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La raccolta delle Tavolette votive dipinte
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Da Puglia Ex Voto, Bari Biblioteca provinciale De Gemmis, estate-autunno 1977, a cura di Emanuela Angiuli, Congedo Editore, Galatina 1977, pagg. 37-40

La copertina del romanzo di Tommaso Di Ciaula - Tuta blu - apparso nel 1978.
La copertina del romanzo di Tommaso Di Ciaula - Tuta blu - apparso nel 1978.
Siamo in viaggio per santuari. Dobbiamo fotografare e schedare gli ex voto per la mostra in preparazione presso la Biblioteca De Gemmis. È la volta del Gargano. Arriviamo al santuario di S. Matteo a pochi chilometri da S. Marco in Lamis. Dal portone spalancato del convento entra vento umido. Dalle finestre del chiostro, attraverso i vetri appannati, una gazza nel cortile saltella sulla ghiaia. Un gallo dai forti colori passeggia sul davanzale della finestra, faccio in tempo a fotografarlo, di colpo vola sul bordo del pozzo. Nel corridoio del convento fa molto freddo, siamo circondati da macchine fotografiche, lampade, mucchi di fili elettrici, qualcuno fuma, un altro batte i piedi per il gelo, dalla bocca esce vapore sottile. Di tanto in tanto sul portone si affaccia qualche contadino impacciato. Chiede di vedere gli ex-voto, è in abito da lavoro, forse avrà un podere qui accanto. Sullo spiazzale una seicento bianca vecchissima accosta lentamente alla scalinata, discende un'intera famiglia incappottata, un cane nero si stacca dal muro e ne annusa le stoffe.
Padre Mario apre il salone degli ex-voto. È uno stanzone lungo almeno venti metri, la volta a botte, i muri letteralmente tappezzati di tavolette votive. Dappertutto scene disperate, scene di sangue, sangue a fiotti dalle mani di un cacciatore a cui è scoppiato il fucile, sangue dal braccio di un bambino azzannato da un cane. La volta pullulla (sic) di una umanità tanto anonima quanto disperata. Adesso è un interno rosso porpora, poche suppellettili, scarne, essenziali: un comò, un tavolo, un letto dove giace l'ammalato che sputa sangue nel catino. Altre bacinelle sono per terra accanto al letto, colme come se avessero scannato il porco, i familiari si torcono le mani per la disperazione, sul tavolo si confondono in un disordine allarmante oggetti gettati alla rinfusa: la borsa del medico, il bastone, lo scialle, una brocca...
Gli occhi di tanti sconosciuti spiano dai muri: facce in posa ritoccate male dal fotografo accanto a ricostruzioni approssimative di incidenti di carri o di automobili. Le didascalie sono frettolose, essenziali, nella ricerca affannosa dello stile nella lingua colta, impressionanti per la sintesi che riescono ad esprimere. Terribile raccontare tanti fatti in una lingua sconosciuta! Giorni e giorni in terra africana (sic) diventano: La giornata trista del caporale Catalano Giuseppe sul fronte albanese del 13° Reg. to Fanteria. Per grazia ricevuta il giorno 2-4-1941 (Cerignola).
Tavoletta votiva dipinta presente a S. Matteo: le nuove tecnologie di allora.
Tavoletta votiva dipinta presente a S. Matteo: le nuove tecnologie di allora.
Nelle espressioni spesso concitate il linguaggio della cosidetta 'civiltà delle macchine' si fa evidente, per riconoscere la propria RENAULT 1000 (Ortanova-Spazzino investito) Oppure la 124 SPORT precipitata nel fosso e il camion LEONCINO (giunto da Andria il 7.11.72) per ex-voto. Due giovanotti scampati ad un incidente sorridono spavaldi da due foto affiancate, ostentano giovinezza ed un bel paio di baffi. Hanno l'aria allegra, forse troppo giovani per ricordare ancora, anche se a lato c'è la foto della loro moto contorta e sgangherata.
Nella stanza continua a far freddo, ci riscaldiamo al calore della potente lampada da 1000 Watt, bisogna spegnerla di tanto in tanto per non farla fulminare. La parete torna oscura, ma ancora leggibile per i forti colori accesi e contrastanti. Grovigli di carne ci sovrastano, ci feriscono nella severità e nello stesso tempo nella ingenuità dei dipinti. Penetrante è l'odore della muffa, molti quadretti sono dipinti su lamiere ormai arrugginite, inchiodate malamente una all'altra da lunghi chiodi arrugginiti che sembrano imbevuti di sangue. Il padre guardiano assiste divertito alle nostre evoluzioni con cineprese, macchine fotografiche e fili elettrici interminabili, ascolta le nostre interpretazioni. Intanto continua questo nostro andare sotto la volta allucinante di dipinti: occhi roteanti, gente che cade dai terrazzi e sembra che voli, bambini sotto le ruote di carri, una mula fa sprizzare sangue dalla fronte di un uomo con un calcio di zoccolo. Ancora sangue acceso, assurdo, fosforescente: un cane dalle zampe bianchissime e lunghe afferra il braccio di un contadino che sprizza sangue rosso-minio, simile a una fiammata. Tutt'intorno alberi grigi, tristi, da giorno di passione. Un cavallo perde sangue dalla bocca, lo tiene il padrone per il basto, sullo sfondo di un viale in buona prospettiva, nel paesaggio primaverile. Un treno deraglia e sputa passeggeri gambe all'aria come pupazzi.
