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- Categoria: Giornate ecologiche

Ogni specie, sia animale che vegetale, per esplicare al meglio le sue funzioni vitali, ha bisogno di un determinato tipo di ambiente. In questo ambiente si troveranno sempre altre specie che hanno esigenze simili. Quindi, in certe condizioni, si sviluppano dei gruppi di specie; in situazioni diverse, altri gruppi.
Un dato ambiente, con date specie, forma un ecosistema dove tutte le specie viventi sono interdipendenti le une con le altre. Ci sono diversi tipi di ecosistemi: l'ecosistema lago, l'ecosistema fiume, l'ecosistema monte, l'ecosistema bosco, l'ecosistema campo di grano, eccetera.
Al limite, anche la città potrebbe essere definita un ecosistema perché in essa vive l'animale uomo che ha relazioni con gli altri uomini, con gli animali e le piante che vi vivono ed, ovviamente, con i luoghi e gli elementi che la formano (case, strade, eccetera). Però, bisogna ammettere che le città non si trovano in natura e quindi ci troviamo di fronte ad una bella forzatura.
Volendo continuare con questa forzatura, quando gli equilibri tra le varie componenti della città vengono intaccati, si ha il degrado urbano.
Alla base della vita ci sono le piante e i microrganismi che sono capaci di catturare l'energia solare che, trasformata, serve come motore vitale per tutti gli esseri viventi.
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- tenere la città pulita dall'immondizia dotandola di appositi contenitori concepiti anche per la raccolta differenziata;
- elevare il senso civico dei cittadini (anche attraverso campagne educative ed azioni didattiche nelle scuole) che devono convincersi a:
* non buttare rifiuti per terra, ma depositarli negli appositi contenitori;
* non danneggiare gli alberi e il verde;
* con calpestare le aiuole;
* pulire con busta e paletta gli escrementi dei cani portati a passeggio; - aumentare il verde pubblico con:
* piantumazione di nuovi alberi;
* sistemazione degli spazi pubblici nelle zone di nuove costruzioni; - migliorare i luoghi di passeggio e di ritrovo collettivo con:
* incremento delle isole pedonali;
* installazione di nuove panchine e sostituzione di quelle vecchie;
* sistemazione della pavimentazione stradale; - migliorare la fruizione degli spazi mediante:
* segnaletica adeguata;
* servizi in ogni quartiere.
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1) - la produzione industriale con l'emissione di gas, acque di scarico e rifiuti solidi. Particolarmente pericolosi sono i rifiuti delle aziende chimiche e delle centrali nucleari (scorie radioattive);
2) - la produzione agricola con il rilascio di nitrati e residui di 'fitofarmaci' o 'pesticidi', termini coi quali vengono indicati gli antiparassitari che sono sostanze impiegate per controllare i funghi, gli insetti, gli acari, eccetera;
3) - la produzione di 'rifiuti solidi urbani' che non sono altro che l'immondizia domestica la cui quantità giornaliera diventa, col passare del tempo, sempre maggiore;
4) - i liquami da allevamenti industriali (specie grossi allevamenti di maiali) e di produzione urbana (acque nere delle fogne);
5) - l'emissione di gas e fumi da riscaldamento, auto e mezzi di trasporto;
6) - l'imbrattamento individuale: carte, mozziconi di sigarette, buste di gelati e palatine per terra; abbandono di buste di plastica e cartacce nelle aiuole, nei boschi. Abbandono di rifiuti vari: vernici, medicinali, pile scariche, olii minerali, acidi e chi più ne ha più ne metta, nei luoghi più impensati: dietro l'angolo, in un bosco, nel campo sportivo, lungo le strade.
L'uomo può rapportarsi all'ambiente in due modi: con un impatto forte su di esso oppure con un impatto dolce che è quello più indicato. Infatti, l'ambiente ha una capacità di resistenza agli agenti inquinanti non infinita.
Quando c'è un equilibrio tra inquinamento e capacità di resistenza, le condizioni di vita per l'uomo sono accettabili.
Quando invece prevale l'inquinamento, per l'uomo sono guai. Per non inquinare bisogna consumare le risorse rinnovabili e in una quantità tale che sia possibile il loro ripristino.
Un ambiente pulito è anche: sano, bello, invitante, riposante, civile.
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Un ambiente sporco è:
• Pericoloso (fonte di infezioni);
• Tale che invita a mantenere le distanze;
• manifestazione di inciviltà;
• Brutto;
• Irritante
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Il semplice passaggio in macchina o a piedi in una zona ben curata (campi coltivati, macere in ordine, strade ben tenute, case imbiancate) invita chi la guarda alla contemplazione e quindi all'elevamento spirituale di se stesso.
