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Aspleniaceae - Ceterach officinarum
Nomenclatura e sistematica. Ceterach officinarum Willd. = Asplenium ceterach L.,
Cedracca comune, Asplenio cedracca, Erba ruggine, Spaccapietre. In dialetto sammarchese Spaccaprèta. Appartenente alla Divisione I - Pteridophyta, Famiglia Aspleniaceae.

ORIGINE DEL NOME. Ceterach: deriva dall’arabo cetrack = nome della pianta in questa lingua; officinarum: dal latino officina = laboratorio per l’utilizzo che se ne fa in erboristeria; Asplenium: dal greco asplénos, nome di una felce citata da Dioscoride, termine composto da a (alfa) privativa e splén = milza perché si riteneva che la pianta fosse efficace per curare i disturbi della milza.

COMPORTAMENTO, HABITAT, DIFFUSIONE. E’ una piccola felce. Cresce su muri, rupi e macereti, nelle fessure delle rocce, ad altitudini che vanno da o ai 2.000 metri.
Pianta indigena, protetta in Calabria. E’ presente in tutto il territorio nazionale. Incontrata a: Marcedente. Caulima, San Marco in via Amendola, Papaglione, Pusscina Pulechérije, Incrocio Convento San Matteo-strada per Difesa, Muro esterno cimitero, cisterna azienda di Giovanni Tancredi, Coppe.

PORTAMENTO. Pianta erbacea perenne, con foglie (dette fronde) che sono sempre disposte in rosetta per cui ha altezza bassissima (5-15 cm).

CONFUSIONE E RICONOSCIMENTO. Il genere Ceterach annovera 1 sola specie con 3 sottospecie che si distinguono tra loro in base alla taglia delle spore o ai cromosomi. Alla semplice osservazione morfologica sono perciò di difficile distinzione e qui si ferma il tentativo di distinguerle facilmente tra loro anche perché ci sono diversi ibridi.

ALTRE CARATTERISTICHE di Ceterach oflicinarum

• Foglie. Tutte in rosetta basale, sono coriacee e verdi di sopra; di sotto e sul picciuolo sono ricoperte di squame lanose, prima biancastre e poi di colore marrone-rugginoso da cui deriva uno dei nomi italiani, Erba ruggine. Sono lunghe 5-20 cm, sono lanceolate e pennato-partite con lobi (detti pinne) alterni che sono interi e talvolta dentati. Le pinne più grosse sono verso il centro della fronda.

Fiori. Le felci non hanno fiori e si riproducono tramite spore che sono prodotte nei sori, formazioni tondeggianti che si trovano lungo le nervature.

UTILIZZO. In erboristeria viene usata in decotto per sedare la tosse, l’infiammazione della bocca e della gola e soprattutto per aumentare la diuresi e prevenire i calcoli. Per uso esterno, tramite bende imbevute di decotto, le fronde sono impiegate per le infiammazioni della bocca e per le pelli arrossate. Si fanno anche sciacqui e gargarismi. I decotti non sono gradevoli al gusto per cui sono sconsigliati come tisane.
Per gli usi in erboristeria, le fronde sono raccolte assieme al picciuolo da maggio ad agosto; il rizoma, invece, si raccoglie da settembre a ottobre.

Curiosità.
Per la capacità di azione nei confronti dei calcoli renali, la Cedracca ha anche il nome popolare di Spaccapietre.

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