È una umanità allarmata ed allarmante, tragica, curiosa, furiosa, che vive in cadenze marionettistiche.
È notte. Un bambino pallido viene ripescato dal pozzo dove è precipitato, nel cielo blu alberi fioriti e stelle. Lo tira un uomo con una corda, le gambe puntellate sul bordo del pozzo. Scendiamo lungo la Murgia, verso Minervino. Fra viottoli serpeggianti nel grano e gli ulivi, tornano lentamente i carri dalle grandi ruote, fanno fracasso di sonagli tirandosi dietro, legati per la gola, piccoli cani disperati che abbaiano strozzati nella polvere. È quasi sera:

I cieli hanno lasciato / poco azzurro sulle pietre, / strane costruzioni / misteri che il tempo custodisce / il telaio che batte, / riecheggiano cisterne e crete, / bisbigli tra le tende / che non voglio sentire / né voglio credere / quando rintocca la campana sulla piazza / impallidiscono fanciulle / dagli occhi d'uliva / ai bianchi banditi dei camini / alle campagne che perdono bronzo / all'occhio terribile della luna.

Tavoletta votiva presente a S. Matteo.
Tavoletta votiva presente a S. Matteo.
Alla Madonna del Sabato mi accorgo della figura misteriosa di un ometto con bastone e bombetta che ricorre spesso tra tavolette votive. Appare così quasi in sogno, aereo, ridente, augurante. Due buoi enormi tirano una carretta e schiacciano un uomo che sembra dormire fra le ruote, sono dei buoi irreali, due dolci buoi dalla tinta celeste paradisiaca. Un agguato notturno con tanto di luna cornuta e case-minareti bianchissimi: l'accetta nella mano dell'aggressore è tenuta con leggiadria nella punta delle dita, come un gioco di prestigio, non c'è atmosfera di violenza, anzi c'è molta grazia nelle figure che sembrano impegnate come in minuetto. Tre cavalli ben bardati ed infiocchettati nell'indietreggiare schiacciano il padrone che è scivolato dal carro, il cappello vola per la strada mosso dal vento, rotolando sulle punte! Sotto il dipinto appare la scritta: A perenne ricordanza ad (sic) in attestato di dovuta riconoscenza che appena caduto passò la ruota sopra chiamando Maria SS. Ma del Carmine e ne fu liberato. Agresto Nicola la 1° di novembre 1878. Sono dipinti che sembrano squarci di sogni, di incubi.
Oggetti, espressione e testimonianza di gente che ha scelto come denuncia la formalizzazione della tragedia. Tragedia di chi è stato umiliato, espropriato di tutto ciò che era possibile, espropriare, dimenticato nella maniera più oscura per essere dimenticato.
Siamo sulla via del ritorno, le strade tortuose della Murgia si inseguono, si aggrovigliano. Ai bordi qualche papavero, molta erba per questa primavera grigia, piovosa. Muretti a secco respirano vento umido per i muschi e per le muffe, respingono steli di biada sterile. Guardo il paesaggio, è proprio quello descritto da un ex-voto: nitido, essenziale, un paesaggio di estrema solitudine. Una famiglia è assalita dai cani rabbiosi, alza le braccia all'aria, disperata, sono soli, lontani da tutti, gli altri lontani da loro, invocano un santo, il più vicino, quello dei loro avi. Chi può sentirli mai? Se si mettessero a gridare a squarciagola non li sentirebbe nessuno, proprio nessuno. Le invocazioni arrivano dritte al santo che da una nuvoletta ammicca, sorride, poi di colpo si fa triste.
Tommaso Di Ciaula

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Iscrizione: A devozione di S. Matteo. Per grazia ricevuta il 12-8-1971 sulla via Cagnano V. dopo una curva l’auto 850 ha sbandato capovolgendosi due volte. il guidatore uscì illeso senza il pur minimo graffio Matteo Ianzano da Torino - Descrizione: Un veicolo è finito in un fossato ed un uomo giace riverso al suolo, illuminato da un fascio di luce emanante dall’apparizione di San Matteo, in alto. A destra in basso una foto che rappresenta l’incidente. L'incidente è occorse nelle vicinanze del Convento di San Matteo che è raffigurato in alto, sebbene in posizione diversa da quella che avrebbe dovuto avere, stando a quando dice l'iscrizione del quadro votivo.