I campi abbandonati, le strade dissestate, le macere dirupate, oltre che offrire un senso di solitudine e di squallore, sono anche fonte di pericolo:
- di incendio per le erbe secche non pascolate, i rami secchi non tagliati;
- come luogo di ricettazione di refurtiva, soprattutto macchine rubate;
- di frane e smottamenti venendo meno la regimazione (opportuno convogliamento) delle acque;
- per i residenti in campagna poiché è aumentata la loro insicurezza;
- di incidenti stradali per la mancata manutenzione delle strade che comporta la presenza di buche, la crescita di felci e rovi che tolgono la visuale e restringono la sede stradale;
- come luogo di rapina per il furto di legna.
Nella descrizione del paesaggio rurale si fa spesso riferimento al concetto di zona fitoclimatica. Per esempio, si dice che la Difensa rientra nel Castenetum. Ma vediamo di che si tratta.
Zone fìtoclimatiche
In base a questi dati, si distinguono 5 zone fitoclimatiche: Lauretum, Castanetum, Fagetum, Picetum ed Alpinetum che sono schematizzate in figura.
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Ma che cos'è un bosco? È un'entità costituita da alberi e da altre forme biologiche sia vegetali (arbusti, erbe, muschi, funghi, licheni, alghe, ecc.) che animali (mammiferi, uccelli, rettili, insetti, protozoi, ecc.).
Gli alberi ne costituiscono la parte principale ed essi stabiliscono tra di loro e con le altre forme biologiche rapporti di natura diversi i più importanti dei quali si possono così schematizzare.
a) - Competizione per l'acqua, gli elementi nutritivi, lo spazio e la luce.
b) - Simbiosi. Si ha quando due entità diverse (individui o specie) traggono dal rapporto che stabiliscono dei vantaggi reciproci. Un esempio è dato dalle querce e dai funghi Porcini.
e) - Parassitismo. È un tipo di rapporto nel quale un individuo o una specie ricava dei vantaggi a spese di altri. Un esempio è dato dai Chiodini.
d) - Saprofitismo. Si ha quando un'entità si nutre di altri organismi o parte di organismi ormai morti, È il caso di molti funghi e batteri che utilizzano rami, foglie, frutti, ecc., caduti a terra. Questo tipo di rapporto non intacca individualmente l'integrità di una pianta o di un altro organismo, ma esso è molto importante nell'economia generale del sistema bosco. Se non ci fossero i saprofiti, non avremmo la degradazione della sostanza organica morta e la rimessa in circolo degli elementi nutritivi.
Vari tipi di bosco
I boschi vengono classificati in vari modi.
1) Classificazione in base alle foglie degli alberi.
Si distinguono:
- boschi di specie a foglie larghe (latifoglie);
- boschi di specie a foglie aghiformi (aghifoglie);
- boschi di specie a foglie caduche (caducifoglie);
- boschi di specie a foglie sempreverdi (sempreverdi).
In tal modo si hanno: aghifoglie sempreverdi (Pino); aghifoglie caducifoglie (Larice); latifoglie sempreverdi (Leccio, Arancio); latifoglie caducifoglie (Acero).
2) Classificazione sulla specie o sulle specie arboree dominanti. Esempi: Cerreta, Faggeta, Pineta; Cerro e Roverella, Faggio e Abete.
3) Classificazione in base al governo (descritto più avanti): alto fusto, ceduo semplice, ceduo composto.

Albero
Pianta legnosa in cui sono visibili: tronco e rami che vanno a formare la chioma o corona fogliare conformata a seconda della specie. Il diametro, a circa 1 metro da terra, non deve essere inferiore a 5 cm e l'altezza non inferiore a 10 metri. Il diametro è importante perché, ad esempio, edera e vite, che possono raggiungere altezze considerevoli, non sono considerate alberi proprio per il tronco sottile.
Arbusto o frutice
Pianta legnosa con ramificazioni che prevalgono sulla massa del fusto e che partono ad una certa altezza dal suolo.
Cespuglio o suffrutice
Pianta legnosa di piccole dimensioni con diramazioni che partono dalla base e hanno diametro simile al fusto principale.
La distinzione, che sembra chiara, nella pratica non lo è perché:
a) in base all'ambiente una stessa specie può presentarsi nelle tre forme appena descritte. Esempio: la Roverella, in condizioni favorevoli, è un albero; sui suoli rocciosi cresce come arbusto o cespuglio;
b) nelle piante arboree c'è uno stadio arbustivo nella fase giovanile;
c) nelle stesse condizioni, ci possono essere diverse forme di una stessa specie: una arborea e l'altra arbustiva, allo stesso modo come esistono uomini altissimi e uomini bassissimi.


