicata la tassa sull’industria e vi furono assoggettati scolari e professionisti, coloro che vivevano “civilmente” del proprio, chierici, vecchi in età avanzata: ne furono esclusi i soli sacerdoti e solo eccezionalmente si tenne conto dei ‘pesi’ (debiti) ai fini dell’imponibile in once: a Cerignola, invece, a parte l’esenzione delle once applicata a numerosissimi contribuenti, si tenne scrupolosamente conto dei ‘pesi’, talché non pochi proprietari di case, orti, vigneti e animali o non risultano tassati affatto oppure vengono censiti sulla base di un imponibile irrisorio. Su 466 cittadini messi a ruolo nel catasto di Cerignola, 22 cittadini risultano esenti da qualsivoglia contribuzione: si tratta di alcuni bracciali che hanno superato i sessant’anni, di un notaro, nullatenente e sessuagenario, di storpi, paralitici, ciechi, eremiti e miserabili: ‘miserabile galantuomo stroppio’, per esempio, è il settantenne Michele Matera. Non certo miserabile e neanche nullatenente è tale Sante Tupputi; possiede una casa ed anche un vigneto di 18 pezze, ma per promuovere il figliuolo al sacerdozio si è indebitato per circa 185 ducati, i cui interessi assorbono ogni rendita. Anche il possidente Giambattista Chiomenti riesce a non pagare le tasse, nonostante risulti proprietario di una casa e di un vigneto di 20 pezze, ma anche lui si è caricato di debiti per avviare due fratelli al sacerdozio. I possidenti di Cerignola, insomma, figurano molto meno ricchi di quanto non siano stati; il contrario accade per i contribuiti di San Manco in Lamis. ...
Insomma gli abitanti di San Marco in Lamis (Gargano), nel 1752, pagavavano di più che quelli di Cerignola nel 1742.
Secondo i dati del settimo censimento permanente dell’Istat, nel 2020 ci sono in Italia più di un milione di aziende agricole.
Un numero certamente elevato, che tuttavia segna un calo rispetto ai decenni scorsi.
Rispetto al 1982 si sono persi quasi due terzi di tutte le imprese agricole del nostro paese (-63,8%).
Solo rispetto al 2010, la riduzione è pari al 30%. Più marcata in Italia rispetto agli altri grandi paesi dell’Unione europea: in Francia si è perso il 20,4% delle imprese, in Germania il 12,1% e in Spagna il 7,6%. ... (da https://www.openpolis.it/esercizi/lagricoltura-in-breve-un-settore-in-trasformazione/)
Dopo aver pubblicato il libro per  "esteso", ho controllato il Dizionario di agricoltura.
E'  questa un'opera in sei volumi, tradotta dal francese, iniziata a stamparsi nel 1892 e terminata nel 1898. Ho preso delle note, inserite in Processi lavorativi ...