Ettore Petrolini da bambino
Ettore Petrolini da bambino
Finiti i miei impegni al Gambrinus mi sentivo talmente maturo ed esperto della vita teatrale, che cominciai subito a parlare di formare una Compagna Sociale....
Conobbi un certo Rapisardi, un siciliano, che possedeva un'amante: la sua duettista.
Dio! Se avessi potuto avere, anch'io, una Duettista! Mi sarei contentato della duettista soltanto, avrei rinunciato al resto!
Col Rapisardi ci mettemmo in cerca di qualche altro artista; trovammo Elvira La Guardia, Isabella Landi, e una certa Loletta che sembrava un pegno da una lira!... Carlo Longo, Amedeo Leprini, altri due comici scalcinati ed intonatissimi con le mie idee e con quelle del Rapisardi.
Però mancavano: il teatro, i soldi, l'impresario e la piazza!
Carlino Longo uno dei nostri scritturati - ci disse che a Roma si trovava un certo Rondoni, proprietario di una trattoria a Velletri, la quale trattoria era attigua ad un grande giardino con un discreto palcoscenico. Eravamo ai primi di maggio e pensammo subito di fare una stagione estiva a Velletri. Ma bisognava trovare Rondoni...
In questo ci aiutò Carlino, che conosceva i luoghi frequentati dal Rondoni; ed infatti riuscimmo a scovare il nostro uomo in una locanda nei pressi di piazza Montanara.
Il Rondoni - come era solito fare trattando con comici - ci ricevette con diffidenza, ma noi, risoluti a concludere, adoperammo tutte le arti per convincerlo, magnificandogli la bontà degli elementi della Compagnia, la novità dello spettacolo, l'eleganza più favolosa, il repertorio esclusivo ecc. ecc.
Il Rondoni si difese dal nostro assalto, adducendo delle scuse: che il teatro non era in ordine, che il pubblico di Velletri era troppo esigente, che la stagione era immatura... ci prospettò anche un ostacolo, secondo lui, insormontabile: la mancanza, sulla piazza, di un maestro e di un pianoforte. La nostra risposta fu che di maestri ne avevamo a iosa - a nostra disposizione - e che il pianoforte lo avremmo portato noi da Roma.
Messo con le spalle al muro il Rondoni finì col dire: - Sentite, io vi concedo il teatro e la sola luce, voialtri penserete al resto... metteremo la consumazione obbligatoria a 50 centesimi, dei quali 30 per me e 20 per voi.
Noi insistemmo perché la nostra quoto di utile fosse portata a 25 centesimi per consumazione; ma su questo argomento il Rondoni fu davvero irremovibile; anzi aggiunse che preferiva non combinare l'affare.
Fummo costretti a subire le sue pretese fissando il debutto per il prossimo sabato. Era mercoledì. L'indomani mattina, alla riunione della Compagi, al Caffè dell'Esquilino, mancava solo il maestro.
Costernazione generale.
Ettore Petrolini con Ines Colapietro
Ettore Petrolini con Ines Colapietro
Ma il solito Carlino Longo ci rassicurò, promettendo di portarci - ad ogni conto - una maestra di sua conoscenza: Enrichetta Trubbiani.
Altra difficoltà: il pianoforte, per il quale il noleggiatore pretendeva il nolo anticipato e una garanzia. Prendemmo la decisione di partire senza, riservandoci, appena giunti, di recarci ad intenerire il presidente del Circolo locale di Velletri.
Rapisardi, il mio socio, tenne questo discorso alla Compagnia:
Signori!
Rondoni, il grande impresario di Velletri, non appena ha udito il nome mio e quello di Petrolini, si è messo a nostra disposizione!
Debutto sabato, niente anticipo, viaggio per conto nostro, perciò niente bauli: ognuno porti più roba che può nella sua valigia. Condizioni: tutto in società, stipendio e carature, parti uguali: solo io percepirò due; carati in più come direttore e perché vi fornisco lo scenario.
Ciò perché Rapisardi era proprietario di due scene, un giardino e una camera; la camera era fatta con la carta da parati, il giardino sembrava una carta moschicida con relative vittime; però il proprietario teneva a far sapere che erano state dipinte dal Rovescalli!
Il viaggio da Roma a Velletri, in terza. classe, costava meno di due lire; ciascun artista lo avrebbe pagato di tasca propria.
Fu così che il venerdì, alle 5 pomeridiane, partimmo tutti per Velletri, compresa la maestra. Trubbiani, che ci fece palpitare sino al momento della partenza, si presentò, tutta trafelato, un minuto prima che il treno si muovesse, seguita da Carlino Longo che fece la presentazione.
Dio, che tristezza!
In treno pensavamo tutti la stessa cosa: Che fame! Trattoria Rondoni!...