Iscrizione: A devozione di S. Matteo. Per grazia ricevuta il 12-8-1971 sulla via Cagnano V. dopo una curva l’auto 850 ha sbandato capovolgendosi due volte. il guidatore uscì illeso senza il pur minimo graffio Matteo Ianzano da Torino - Descrizione: Un veicolo è finito in un fossato ed un uomo giace riverso al suolo, illuminato da un fascio di luce emanante dall’apparizione di San Matteo, in alto. A destra in basso una foto che rappresenta l’incidente. L'incidente è occorse nelle vicinanze del Convento di San Matteo che è raffigurato in alto, sebbene in posizione diversa da quella che avrebbe dovuto avere, stando a quando dice l'iscrizione del quadro votivo.
Iscrizione: A d.ne di Luigi Nardella madre e famiglia G. Cera dipinse 1894 - Descrizione: Un uomo giace a letto, in preda ad un attacco di emottisi. Una donna gli regge un bacile. Ai piedi del letto il dottore, vestito di scuro, barbuto e con un cappello in testa; seduta ad una sedia, una donna che si porta la mano al capo, una bimba attaccata alle gonne. In alto a destra, su una nuvola, le apparizioni di San Matteo e della Madonna Incoronata. Le donne indossano un ampio grembiule e un fazzoletto in testa.
Iscrizione: A d.ne di Luigi Nardella madre e famiglia G. Cera dipinse 1894 - Descrizione: Un uomo giace a letto, in preda ad un attacco di emottisi. Una donna gli regge un bacile. Ai piedi del letto il dottore, vestito di scuro, barbuto e con un cappello in testa; seduta ad una sedia, una donna che si porta la mano al capo, una bimba attaccata alle gonne. In alto a destra, su una nuvola, le apparizioni di San Matteo e della Madonna Incoronata. Le donne indossano un ampio grembiule e un fazzoletto in testa.
 
Iscrizione: A D.ne di ...... Lodovico ....... - Descrizione: Il quadro è molto degradato. E' l'unico ex voto superstite del santuario di Santa Maria di Stignano a San Marco in Lamis. Un uomo è steso a letto mentre tre familiari sono inginocchiati intorno. La Madonna di Stignano è molto ben raffigurata.
Iscrizione: A D.ne di ...... Lodovico ....... - Descrizione: Il quadro è molto degradato. E' l'unico ex voto superstite del santuario di Santa Maria di Stignano a San Marco in Lamis. Un uomo è steso a letto mentre tre familiari sono inginocchiati intorno. La Madonna di Stignano è molto ben raffigurata.
Iscrizione: V. F. da Michele Prencipe a. di 19 marzo 1857 - Descrizione: Il miracolato tenta di frenare l’impeto di un cavallo reggendolo per le briglie. Le figure sono rappresentate con molta cura: l’uomo indossa un parrucchino, un cappello blu con fiocco, un abito blu che sembra di velluto, panciotto rosso e colletto a farfalla floscio, ghette bianche; il cavallo è molto ben tornito, con le zampe anteriori innalzate e molto ben descritto (anche i genitali sono raffigurati accuratamente). Sullo sfondo delle opulente colline e alcune case; in alto, su nuvoletta a forma di palle, tre apparizioni: da sinistra san Giuseppe, la Maddonna Incoronata e san Matteo. L'iscrizione è in cartiglio disegnato. Interessantissimo e pregevole - Note L'espressione "V.F." - Votum feci - compare unicamente su questa tavoletta votiva
Iscrizione: V. F. da Michele Prencipe a. di 19 marzo 1857 - Descrizione: Il miracolato tenta di frenare l’impeto di un cavallo reggendolo per le briglie. Le figure sono rappresentate con molta cura: l’uomo indossa un parrucchino, un cappello blu con fiocco, un abito blu che sembra di velluto, panciotto rosso e colletto a farfalla floscio, ghette bianche; il cavallo è molto ben tornito, con le zampe anteriori innalzate e molto ben descritto (anche i genitali sono raffigurati accuratamente). Sullo sfondo delle opulente colline e alcune case; in alto, su nuvoletta a forma di palle, tre apparizioni: da sinistra san Giuseppe, la Maddonna Incoronata e san Matteo. L'iscrizione è in cartiglio disegnato. Interessantissimo e pregevole - Note	L'espressione "V.F." - Votum feci - compare unicamente su questa tavoletta votiva
Iscrizione: A divozione di Francesca e Concetta . . . 20 settembre 1897 di Manfredonia - Descrizione: Un uomo rincorre, con un pugnale insanguinato in mano, una donna che, a braccia alzate, corre a rifugiarsi nel portone della sua casa, sanguinando da una spalla. Un’altra donna, precedentemente colpita dall’aggressore, anch’essa sanguinante dalla spalla, è poco lontana, circondata da un gruppo di persone. In alto le apparizioni della Madonna Addolorata e di San Matteo.
Iscrizione: A divozione di Francesca e Concetta . . . 20 settembre 1897 di Manfredonia - Descrizione: Un uomo rincorre, con un pugnale insanguinato in mano, una donna che, a braccia alzate, corre a rifugiarsi nel portone della sua casa, sanguinando da una spalla. Un’altra donna, precedentemente colpita dall’aggressore, anch’essa sanguinante dalla spalla, è poco lontana, circondata da un gruppo di persone. In alto le apparizioni della Madonna Addolorata e di San Matteo.
