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Ho inserito un breve filmato su Tonino Lombardozzi (1927-2007), fino alla sua fine organista ufficiale di s. Matteo. P. Mario gli è molto affezionato. Anch'io.

Attività musicale

Luigi Lombardozzi, padre di Tonino, a S. Matteo.
Luigi Lombardozzi, padre di Tonino, a S. Matteo.
Un appunto particolare merita l'attività musicale di S. Matteo che nel tempo si è articolata intorno a tre elementi, tutti di iniziativa ed esecuzione di San Marco. Il primo si è sviluppato negli anni '70 per iniziativa dell'Associazione Amici della Musica (AGIMUS). Il presidente, prof. Giuseppe Giuliani insieme al M. Luigi La PortaLuigi-La-Porta.jpg organizzarono, soprattutto a S. Matteo, serate di musica classica con l'intervento di prestigiosi complessi orchestrali, quartetti, duo ecc. provenienti da tutta Italia, e qualcuno anche dall'Estero. I musicisti venivano volentieri a S. Matteo per la cordialità dell'accoglienza da parte di un pubblico preparato. Tra le orchestre e i personaggi importanti intervenuti ricordo solo l'orchestra rumena Tirgu MuresTargu-Mures.jpg [la filarmonica è ancora attiva e si chiama Targu Mures, NdR] il 18 luglio 1978 e i Solisti Dauni con due concerti diretti dal M. Nino RotaNino_Rota_1972.jpg.


Brano eseguito dagli alunni del Gymnasium di Ehingen il 14 aprile 2004

L'Organo Mascioni nella chiesa del convento di s. Matteo.
L'Organo Mascioni nella chiesa del convento di s. Matteo.
Il secondo elemento fu costituito dal Gruppo Corale Gregoriano Cantemus Domino costituito come gruppo stabile nel 1980, tuttora esistente e operante nel Santuario di S. Matteo. La finalità principale era, ed è ancora, la liturgia. Non fu facile pensare e realizzare tale progetto: il Canto Gregoriano era stato praticamente escluso della liturgia a favore di canterelli senza alcun contenuto teologico e musicale. Fu un'esperienza dura perché bisognava non solo convincere e convincersi che il Canto Gregoriano era ancora valido, ma bisognava anche combattere, spesso aspramente, con un mondo che faceva dell'ignoranza il suo principale titolo di gloria. Fatto sta che il nostro Gruppo Corale Gregoriano è ancora attivo e niente affatto rassegnato a morire. Spesso è stato invitato a Foggia, San Giovanni Rotondo, San Severo, San Marco, Paola, Assisi per animare Messe particolari e concerti. E il Gruppo corale più antico ed efficiente della Capitanata. Questo Gruppo corale Gregoriano ha fatto da balia a diversi musicisti e favorito la nascita di istituzioni musicali.


Il terzo elemento, scaturito in qualche maniera dai primi due, fu la costruzione dell'organo Mascioni opus 1109 del Santuario di S. Matteo. Per iniziativa del Lions club di San Marco in Lamis si lanciò l'idea di una pubblica sottoscrizione a cui parteciparono Enti pubblici e privati, famiglie e persone singole. Furono raccolte oltre 110.000.000 di Lire. Le restanti somme furono fomite dai pellegrini. L'Associazione J.S. Bach di Foggia presieduta dal M. Anna Lops di Foggia organizzò ben cinque Rassegne Concertistiche per organo solo e in duo con flauto, tromba ed altri strumenti con l'intervento di organisti di grande fama ed esperienza insieme [a] molti giovani artisti, oggi stimati e ricercati professionisti e Maestri affermati di tutta Italia.
In tutte queste attività è stato, e lo è tuttora, molto attivo il rapporto con il Conservatorio di Musica Umberto Giordano di Foggia.
La Biblioteca

