[...] dell'abate islandese Nikulas Munkathvera (1154)...
Nel 1154 un abate di Thingor in Islanda, Nikulas di Munkthvera, si reca a Roma e anch’egli lascia un diario di viaggio assai più dettagliato di quello di Sigerico; tuttavia, esso non aggiunge molti toponimi all'elenco delle submansiones sigericiane. Dopo aver toccato Stade, Hannover, Magonza, Strasburgo e Basilea, Nikulas si immette nel percorso di Sigerico a Vevey dove, scrive l'abate, 'convergono le strade dei Franchi, dei Fiamminghi, dei Franchi del Sud, degli Inglesi, dei Tedeschi e degli Scandinavi'. Egli sosta quindi a Saint-Maurice e a Bourg Saint-Pierre, quindi valica quello che egli chiama il Grand Combin, ossia il Passo del Gran San Bernardo, dove sulle rovine del tempio di Juppiter poeninus sorge ora l'ospizio di San Pietro. Oltre il passo, Nikulas si ferma a Etroubles, Aosta, Pont Saint-Martin, Ivrea, quindi Vercelli, Pavia, poi Piacenza, e Fidenza (Borgo San Donnino). L'abate di Thingor ci dice che fra Piacenza e Fidenza si trova l'ospizio di Eric I di Danimarca, poi menziona Taro (Borgo Val di Taro), Munibard (Monte Bardone), Pontremoli, Santa Maria di Aulla, Luni, Lucca e l'ospizio di Matilde (Altopascio). Da qui egli passa per Arn blak, ossia la Arne blanca (XXIII) di Sigerico. Traversato l'Arno, Nikulas menziona Sanctinus borg (San Genesio) poi Martinus borg (Poggibonsi) e Semunt, che sta per il monte di Siena e per Siena stessa. Seguono San Quirico, Acquapendente, poi un Clemunt, che potrebbe essere Radicofani, in quanto l'abate ci dice che si trova a nord di Acquapendente; quindi Mala Mulier, il borgo scomparso presso Radicofani. Poco dopo Bolsena, compare Borgo San Flaviano (Montefiascone), quindi i "Bagni" di Viterbo, quindi Sutri, Baccano e Roma.