Iscrizione: A D.ne di Vincenzo Ponziano e famiglia di Rignano Garganico ricapitato una disgrazia vicino S. Matteo nel 1897. G. C. Dipinse 1898 S. Marco in Lamis - Descrizione: Il carretto su cui viaggiava la famiglia di Vincenzo Ponziano,mentre sta arrivando al Santuario di San Matteo, si rovescia nel canale del torrente Jana. Dalla strada accorrono un frate, una donna, una guardia col fucile a tracolla, un prete, un'altra guardia sta cercando di aiutare a rimettere in sesto il carretto tirando una corda. Vicino alla parte posteriore del carretto è ritto un uomo munito di un bastone che ha tutta l'aria d essere una stampella. Il paesaggio del Santuario è fedelmente riportato.
Iscrizione: A D.ne di Vincenzo Ponziano e famiglia di Rignano Garganico ricapitato una disgrazia vicino S. Matteo nel 1897. G. C. Dipinse 1898 S. Marco in Lamis - Descrizione: Il carretto su cui viaggiava la famiglia di Vincenzo Ponziano,mentre sta arrivando al Santuario di San Matteo, si rovescia nel canale del torrente Jana. Dalla strada accorrono un frate, una donna, una guardia col fucile a tracolla, un prete, un'altra guardia sta cercando di aiutare a rimettere in sesto il carretto tirando una corda. Vicino alla parte posteriore del carretto è ritto un uomo munito di un bastone che ha tutta l'aria d essere una stampella. Il paesaggio del Santuario è fedelmente riportato.
Iscrizione: A divozione di Raffaele Saracino di Arcangelo. Ci è capitata una disgrazia 18 giugno 1899 - Descrizione: Un carro si è rovesciato sulla strada. Un bambino, di cui si vedono le braccia e parte del viso, giace schiacciato sotto uno dei due cavalli che tirano il carro; un uomo è rimasto impigliato fra le zampe di un cavallo, un altro uomo tenta di liberarlo. Dietro il carro una donna inginocchiata stringe al seno un bambino mentre un secondo figlio le si aggrappa alla gonna. Sulla sinistra, appoggiato a un bastone, un contadino guarda la scena. L'episodio si svolge in pianura alberata. In alto a destra bella raffigurazione di S. Matteo.
Iscrizione: A divozione di Raffaele Saracino di Arcangelo. Ci è capitata una disgrazia 18 giugno 1899 - Descrizione: Un carro si è rovesciato sulla strada. Un bambino, di cui si vedono le braccia e parte del viso, giace schiacciato sotto uno dei due cavalli che tirano il carro; un uomo è rimasto impigliato fra le zampe di un cavallo, un altro uomo tenta di liberarlo. Dietro il carro una donna inginocchiata stringe al seno un bambino mentre un secondo figlio le si aggrappa alla gonna. Sulla sinistra, appoggiato a un bastone, un contadino guarda la scena. L'episodio si svolge in pianura alberata. In alto a destra bella raffigurazione di S. Matteo.
Iscrizione: A devozione di Luciani - Giuseppe - grazia - ricevuta - dalla Beata Vergine - di - Stignano - e da S. Matteo li 25-5-944 S. Marco in Lamis Fa. (sic) - Descrizione: La scena si svolge proprio sulla strada sottostante il convento di Santa Maria di Stignano in territorio di San Marco in Lamis. Un carretto, trainato da un cavallo, è stato tamponato da un’auto. Il conducente del carretto è finito sotto le ruote del traino con la testa proprio sotto gli zoccoli posteriori dell’animale. Fanno da sfondo la montagna e il convento della Madonna di Stignano. In alto a sinistra su una nuvola, l’apparizione su una nuvola, l’apparizione della Madonna di Stignano, a destra quella di San Matteo.
Iscrizione: A devozione di Luciani - Giuseppe - grazia - ricevuta - dalla Beata Vergine - di - Stignano - e da S. Matteo li 25-5-944 S. Marco in Lamis Fa. (sic) - Descrizione: La scena si svolge proprio sulla strada sottostante il convento di Santa Maria di Stignano in territorio di San Marco in Lamis. Un carretto, trainato da un cavallo, è stato tamponato da un’auto. Il conducente del carretto è finito sotto le ruote del traino con la testa proprio sotto gli zoccoli posteriori dell’animale. Fanno da sfondo la montagna e il convento della Madonna di Stignano. In alto a sinistra su una nuvola, l’apparizione su una nuvola, l’apparizione della Madonna di Stignano, a destra quella di San Matteo.