p. Mario (sx) con don Luigi Tardio a Santa Chiara - S. Marco in Lamis.
p. Mario (sx) con don Luigi Tardio a Santa Chiara - S. Marco in Lamis.
Della biblioteca è stata accennata la storia iniziale. Il Capitolo Provinciale del 1970 l'ha istituzionalizzata negli Statuti Provinciali dichiarandola attività propria della Provincia Monastica. L'apertura al pubblico provocò un vivace dibattito che approdò a risultati molto positivi sia per il territorio che per i Francescani. Nel 1973, designato come nuovo direttore della biblioteca, su consiglio dei proff. Soccio e Nardella, acquisii l'apertura al pubblico come la ragione stessa dell'esistenza della Biblioteca sulla base di quel detto medievale secondo cui Monasterium sine armario, quasi castrum sine armamentario (Un Monastero senza l'armadio dei libri è come un castello senza cannoni). Il Capitolo Provinciale intendeva la Biblioteca di S. Matteo come una delle voci qualificate per il dialogo che i Francescani dovevano avere col mondo. Naturalmente questa scelta portava conseguenze, la prima delle quali era il carattere e consistenza della biblioteca da non pensare rivolta esclusivamente all'intemo dell'istituzione religiosa. L'apertura al pubblico comportava una varietà di interessi e di impostazioni capaci di esporre la Fraternità Francescana a una miriade di situazioni culturali con le quali era indispensabile confrontarsi per un dialogo rispettoso e proficuo. Confesso che anche per me ci furono momenti difficili. La mentalità clericale e autoreferenziale alla quale eravamo avvezzi mi procurò diverse crisi. Poi, nel 1982, visitando le Mostre su S. Francesco esposte in Umbria e leggendo i saggi di molti studiosi redatti in occasione dell'Ottavo Centenario della nascita di S. Francesco, scoprii che l'interesse del mondo laico per S. Francesco e, in genere, per le cose religiose, era molto più profondo e impellente di quanto si pensasse. Anche molti Professori di Università, autoproclamatosi atei, erano molto più aperti alla religione di quanto lo fosse per loro il mondo ufficialmente religioso. Compresi allora cosa volessero dire Soccio, Nardella, Ciavarella e tanti altri i quali, di estrazioni ideali diverse, affermavano all'unisono che la cultura religiosa deve occupare il posto che le spetta per il bene di tutti, e che la presenza francescana nei diversi campi della cultura non solo era un fatto storicamente consolidato ma anche una esigenza propria del tempo attuale. Tutti gli amici con i quali si era aperto il confronto affermavano che la plurisecolare esperienza religiosa e culturale dei Francescani apriva orizzonti sconfinati sia nel campo di tutte le scienze sacre e profane che dir si voglia, ma anche nel variegato e a volte contraddittorio campo delle ideologie, della diversità di religioni, razze e lingue. Insomma: la Biblioteca di S. Matteo era intesa come il luogo sicuro d'incontro in cui tutti si sentissero a casa, liberi di intavolare discorsi.
p. Mario con J. Tusiani nel 2010.
p. Mario con J. Tusiani nel 2010.
Da questa idea è nato il Gruppo di Studio della Biblioteca il cui compito è stato sempre curare i convegni e le pubblicazioni, intessere rapporti profondi e duraturi con gli studiosi, con le Università e Istituti di ricerca, diffondere la conoscenza della biblioteca con pubblicazioni bibliografiche e i mezzi di comunicazione attuali. Dalla stessa idea sono nate le diverse raccolte di beni culturali.
I cittadini di San Marco si sono distinti anche per i doni di cui hanno voluto arricchire il convento e in particolare la Biblioteca. Ricordo solo alcune donazioni più cospicue. Quella di Luigi Pignatelli con quasi 1.000 volumi di letteratura e storia; i fratelli di don Luigi Tardiodon_luigi_tardio.jpg che hanno donato l'intera sua biblioteca, preziosa di libri rari e importanti, la signora Maria Teresa Masullo e il marito Carmelo Fuiani che hanno donato tutta la biblioteca ricca di opere riguardanti la storia del nostro territorio, la famiglia Serrilli che ha donato libri e mobili di grande valore. Il sig. Luigi Nardella, a sua volta, ha voluto donare alla biblioteca una interessante raccolta di ceramiche, soprattutto di uso contadino, che rappresentano una vivacissima testimonianza della vita familiare a San Marco in Lamis alla fine del sec. XIX. Ha donato, poi, una collezione di armi da fuoco ottocentesche.
Di tutto questo, e di molto altro, a lei e ai miei concittadini, Grazie!