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Capitolo II
Dei miglioramenti di cui son suscettive l’agricoltura, la pastorizia, le industrie secondarie e il commercio della Puglia piana, e dei mezzi più adattati per farle prosperare.
I.

Simplicissimus del 1928
Simplicissimus del 1928
Le cagioni precipue del disquilibrio economico di questa provincia sono
1. la mancanza dei mezzi opportuni in rapporto all’estensione del terreno che si semina e si coltiva ad uso di maggese;
2. i cattivi processi agrarii;
3. la mancanza del letame per la ristrettissima industria pastorale;
4. l’inceppamento del commercio esterno per ragione della deteriorata qualità dei prodotti.
La mancanza de’ mezzi opportuni distrugge sensibilmente il capitale, perchè l’industrioso fatica nell’interesse degli usurai da cui toglie a prestanza le somme necessarie alla coltivazione delle terre. I cattivi processi agrarii diminuiscono i prodotti in ragione dei capitali impiegati.
La mancanza del letame toglie il mezzo di rafforzare i principii nutritivi del terreno isterilito a forza di sementarlo continuamente.
L’inceppamento infine del commercio esterno fa patire il calo ai prodotti, e diminuisce la rendita. Opporre all’attuale sistema rovinoso d'economia un argine salutare, è l’obbietto di questo libro; esclusivamente inteso a sollevare a stato prosperoso per quanto è possibile , la trista condizione della economia pugliese.
II
Stabilimento di una banca
La provvida istituzione de’ monti frumentari, che fu l’oggetto delle costanti sollecitudini de’ padri nostri, oggi ravivvata e carezzata dal Governo, chiude in sè un principio filantropico e preveggente da meritar le maggiori e possibili considerazioni.
Destinata a sussidiare la piccola coltura, a strappare dall’unghie usurarie i prodotti del campicello del laborioso e misero agricoltore, è una di quelle istituzioni che non vanno mai lodate abbastanza; e porta con sè l’impronta della carità evangelica e dell’umanità.
Ma sventuratamente la istituzione de’ monti frumentari proficua per ogni altra provincia, per questa riesce se non inutile, certo non alla portata di occorrere ai grandi bisogni colonici della puglia piana. Di fatti sopra una superficie di 1.050 miglia quadrate su cui vivono non più che 92.000 abitanti in sei Città e sette miseri villaggi, cosicché sopra ogni miglio quadrato non vi sono che appena 88 abitanti, i monti frumentari delle Città e villaggi chiusi in sì grande spazio dovrebbero offrire per lo meno un capitale di dugento mila tomoli di cereali.
Simplicissimus del 1928
Simplicissimus del 1928
Ma questa è una cosa impossibile a verificarsi posto mente ai villaggi di Oria, Stornarella, Stornara, Ordona, Carapelle Reali Saline e Sanferdinando che presi insieme compongono una popolazione di 6.600 anime. Riesce impossibile eziandio agli industriosi di Foggia, Sansevero, Lucera, Manfredonia, Cerignola e Casaltrinità, sole Città sparse su questa immensa pianura di stabilire un monte frumentario comune con sì grandi Capitali, e per lo stato economico in cui si trovano, e per lo scarso numero de' ricchi proprietari, e perché infine una cifra di dugento mila tomoli di cereali assorbirebbe un quarto e forse un terzo del prodotto che soglion dare i loro terreni in un anno.
Nello stato presente economico dunque della puglia piana lo stabilimento di un monte frumentario con un capitale di dugento mila tomoli di grano, è per lo meno una vana speranza; quindi bisogna cercare altrove i mezzi acconci per arrestare il rovinoso sistema, che suol trarre in perdizione a grandi passi la ricchezza pugliese.
È noto come per lo stesso scopo nel 1835 s’installava dietro autorizzazione del Governo una Banca in Foggia detta del Tavoliere di Puglia per incoraggiare e soccorrere con ogni mezzo l’agricoltura e le industrie pugliesi.
Scopo precipuo di essa fu di occorrere ai bisogni de’ censuarii, nonché di tutti gl’industriosi del Regno indistintamente; affinché costoro invece di ricorrere agli speculatori ed usuraj nel bisogno, avessero trovato nella Banca un sicuro appoggio, e tutte quelle anticipazioni a discreto interesse di che s’avea mestieri, quante volte avessero avuto la necessità di pagare il canone allo stato, un campo a coltivare, ovvero una industria a sostenere.
La Banca del Tavoliere sotto i più felici auspicii, mercè lo spirito di associazione e già fornita di statuti e di leggi proficue al suo stabilimento, toglieva a prestanza dello straniero una somma rilevante pari a 1.500.000 ducati, oltre a 500.000 ducati per tante azioni nazionali.
