
Non vi è altra esportazione alla marina di Manfredonia, se non quella dei cereali e delle civaje.
I cavalli non bastano ai bisogni del Regno: cosi pure i castrati, di che prima facevasi con le altre provincie d’Italia ricco commercio.
Le lane non sono più richieste dallo straniero, quindi manca quest’altra sorgente di commercio esterno.
I latticinj appena son sufficienti ai bisogni della provincia.
Si noti, che noi intendiam parlare dei soli prodotti della propria industria gregaria, e non di quelli che risultano dalle industrie Aprutine i di cui formaggi rimangono in Foggia e Cerignola.
E mentre la provincia introita dalla sola esportazione dei cereali e delle civaje; spende poi per la importazione e compra dei generi coloniali, de’ castori, de’ panni fini, de' cristalli, delle stoviglie, delle tele, degli oggetti di seta, e di ogni altro prodotto manifatturato straniero. Senza tener conto di quello che spende ancora nelle altre provincie vicine, e per i salami, e per l’olio, e pel vino.
L'esito adunque tanto per gli oggetti di necessità che di lusso compensa quasi l’introito, e rende stazionaria la ricchezza, o per meglio dire la miseria pugliese!
È questo lo stato presente economico della Puglia Piana, rispetto all'agricoltura, alla pastorizia, al Commercio ed alle manifatture, che compongono i quattro precipui elementi economici, se negletti della miseria e dell’abbiezione di un popolo, se protetti, incoraggiati, e promossi, dell'abbondanza, della ricchezza, e della pubblica felicità.
Ed, oh! se sorgessero le ombre venerande dei Delfico, dei Patini, dei Longano, dei Marchesani, dei Nardi, dei de Dominicis, dei Cimaglia, dei Siila, e dei Rosati, che gli anni della lor faticosa e travagliata esistenza impiegarono ad illustrare e migliorare lo Stato Economico e statistico di questa fertilissima provincia; oh! se sorgessero per poco dai loro negletti avelli a contemplare le condizioni attuali dell’economia Pugliese inbellettata dalle apparenze di una efimera agiatezza; tenghiamo per fermo, che se nell’ epoca loro persuassero il Governo a sollevare le industrie di Puglia coll'attuazione dei loro saggi principi economici; oggi pregherebbero i proprietari a desistere da un sistema rovinoso, e ad aprir gli occhi su' loro particolari interessi, affinché questa feracissima provincia, la quale fu oggetto precipuo e costante per essi di lunghe vigilie, d'incessanti ricerche e di continue e laboriose esperienze scientifiche, sorgesse a nuova vita economica.
Ma son poi irreparabili i mali della Puglia piana?
No: possono invece in breve tempo scomparire, quante volte i proprietarii, i capitalisti, e l’amministrazione pubblica lo vogliono.
Convinti e persuasi di un più felice avvenire; vogliam proporre dei mezzi acconci e di più facile esecuzione, onde riparare ai mali presenti, e rialzare nell’avvenire a florido stato la prosperità pubblica della Puglia Dauna, che tanto influisce nella bilancia economica della ricchezza nazionale.
Il commercio
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