Iscrizione: A divozione di Manzì Giovanni per grazia ricevuta del suo [figlio] Simone di anni 4 luglio 1938 Cerignola - Descrizione: L’ambiente della tavoletta è una stalla con tre cavalli; un bambino è finito sotto le zampe posteriori di uno dei cavalli. Accorre un uomo mentre un altro leva le braccia al cielo, atterrito. La stalla è un ambiente con soffitto a volta (se ne scorgono una vela) con una lunga mangiatoia e appesi alla parete alcuni quadri e un collare da tiro, un forcone e una pala. In alto, su nuvolette, le immagini della Madonna di Ripalta e di San Matteo. Molto accurato, i cavalli sono dipinti con perizia e di profilo, le figure umane sono rappresentate di profilo. descrizione molto realistica della tipica stalla dei cavalli con tutti gli elementi propri riguardanti la vita ordinaria dei cavalli come finimenti, attrezzi da pulizia, secchio per l'abbeverata. Da notare anche i quadri devozionali appesi sulla mangiatoia di cui certamente uno raffigura San Matteo, secondo l'usanza dei contadini del Gargano e della Capitanata che venerano San Matteo come protettore dei cavalli.
Iscrizione: A divozione di Manzì Giovanni per grazia ricevuta del suo [figlio] Simone di anni 4 luglio 1938 Cerignola - Descrizione: L’ambiente della tavoletta è una stalla con tre cavalli; un bambino è finito sotto le zampe posteriori di uno dei cavalli. Accorre un uomo mentre un altro leva le braccia al cielo, atterrito. La stalla è un ambiente con soffitto a volta (se ne scorgono una vela) con una lunga mangiatoia e appesi alla parete alcuni quadri e un collare da tiro, un forcone e una pala. In alto, su nuvolette, le immagini della Madonna di Ripalta e di San Matteo. Molto accurato, i cavalli sono dipinti con perizia e di profilo, le figure umane sono rappresentate di profilo. descrizione molto realistica della tipica stalla dei cavalli con tutti gli elementi propri riguardanti la vita ordinaria dei cavalli come finimenti, attrezzi da pulizia, secchio per l'abbeverata. Da notare anche i quadri devozionali appesi sulla mangiatoia di cui certamente uno raffigura San Matteo, secondo l'usanza dei contadini del Gargano e della Capitanata che venerano San Matteo come protettore dei cavalli.
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Iscrizione: Da Monte S. Angelo La Torre Matteo fece voto il di 28 ottobre 1934 Descrizione: In una camera da letto un uomo spara con la pistola al miracolato, colpendolo al petto, sotto gli occhi di tre donne terrorizzate che levano le braccia al cielo mentre una quarta è stesa al suolo accanto ad una tinozza dietro la quale si nascondono diversi bambini. L’arredamento della stanza comprende un letto matrimoniale con materassi altissimi, due comò con specchio, due sedie col fondo di paglia ed una culla di legno. A capo del letto ci sono immagini sacre di varie forme e ai due lati le apparizioni di San Michele e di San Matteo.
Iscrizione: Da Monte S. Angelo La Torre Matteo fece voto il di 28 ottobre 1934 Descrizione: In una camera da letto un uomo spara con la pistola al miracolato, colpendolo al petto, sotto gli occhi di tre donne terrorizzate che levano le braccia al cielo mentre una quarta è stesa al suolo accanto ad una tinozza dietro la quale si nascondono diversi bambini. L’arredamento della stanza comprende un letto matrimoniale con materassi altissimi, due comò con specchio, due sedie col fondo di paglia ed una culla di legno. A capo del letto ci sono immagini sacre di varie forme e ai due lati le apparizioni di San Michele e di San Matteo.
Alcuni bambini giocano in mezzo alla strada che da San Marco in Lamis conduce a Foggia passando per il quartiere di Casarinelli. All'innesto della via per Rignano Garganico, il cavallo che trascina un carretto proveniente da Rignano s'impenna rischiando di travolgere i bimbi e precipitare insieme al carro nella valle sottostante. Sullo sfondo, in alto, il convento di San Matteo
Alcuni bambini giocano in mezzo alla strada che da San Marco in Lamis conduce a Foggia passando per il quartiere di Casarinelli. All'innesto della via per Rignano Garganico, il cavallo che trascina un carretto proveniente da Rignano s'impenna rischiando di travolgere i bimbi e precipitare insieme al carro nella valle sottostante. Sullo sfondo, in alto, il convento di San Matteo
Iscrizione: A d.ne di Vincenzo Ponziano, e famiglia di Rignano Garganico, ricapitato una disgrazia vicino S. Matteo nel 1897. G. Cera dipinse 1898 S. Marco in Lamis - Descrizione: Un carretto si è rovesciato e gli occupanti giacciono al suolo. L'incidente è occorso nei pressi del santuario di San Matteo, che si scorge sullo sfondo. In alto le apparizioni di San Matteo e della Madonna del Carmine.
Iscrizione: A d.ne di Vincenzo Ponziano, e famiglia di Rignano Garganico, ricapitato una disgrazia vicino S. Matteo nel 1897. G. Cera dipinse 1898 S. Marco in Lamis - Descrizione: Un carretto si è rovesciato e gli occupanti giacciono al suolo. L'incidente è occorso nei pressi del santuario di San Matteo, che si scorge sullo sfondo. In alto le apparizioni di San Matteo e della Madonna del Carmine.