Il rescritto de’ 16 settembre dello stesso anno ne regolò la installazione.
La Banca sopra solidissime basi già parea poggiare e per la imponente massa dei capitali, e per la garanzia tutta nuova di un vistoso credito stabilito negli emporii del commercio di Europa, e per la protezione del Governo.
Lietissimi i Censuarii d’ogni provincia del Regno, nonché gl’industriosi di questa utilissima instituzione che toglieva dalle unghie rapacissime dell’usura i loro prodotti e le loro sostanze, ricorsero alla Banca, e si ebbero tutti quei soccorsi che gli facean d’uopo.
Simplicissimus del 1928
Simplicissimus del 1928
E già in due anni lo stato economico delle puglie parea rinato a nuova vita, e si prometteva maggior progresso; quando un fatale accidente ruinò il maestoso edifizio della Banca, e la distrusse.
Negli statuti fondamentali di essa si stabilì, che una serie d’azioni pel valore di 500.000 ducati, si apriva in vantaggio dei nazionali da porsi in prima linea; e ciò si faceva per investirli del privilegio di amministrare.
Fatale privilegio! .... Esso strappò al paese la migliore delle instituzioni economiche , e valse a discreditare vituperosamente la nazione napoletana appo lo straniero! Sotto la salvaguardia di questo odioso privilegio le vistose somme de’ concedenti stranieri piombarono nelle mani di parassiti e immorali amministratori, i quali manomettendo i capitali della Banca ne procurarono la repentina morte col danno della pubblica prosperità.
Assecurati dai vantaggi immensi che questa Banca, nei pochi mesi di sua esistenza, arrecò alla Cassa del Tavoliere di Puglia, allo Stato, ai Censuarii, ai proprietarit industriosi, ed al commercio in generale, noi proponiamo che una novella se ne installi dai capitalisti del Reame sotto la salvaguardia e la forza di uno statuto emanato dal Governo pel migliore andamento economico della istituzione messa sotto la sua immediata protezione e vigilanza.
Appositi e idonei amministratori nominati dal Governo , la cui probità sia una garentia di fatto per lo stesso governo ne regolino l’amministrazione; emanando eziandio una specie di codice penale speciale per tutti quelli che abusando della fiducia del Governo, abusassero dei fondi della Banca, in quella guisa stessa che si trovano comminate speciali pene per gl’impiegati dei Banchi del nazionale Erario.
Simplicissimus del 1928
Simplicissimus del 1928
La Banca di Puglia istallata a soccorrere tutti i censuarii del Tavoliere e gl’industriosi in generale anche con un milione di ducati pronti in cassa, è la sola capace a ravvivare l’agricoltura, la pastorizia, le industrie secondarie, e il commercio prostrato ed avvilito.
Potrebbe il Governo mettersi a capo d'una sì bella impresa ed invitare i capitalisti del Regno e i ricchi proprietarii a prestare una tal somma per azioni da cento a mille ducati ognuna, offerendo però una solida garanzia in nome proprio agli Azionisti.
In tal guisa soltanto l’amministrazione non potrebbe mancare ai suoi doveri; i Censuarii pagherebbero a tempo debito e senza dilazione alcuna i canoni allo stato; quindi la Cassa del Tavoliere potrebbe contare sempre con certezza sull'incasso di tante somme a Maggio ed a Novembre; i proprietarii industriosi godrebbero il vantaggio di trovare in ogni tempo il danaro pronto per occorrere ai bisogni dell’agricoltura o di una industria qualunque, ed anziché vendere in erba i futuri cereali, o tórre a prestanza con usure smodate il danaro, troverebbero alla lor volta un provvido appoggio nell'azione della Banca.
In ultimo i vantaggi non sarebbero dubbi od effimeri. Essa potrebbe agevolmente ottenere i capitali al tre ed anche al quattro per cento; mentre i proprietarii pagherebbero ben volentieri il sei ed il sette per cento a fronte delle usure montenegrine a cui oggi vanno incontro per imperiosa necessità.
Essa potrebbe adunque incassare il doppio dell’interesse che pagherebbe al maturo.
Né questo saria il solo lucro della Banca.
Potrebbe eziandio, ove il volesse, ritirare in derrate i capitali prestati, e quindi attivare il commercio, e guadagnare novelli provventi dalle ragioni commerciali.
I mezzi opportuni ed efficaci che ha in poter suo un Governo illuminato per attuare un progetto così proficuo per la economia pugliese, non può certamente averli il cittadino privato; perciocché l’attività individuale non può giammai misurarsi con la pronta ed efficace azione governativa ch'è l’aggregato di più forze tendenti e dirette ad uno scopo.

Hai mai visto gli ex voto di san Matteo? Conosci Giovanni Gelsomino?