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2. Approccio all’argomento

Infiorescenze
Infiorescenze
L’atteggiamento non è quello dello studioso di botanica, ma quello del curioso, del neofita, di chi si fa la domanda "Che pianta è questa?” e cerca una risposta. La risposta che qui viene fornita è quella riportata nelle maggiori flore d’Italia, verificata visivamente sul sito Actaplantarum.org e in altri siti.

Si è preferito trattare meno specie illustrandole con un numero adeguato di foto per ognuna di esse e un testo non striminzito anziché più specie con meno testo e meno foto. Questo perché, come si e detto, il lavoro ha lo scopo primario di aiutare il lettore al riconoscimento delle piante che spesso e basato su particolari poco appariscenti che è necessario evidenziare. Le specie illustrate sono 100 e tutte erbacee. Non sono qui riportate specie arboree (Querce, Orniello, uteri. ecc.) e arbustive (Berretta da prete, Corniolo, Nespolo, ecc.). (grassetto mio)

Le piante trattate sono esposte in ordine alfabetico seguendo la falsariga dell’inquadramento delle

famiglie secondo Pignatti. Con l’aiuto di un indice analitico si risale facilmente alla specie anche se si hanno a disposizione soltanto il nome volgare, il nome scientifico, i sinonimi o il nome dialettale.

Dato che l’obiettivo principale del libro è il riconoscimento delle specie, la loro descrizione, più o meno accurata e completa, passa in secondo ordine. Si è andati dunque alla ricerca di quegli elementi, talvolta ne basta, che permettono una identificazione rapida e certa. Nei casi in cui non bastano pochi particolari, per raggiungere lo scopo si è stati costretti a esporre un percorso più lungo. Per ogni scheda il capitolo Confusione e riconoscimento diventa perciò centrale e i caratteri differenziali sono evidenziati in grassetto o sono sottolineati.

Per avere la spiegazione dei termini utilizzati consultare il Dizionario botanico acta plantarum on line.

Il linguaggio utilizzato è quello atto a favorire, da parte di chi mastica poco la materia, la comprension dei termini che spesso sono spiegati, con frequenti ripetizioni nel testo o in nota, nel loro significato per una più facile comprensione degli argomenti affrontati.

Lo scopo del lavoro infatti è soprattutto divulgativo. (grassetto mio)

Proprio per questo si propone qui una spiegazione per alcuni termini ricorrenti.

- Pianta annuale, bienne e perenne.

Come si attua in pratica la distinzione? Intanto si precisa che annuale o biennale riguarda il ciclo vitale completo della pianta e che può essere sintetizzato nelle seguenti fasi: germinazione del seme, sviluppo della pianta, fioritura, impollinazione, produzione del frutto e dei semi (questo non riguarda le felci che non producono fiori e frutti, ma spore), morte.

Le piante annuali sviluppano il loro ciclo vitale nell’arco di un solo anno. Le biennali nell’arco di 2 anni: la fioritura e la produzione di semi avviene nel secondo anno. Nelle specie perenni, ultimata la fase giovanile, ogni anno c’è il germogliamento delle gemme, la produzione dei fiori e quindi dei frutti e dei semi. In linea generale, le piante perenni, per aspettare le stagioni sfavorevoli (freddo d’inverno e caldo e siccità d’estate) e poter vivere a lungo, hanno bisogno di sostanze di riserva che accumulano in speciali organi che sono dati da bulbi, tuberi e rizomi oppure radici ingrossate o basi del fusto lignificate.

Le piante annuali non hanno bisogno di organi di riserva e sono prive delle strutture appena menzionate.

- Pianta suffruticosa o suffrutice. Generalmente le piante si dividono in arboree, arbustive ed erbacee.

Tralasciando le prime due, qui si vuole sottolineare il portamento di alcune specie che hanno la base del fusto legnosa per alcuni cm e per il resto hanno fusto erbaceo. Esse, nel presente lavoro, sono classificate come piante erbacee ma più propriamente andrebbero sotto la denominazione di suffrutici. Ne sono esempi: Helianthenum apenninum e nummularium, Dianthus garganicus, Lotus hirsutus.

- Pianta cespitosa. Pianta caratterizzata dalla presenza di un cespo, formazione vegetale derivante da un’unica radice alla cui sommità spuntano, appressate le une alle altre, le foglie basali (esempio: cespo di insalata).

La sommità della radice arriva al punto in cui la parte ipogea della pianta è separata da quella epigea (colletto). Alla fioritura, dal colletto spunta lo scapo fiorale che presenta un asse lungo il

quale sono inserite le foglie cauline, più piccole delle basali, al cui apice è portata l’infiorescenza.

- Corimbo: infiorescenza con asse lungo il quale si inseriscono i fiori con peduncolo di lunghezza diversa in modo che i fiori arrivano tutti alla stessa altezza.

- Racemo = grappolo; infiorescenza con asse fiorale allungato, non ramificato, sul quale si inseriscono i fiori, con peduncoli tutti della stessa lunghezza, i quali iniziano a sbocciare dalla base per proseguire man mano verso l’alto.

- Spiga. infiorescenza simile al racemo solo che in essa i fiori sono sessili. La spiga può essere semplice o composta. Nel secondo caso sul rachide, al posto dei fiori, sono inserite delle spighe. Si ha cioè una spiga di spighe (esempio: orzo -> vedi Hordeum murinum).

- Ombrella. Infiorescenza in cui più fiori partono da un unico punto e arrivano più o meno alla stessa altezza. Tipica delle Apiaceae (= Umbelliferae).

- Ombrella semplice.

- Ombrella composta. Simile alla semplice con la differenza che qui ogni raggio termina con un’altra ombrella.

- Cima. Infiorescenza che termina con un fiore apicale dal cui peduncolo, lateralmente, possono partire delle diramazioni.

1 - Cima unipara o monocasio. Se dal peduncolo parte 1 sola diramazione dalla quale ne può partire un’altra e così via. A seconda delle modalità di inserimento delle diramazioni sul peduncolo, si hanno cime elicoidali o scorpioidi.

2 - Cima bipara o dicasio. Il fiore, sul peduncolo, ha due brattee dalle quali partono 2 ramificazioni che possono dividersi ulteriormente anche più volte superando così in altezza il fiore principale (esempi: Petrorhagia saxifraga, Euphorbia amygdaloides, Euphorbia myrsinites).

3 - Cima multipara o pleiocasio. Sotto il fiore, sul peduncolo si sviluppa un verticillo di bratee dalle quali partono (esempio: Euphorbia amygdaloides).

- Tetra ciclico (Riferito al fiore: sono presenti 4 verticilli: calice - corolla - androceo - gineceo). Triciclico: sono presenti 3 verticilli.

- Tetramero (Riferito al fiore: ogni verticillo ha 4 elementi).

- Pentamero (Riferito al fiore: ogni verticillo ha 5 elementi).

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