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Luigi Russo, I Narratori, 1951
1899 L'arte 07Arrighi Cletto (pseudon.[imo] di Righetti Carlo). - Nato a Milano nel 1830. Morì, miseramente, il 3 novembre 1906. Fu giornalista arguto e brillante, e satireggiò con insistenza i costumi parlamentari, in una sua pubblicazione periodica (La Cronaca grigia]: storia segreta e minuta di due memorabili anni, 1860-61, Milano 1862). A lui si deve una curiosa parafrasi, con intenzioni comiche, dei Promessi sposi (Gli sposi non promessi, 1863, poi Milano, Faverio 1895) e una riduzione meneghina della Dame aux camélias (La sciora di cameli, Milano, Barbini 1881).
Costituì un teatro dialettale a Milano, a cui seppe contribuire come impresario e come autore.
Ebbe grande stima per il giovane Dossi, e lo sostenne polemicamente nei suoi originali tentativi di arte (cfr. Dall'altrieri a domani di Primo Levi, Preludio alle Opere di G. D., Milano, Treves, 1910).
Fu il primo a inaugurare letterariamente la bohème in Italia, che felicemente tradusse con un vocabolo italiano la scapigliatura, riesumato da una prosa del Seicento (cfr. E. Camerini, Nuovi profili letterari, Milano, Battezzati 1875-76), e da cui intitolò un suo romanzo La scapigliatura e il 6 febbraio, romanzo contempraneo, Milano, Sonzogno '61), il quale, più che scapigliato, a dire il vero, è un semplice racconto boccaccesco tramato su uno sfondo scenico di cospirazioni e movimenti politici della Milano tumultuante del 6 febbraio 1853. Il titolo ebbe fortuna, e di lì a poco scapigliati si nominarono un gruppo di artisti e di sognatori che conducevano vita eroica e bisognosa nella capitale lombarda. Questo e altri romanzi poiché l'autore, come prova anche il suo teatro dialettale, aveva lo scrupolo del ‘colore locale’ e amava anzi scrivere in una lingua fortemente colorita di dialetto, senza dire che il suo stesso temperamento di scapigliato lo consigliava a dar larga parte a scene di vita politica e contubernale. I protagonisti dei romanzi dell'A. sono giovanotti che amano la gloria, la patria e l'amore: corteggiano dame e crestaie e tentano anche le scalate notturne al verone di romantica memoria, guasconeggiano in nome della Repubblica e del Dio di Mazzini, si sentono artisti nel sangue e, per darsene anche l'aria, bevono l'assenzio.
1899 L'arte 08Gli ultimi coriandoli (Milano, edit. L’Uomo di pietra 1857), romanzo dove i protagonisti cospirano allegramente, furono mutilati dalla censura a Milano e a Napoli, e ripubblicato integralmente solo nel 1867, editrice ‘La cronaca grigia’.
L'A. tentò anche il romanzo storico, e si atteggiò un poco a Guerrazzi della Lombardia: quali le memorie Diavolo rosso (romanzo storico del sec. XIII, Milano, Brigola '61:) vorrebbe essere appunto la prosecuzione della Battaglia di Benevento. Scrisse libri di memorie, ricchi di aneddoti e documenti, quali le Memorie di un ex repubblicano (Milano, Brigola 1905), e le Memorie di un soldato lombardo (Milano, Colnago '63), poiché l'A. partecipò alla guerra del '48-49. come ufficiale dei Dragoni lombardi e, dimessosi dopo Novara, nel '51) si arruolò volontario come semplice soldato nell'esercito piemontese. Libro quest'ultimo assai notevole, come documento della vita militare e cittadina nella Lombardia sotto il governo straniero.
+Dopo il '70, col diffondersi della moda naturalistica in Italia, l'Autore corse ad imitare i romanzi dello Zola, e fu uno dei scrittori i più intolleranti e più triviali che l'Italia abbia avuto in quel periodo calamitoso di zolismo sfrenato.
Milano, allora, come ora, con l'A. e con Tronconi offrì i più audaci campioni della letteratura malsana venuta di moda.
A quest'ultimo e catastrofico periodo appartengono i seguenti romanzi: 1. I quattro amori di Claudia (Milano, Battezzati 1877; 2. Nanà a Milano (Milano, Tip. Ital. 1880; 3. La mano nera (Milano. Guignoni 1883; 4. La canaglia felice, romanzo milanese (Milano, Stab. tip. it. 1885; ecc. ecc.
Sull’A.vedi A. Albertazzi, Il romanzo, pp. 279-282; E. Camerini, Nuovi profili, II, pp. 77 e sgg.; G. Bolza, Ars et labor, 13 dicembre 1906; A. Galletti, Il Novecento, cit, pp. 123-134; P. Arrighi, Le verisme dans la prose narrative italienne, Paris 1937; R. Simoni, Teatro di ieri, (Milano, Treves, 1938); vedi anche il necrologio a firma R. B. (Renzo Barbiera) nell’Illustrazione italiana, 11 novembre 1906.

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