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Olmo montano
Poiché è stato menzionato agli inizi, ci pare opportuno fare qualche accenno all'Olmo montano per avere un termine di paragone con l'Olmo campestre.
L'Olmo montano differisce dal campestre perché è di dimensioni più piccole e meno longevo.
Il frutto ha il seme al centro e la smarginatura (rottura del margine) è assente o non arriva al seme. Le foglie sono grandi e presentano la superficie superiore più ruvida di tutte le specie di Olmo; la inferiore è pelosa.
Si trova generalmente al Centro-Nord tra il Castanetum e il Lauretum. E' sporadico con legno più leggero e meno pregiato dell'Olmo campestre. Si trova anche sul Gargano (Pignatti).
L'Orniello
È una specie che nella Difensa, come in altri luoghi, è diffusa in maniera ubiquitaria, cioè un pò dappertutto, ma non forma popolamenti puri. Si trova, invece, in boschi misti consociata sia con specie del Castanetum (Cerro, Roverella, Carpino nero, Castagno, Aceri) sia con specie del Lauretum dove lo si rinviene spesso essendo resistente anche a lunghi periodi di siccità. In primavera la si distingue benissimo anche da lontano per le sue folte infiorescenze bianche.
Ci sono delle specie che, date le loro piccole dimensioni, non sono molto importanti ai fini produttivi. Questo quando ci troviamo in terreni fertili, profondi, senza particolari problemi. Quando, invece, ci troviamo in zone dove lo strato attivo del terreno è ridotto, le piante di maggiori dimensioni non riuscirebbero neanche a sopravvivere. Ecco che, allora, tornano utili quelle specie che sono sì di piccole dimensioni, ma si adattano a situazioni estremamente precarie.
Esse possono essere utilmente impiegate in diversi casi: a) come specie preparatorie negli impianti artificiali; b) per migliorare i boschi degradati; e) nel rimboschimento delle zone nude; d) per ridurre i danni da incendio (perché difficilmente distrutte dal fuoco).
In questi casi si utilizzano moltissimo le conifere (Pini e Cipressi), ma anche alcune latifoglie tra le quali, appunto, Orniello, Carpini e Leguminose. Queste ultime, oltre a resistere in condizioni difficili, hanno il grande pregio di migliorare il suolo arricchendolo di azoto.
Dato l'ottimo adattamento dell'Orniello ai terreni calcarei e la sua preziosa qualità di essere una pianta pioniera, andrebbe benissimo nel rimboschimento delle nostre zone spoglie, che spesso, invece, è fatto solo con conifere. L'ideale sarebbe un miscuglio di Pini, Cipressi, Orniello e Ginestre.
L'Orniello cresce lentamente ed invecchia precocemente. Raramente dà fusti lunghi e dritti e, pertanto, è governato solo a ceduo.
Il suo legno ha resistenza ed elasticità e viene utilizzato per manici, legname da opera, ebanisteria.
Un discorso a parte merita la produzione della manna che si produce nei manneti. Essi sono cedui specializzati di Orniello atti a fornire la manna, che è la linfa discendente raccolta in giugno-settembre mediante incisioni orizzontali, praticate nella corteccia.
La manna, per le condizioni atmosferiche richieste e atte a far consolidare subito la linfa all'aria, si produce in Sicilia, ma, sino a qualche tempo fa, veniva prodotta anche in alcune zone di Monte S. Angelo.