Un critico serio di un giornale serio, che al sol parlarci era una cosa seria, diceva, a persona serissima: - Quanto è stupido quel Petrolini quando canta Salamini.
Povero Salamini!
Dopo aver faticato tanto per raggiungere le più alte vette della stupidità, sentirsi denigrare da un imbecille nato e non voluto, come me, che ho toccato il fondo del più profondo oceano dell'idiozia, ho affidato la mia botte al Niagara della più tumultuosa cretineria, perché è di idiozia, di stupidità e di cretineria che qui vuolsi parlare.

Qui si ragiona di Salamini.
Salamini: la mia creazione più antica e più fresca,
più spontanea e più elaborata,
più sciocca e più geniale,
più solida e più vuota,
più buffa e più tragica,
più inconcludente e più conclusiva.

Ettore Petrolini, da teatronovecento.it
Ettore Petrolini, da teatronovecento.it
Una formidabile, paradossale montagna di scemenze che ho accumulato a poco a poco, faticosamente. Poi vi sono montato sopra e mi sono accorto che, da quel piedistallo di incommensurabile imbecillità, potevo contemplare dall'alto parecchi sterminati stagni di intelligenza inacidita.
E' il più fantastico, eppure il più logico, il più umano, il più completo dei miei figli. Per fabbricarlo, ho gettato da parte tutto il mio orgoglio di maschio, e ho richiesto l'ausilio di tre quarti di umanità. E' per questo che metto da parte tutta la mia modestia parlando di lui.
Quel povero critico lo ha scambiato per un piccolo imbecille.
Solo Jarro, pace all'anima sua, scrisse in un giornale di Firenze: - Per fare l'imbecille così, bisogna essere abbondantemente intelligente.
Salamini ha dalla sua il pubblico, che lo ha capito, o che per lo meno ha sentito che si trattava di un imbecille di statura ciclopica. Salamini somiglia, col vantaggio di essere fantastico, e quindi infinitamente più grande, a quei meravigliosi tipi di idioti della strada che la società partorisce di quando in quando, col preciso intento di sintetizzare in essi tutta l'imbecillità di questa o quella città; a quei grotteschi multicolori, sghignazzanti, foschi e malinconici accattoni divinamente camufffati dalla miseria, eterni zimbelli di tutti i passanti.
Così Tito Livio Cianchettini, che a qualsiasi interrogazione rispondeva con una oscena sferzata amara, ironica e filosofica.
Così la cosidetta Contessa, ex artista lirica, che appena una qualsiasi spregiudicata donnina elegante si soffermava a parlarle con frizzo, le mostrava il suo antico ritratto giovanile e ribatteva:

Quello che siete fummo, quello che siamo sarete, come è scritto su quella tomba all'ingresso del Campo Verano di Roma.

Ettore Petrolini - Dalla rivista "Scenario"
Ettore Petrolini - Dalla rivista "Scenario"
E regolarmente la donnina diceva: - Che imbecille! - come quel critico a Salamini.
Conclusione : chi ride in faccia a questi zimbelli viventi ride in faccia a Salamini, vivente anche lui come loro; ride di sé stesso, e ride amaro.
Però in fondo in fondo il pubblico li ama, i propri zimbelli, e talvolta li ammira e li stima; e ne assapora certe sentenze apparentemente scipite. Li ama e li stima perche senza saperlo riconosce in essi ancora una volta se stesso; perché sente che posseggono quella sublime idiozia che è la sola intelligenza capace di trionfare su certi problemi insolubili e di risponderc a certe domande.
Ma la cretineria di Salamini non ha nessun dovere di essere intelligente, cioè di cercare una ragione intelligente dove questa non esiste.
Salamini taglia corto e coglie nel segno, rispondendo semplicemente e compiutamente: Imbecille io son - perché sì. (Che bella coltura!)
- Perché sì.
Ecco la vera, l'unica ragione.
Perché? Perché sì - Bravo Salamini!
E quante questioni apparentemente insolubili si possono invece risolvere, e a quanti interrogativi apparentemente astrusi si può rispondere con quel magico Perché sì!
Trascinatelo pure, quel caro idiota di Salamini, davanti alla più severa Commissione di professoroni e di critici, e fategli subire il più difficile esame di saggezza generale.

Un professorone: Perché la terra gira?
Salamini: - Perché sì.
Un secondo professorone: - Perché gli uomini sono fatti di carne ed ossa, anziché di acciaio?
Salamini: Perché sì.
Un terzo professorone: - Perché la lira italiana vale meno di quella francese?
Salamini: - Perché sì.
- Perché per andare a sentire un'opera alla Scala o al Costanzi bisogna mettersi il vestito nero? Perché sì.
- Perché Mario Mariani scrive dei romanzi? Perché sì.
- Perché Amerigo Guasti fa il brillante? Perché sì.
- Perché la Germania ha perduto la guerra? Perché sì.
- Perché Giolitti non è nato all'Estero? Perché sì.
- Perché il Kaiser riprende moglie? Perché sì.
- Perché Ruggero Ruggeri è un attore anemico? Perché sì.
- Perche il Dottor Ruggeri di Pesaro ha fatto i Glomeruli Ruggeri? Perché sì.
Perché D'Annunzio cadde dal balcone? Perché sì.
Perché cadde dal balcon Suor Margherita? Perché sì.
Perché io ho scritto questo libro? Perché sì.
Il professorone: - Bene, bene, basta, trenta con lode.