Iscrizione: A devozione di Stoduto Rachele per il buon esito di un difficile intervento chirurgico Paderbon 1-6-1971 (Germania). Descrizione: Una donna subisce un intervento chirurgico allo stomaco. La attornia una équipe di medici vestiti di verde, mentre una infermiera attende ad una trasfusione. In alto a sinistra l’apparizione di San Matteo, a destra quella della Madonna Incoronata. L'iscrizione è su di un cartiglio disegnato. L'ex voto è stato dipinto di Filippo Pirro
Iscrizione: A devozione di Stoduto Rachele per il buon esito di un difficile intervento chirurgico Paderbon 1-6-1971 (Germania). Descrizione: Una donna subisce un intervento chirurgico allo stomaco. La attornia una équipe di medici vestiti di verde, mentre una infermiera attende ad una trasfusione. In alto a sinistra l’apparizione di San Matteo, a destra quella della Madonna Incoronata. L'iscrizione è su di un cartiglio disegnato. L'ex voto è stato dipinto di Filippo Pirro
Iscrizione: Per grazia ricevuta da S. Matteo - Martino Arcangela S. Marco in Lamis 1936. Descrizione: Una donna giace a letto in preda ad un attacco di emottisi. Una donna le sorregge un catino. Completano l’arredmento della stanza; oltre al gran letto, un comodino, una sedia, un quadro sacro e un Crocifisso a capo del letto. In alto a destra, su una nuvola, l’apparizione di San Matteo. Le due donne hanno i capelli tirati dietro la nuca. Il risvolto del lenzuolo è macchiato di sangue.
Iscrizione: Per grazia ricevuta da S. Matteo - Martino Arcangela S. Marco in Lamis 1936. Descrizione: Una donna giace a letto in preda ad un attacco di emottisi. Una donna le sorregge un catino. Completano l’arredmento della stanza; oltre al gran letto, un comodino, una sedia, un quadro sacro e un Crocifisso a capo del letto. In alto a destra, su una nuvola, l’apparizione di San Matteo. Le due donne hanno i capelli tirati dietro la nuca. Il risvolto del lenzuolo è macchiato di sangue.
Avvenimento: intervento chirurgico - Iscrizione: manca - Descrizione: Sala operatoria. In alto immagini dipinte di San Matteo e della Madonna Incoronata
Avvenimento: intervento chirurgico - Iscrizione: manca - Descrizione: Sala operatoria. In alto immagini dipinte di San Matteo e della Madonna Incoronata
Iscrizione: Stefano De Fino fu Antonio per grazia ricevuta il 20 settembre 1927 Cerignola - Descrizione: Due carretti sono di traverso sulla strada, fermi sul ciglio in piena curva: uno è privo di conducente, sul secondo c sono alcune donne. Un terzo carretto viene dalla parte opposta e sta per scontrarsi col carretto dove ci sono le donne. Il conducente di quest'ultimo carro cerca di fermare il cavallo ed è appeso alle briglie dell’animale. In alto a destra si notano le tracce di una figurina ormai scollatasi.
Iscrizione: Stefano De Fino fu Antonio per grazia ricevuta il 20 settembre 1927 Cerignola - Descrizione: Due carretti sono di traverso sulla strada, fermi sul ciglio in piena curva: uno è privo di conducente, sul secondo c sono alcune donne. Un terzo carretto viene dalla parte opposta e sta per scontrarsi col carretto dove ci sono le donne. Il conducente di quest'ultimo carro cerca di fermare il cavallo ed è appeso alle briglie dell’animale. In alto a destra si notano le tracce di una figurina ormai scollatasi.
Iscrizione: La giornata trista del caporale Catalano Giuseppe sul fronte albanese del 13° Reg.to Fanteria per grazia ricevuta il giorno 2-4-1941 - da Cerignola - Descrizione: Seconda guerra Mondiale, fronte albanese. Uno stormo d’aerei bombarda un accampamento e mette in fuga molti soldati. Da un riparo alcuni soldati contrattaccano con un cannone. In alto a sinistra una figurina; la scena è movimentata e vivace; in basso a destra c’è una foto strappata.
Iscrizione: La giornata trista del caporale Catalano Giuseppe sul fronte albanese del 13° Reg.to Fanteria per grazia ricevuta il giorno 2-4-1941 - da Cerignola - Descrizione: Seconda guerra Mondiale, fronte albanese. Uno stormo d’aerei bombarda un accampamento e mette in fuga molti soldati. Da un riparo alcuni soldati contrattaccano con un cannone. In alto a sinistra una figurina; la scena è movimentata e vivace; in basso a destra c’è una foto strappata.
