di Matteo Stuppiello

Staue di santi
Staue di santi
Tradizione nella nostra terra e, in generale, in tutto il Meridione, era conservare nelle proprie case statue di santi protettori e della Madonna - nelle sue varie attribuzioni - in campane di vetro con base di legno tornita. Un bene da conservare gelosamente perché potesse essere tramandato ai propri discendenti. Inoltre, per antica consuetudine, le campane di vetro venivano utilizzate anche nelle chiese - come documentano i relativi inventari - per ornare gli altari. Le statue in questione, di varie dimensioni, erano realizzate con diversi materiali, dalla cera alla cartapesta, dal legno all'argilla. Si trattava di pezzi unici perché l'artigiano imprimeva in ciascuna di esse il segno della sua creatività. Qualunque fosse il materiale usato, con esso si preparavano la testa, gli avambracci, le mani e i piedi, pezzi che potevano essere anche acquistati singolarmente. Il corpo era invece costituito da un'anima in metallo, intorno alla quale si avvolgevano paglia, spago e carta, saldati con la colla. Creata la base e l'anima della statua, si procedeva a rivestirla con abiti di stoffa - seta, raso, velluto, broccato - secondo le richieste dei committenti. Abiti impreziositi con ricami, applicazioni in oro e argento, pietre dure, coralli, perle e lamine di stagnola in vari colori, arricchiti con trine e merletti.
Campana di vetro Dal web
Campana di vetro Dal web
Le corone, le aureole ed altri attributi cultuali venivano realizzati con lamine di stagno. La statua in cera "trattata" era ottenuta mediante la fusione e la colorazione del materiale in appositi stampi predisposti. La campana di vetro con l'immagine sacra veniva spesso completata ed arricchita da composizioni floreali - lavorate a mano - in stoffa, carta, coralli, semi, conchiglie. La loro realizzazione costituiva una vera e propria attività artigianale, connessa con quella delle ricamatrici di arredi sacri. Questo tipo di attività era essenzialmente svolta da signorine di profondo spirito religioso, che dedicavano la loro giornata anche alla preghiera comunitaria, all'impegno nelle parrocchie e alla cura delle suppellettili di arredo delle chiese.
Tra le altre, ricordiamo, a proposito, le sorelle Caterina e Maria Federico, esperte nel confezionare le statue sacre e le decorazioni per le campane, abili anche nei ricami in oro - su seta - per i quadri sacri; le sorelle Vincenza, Caterina e Donata Albanese, che realizzavano quadri in seta e in carta, lavori in corallo, in cera (mele, pere, uva, animaletti), oltre a ricamare tovaglie per gli altari, stole per i sacerdoti, gonfaloni e stendardi per le varie parrocchie, soprattutto per quella di san Domenico, e anche lenzuola e tovaglie per corredo; le sorelle Michelina e Teresa Moscarella, che restauravano le corone del rosario; le sorelle Francesca e Anna Novelli, che ricamavano arredi sacri in oro e argento, realizzavano decorazioni in corallo e in carta, preparavano le caratteristiche palme di vario materiale; Ripalta Russo, esperta ricamatrice in oro, che realizzava anche fiori - in stoffa, carta, corallo - e palme; infine, le sorelle Rosaria, Maria e Giovanna Scelsi, che avevano anche un negozio dove vendevano la loro produzione: arredi sacri, fiori, palme in cera, seta e carta, oltre a biancheria per corredo.