Iscrizione: Frisani Francesco per grazia ricevuta 18 ottobre 1944 (Foggia) Cerignola - Descrizione: Dalla scena dipinta non si sa cosa di preciso sia avvenuto. Si è verificato uno scontro fra un calesse e un treno. Il calesse è finito nei campi a destra della ferrovia con un stanga rotta. Il cavallo giace, tutto diligentemente sezionato come da macelleria, sotto le ruote del treno. Il conducente del calesse è seduto con aria sbalordita sul respingente anteriore, proprio sotto la parte anteriore della locomotiva fumante. In alto a sinistra l’apparizione di San Matteo.
Iscrizione: Frisani Francesco per grazia ricevuta 18 ottobre 1944 (Foggia) Cerignola - Descrizione: Dalla scena dipinta non si sa cosa di preciso sia avvenuto. Si è verificato uno scontro fra un calesse e un treno. Il calesse è finito nei campi a destra della ferrovia con un stanga rotta. Il cavallo giace, tutto diligentemente sezionato come da macelleria, sotto le ruote del treno. Il conducente del calesse è seduto con aria sbalordita sul respingente anteriore, proprio sotto la parte anteriore della locomotiva fumante. In alto a sinistra l’apparizione di San Matteo.
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Una tavoletta votiva dipinta presente nella raccolta presente nel convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis.
Una tavoletta votiva dipinta presente nella raccolta presente nel convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis.
Col termine ex voto si intende un dono offerto alla divinità come attestazione di un intervento salvifico, testimonianza di fede e documento di storia e di costume, l’ex voto rappresenta la manifestazione più antica e, nello stesso tempo, più attuale dell'invisibile filo che lega l'uomo al soprannaturale.
Il fenomeno non nasce in ambito cristiano: Egizi e Arabi, Ebrei, Greci e Romani solevano offrire ex voto alle loro divinità; il Cristianesimo ha ereditato l'uso e lo ha trasmesso arricchendolo di diversi e più pregnanti significati.
Gli Egizi offrivano ai loro dei raffigurazioni antropomorfe: figure maschili e femminili accoccolate o offerenti inginocchiati. Anche nelle stipe votive mesopotamiche sono state rinvenute figure maschili e femminili in atteggiamento di offerenti.
Di un ex voto anatomico, raffigurante cioé un organo, abbiamo testimonianza nel Libro dei Re: Ai Filistei che, dopo il rapimento dell'Arca dell'Alleanza, erano stati colpiti da un'invasione di topi e da una strana malattia che faceva imputridire i loro visceri, i sacerdoti consigliano di restituire ad Israele l'Arca accompagnata da doni votivi:

Se voi rimandate l'Arca del Dio d'Israele non rimandatela a vuoto, ma rendetele quel che dovete per il peccato, e allora sarete guariti... Farete cinque ani d'oro e cinque topi d'oro, secondo il numero delle provincie dei Filistei, perché vi fu una stessa piaga per voi tutti e per i vostri satrapi. (I Re, VI, 4-5)

Anche nell'Islam era diffusa la pratica del dono votivo: le offerte venivano fatte cadere in un pozzo al di sotto della Ka'ba o nei cosiddetti 'pozzi di Zemzem'.

Un ex-voto della raccolta presente nel convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis.
Un ex-voto della raccolta presente nel convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis.
Al santuario della dea Sequana, collocato alle sorgenti della Senna, si recavano pellegrini gallo-romani affetti dalle più svariate malattie, come ci testimoniano le centinaia di ex voto anatomici ritrovati: quelli offerti per chiedere la guarigione da una malattia (teste maschili e femminili nelle quali si possono individuare affezioni degli occhi e delle orecchie, lebbra; arti malformati, fratturati, reumatoidi, talvolta steccati e bendati; seni affetti da ipertrofia o cancro; poliviscerali raffiguranti l'addome con i suoi organi interni) e quelli per testimoniare la grazia ricevuta (statuette in legno raffiguranti organi sani, pellegrini, oranti, raffigurazioni di cavalli e di animali domestici guariti da qualche malattia, indizio dell'importanza che anche in quella cultura l'animale aveva nella vita e nell'economia del gruppo sociale. [Nota 1]
Gli ex voto etruschi  erano per lo più fittili: figure di madri sedute con un bambino in braccio, raffigurazioni di oranti, anatomici e, soprattutto, poliviscerali, nei quali gli Etruschi eccellevano grazie alla conoscenza dell'anatomia animale riveniente dalle pratiche divinatorie di epatoscopia e  consultazione dei visceri.
Nel mondo classico c'era una netta distinzione, non solo concettuale ma anche terminologica, tra le due categorie di offerte: i Greci chiamavano ikesìa il dono fatto per chiedere una grazia e soterìa quello per grazia ricevuta; i Romani distinguevano con la sigla V(otum) F(eci) L(ibens) M(erito) il dono fatto per chiedere una grazia e con la sigla V(otum) F(eci) G(ratiam) A(ccepi), che tuttora lo contraddistingue, sia pure italianizzata in V(oto F(atto) G(razia)A(vuta), quello per grazia ricevuta.
Tra gli ex voto per grazia ricevuta il genere più noto e rappresentativo è costituito dalle tavolette raffiguranti la scena del miracolo, largamente diffuse nel mondo classico.
I santuari di Kore Persefone a Locri Epizefiri e di Pitsà ci hanno restituito una gran quantità di pinakes (come questa categoria di ex voto veniva chiamata) figurati, in terracotta e dipinti su legno. Sui pinakes del santuario di Asclepio, a Cos e ad Epidauro, veniva raffigurata la scena della guarigione: in alcune si vede il dio che guarisce mediante l'imposizione delle mani, in altre il miracolato che esibisce l'arto risanato. La particolareggiata dicitura informava sul tipo di malattia, sulla cura suggerita dal dio, sulle generalità del votante e talvolta sul nome del pittore o del figulo. La tradizione vuole che Ippocrate abbia approfondito le sue conoscenze in materia di ars medica proprio studiando le iscrizioni dell'asklepieion. [Nota 2].
Almeno per quanto riguarda gli ex voto oggettuali od anatomici la tradizione non ha subito soluzione di continuità: alle divinità pagane si sostituirono dapprima i martiri e poi i vari santi cristiani e le raffigurazioni di parti malate del corpo umano continuarono ad essere appese alle pareti delle cappelle dei santi esattamente come lo erano state nell'asklepieion.
Diverso discorso va fatto per la tavoletta votiva, la cui tradizione conosce una flessione dalla tarda latinità al Quattrocento, dovuta probabilmente alle frequenti pestilenze che afflissero il Medioevo e alla conseguente distruzione di materiale ritenuto infetto.
Gli ex-Voto.
Gli ex-Voto.
La rappresentazione su pale e predelle d'altare del committente inginocchiato in atteggiamento di orante e ancor più la raffigurazione dei miracoli più famosi dei santi possono essere considerati gli antecedenti della moderna tavoletta votiva: valgano come esempi la predella di Gentile da Fabriano che rappresenta san Nicola che seda una tempesta, quella di Jacopo Bellini che raffigura san Vincenzo Ferrer che salva una bambina caduta da un balcone o ancora  quella di Simone Martini che raffigura quattro miracoli del beato Agostino Novello.
Da queste scuole alle botteghe artigianali il passo fu breve e nacque una categoria di pittori specializzati in scene votive. Il devoto narrava al pittore il miracolo ricevuto, pattuiva il prezzo e dava un certo termine per la confezione del voto; quindi ritirava l'ex voto e lo depositava nel santuario prescelto. Per i meno abbienti c'era anche la possibilità di usufruire di fondi già preparati, con un cielo scuro, un mare in tempesta e un'anonima imbarcazione, un incidente di carretto, una persona giacente a letto cui venivano aggiunti l'apparizione del santo o della madonna autori del miracolo e le generalità del votante.
Così la tavolette dipinta, divenuta categoria a se stante, con propri stilemi e linguaggi, si affermò in tutta l'Italia e dall'Italia si diffuse in tutta l'Europa cattolica.
La tipologia degli ex voto non si limita agli anatomici e alle tavolette dipinte ma comprende anche oggetti tra i più svariati: dagli abiti da sposa o da battesimo alle fotografie; dalle trecce di capelli ai ricami a soggetto sacro; dalle catene e dai ceppi offerti in voto da marinai sfuggiti alle incursioni barbaresche e alle azioni di pirateria che hanno afflitto per secoli le regioni costiere alle armi donate dai soldati scampati alla morte in guerra; fino  agli oggetti in oro, espressione di un'antica oreficeria locale di tradizione artigiana.
E proprio in virtù di questa sua poliedricità il fenomeno ex voto, al di là della sua valenza religiosa e cultuale, si propone come fonte documentaria di storia vissuta: storia economica, sociale e politica di un territorio, ma anche storia quotidiana di un popolo devoto che nei momenti più difficili e cruciali affida le proprie sorti al santo o alla madonna nei quali si identifica.
L’ex voto connota il santuario come locus sacer lo diversifica da altri luoghi di culto, ne fa e ne  illustra la storia: la sua storia devota e la sua storia religiosa all'interno della diocesi. Ne segna la nascita, l'evoluzione cultuale, l'eventuale declino; ne disegna i contorni e il bacino di utenza, definisce i periodi di maggior afflusso di pellegrini, puntualizza periodi di crisi, epidemie, calamità naturali.
La galleria degli ex voto di un santuario, quando naturalmente gli esemplari coprano un arco di tempo abbastanza ampio, costituisce una grande mappa del territorio nella quale sono ben visibili i costumi, l'economia, le devozioni particolari,  finanche le superstizioni e le credenze magico-religiose. Basta guardarla attentamente e saper leggere, attraverso le centinaia di vicende personali narrate per immagini, una storia più ampia, comune a tutto il popolo devoto di quel territorio; una storia che non è mai stata scritta ma che è stata intensamente vissuta ed elaborata attraverso un atto di fede quale è il dono per grazia ricevuta.
L'analisi comparativa, diacronica e sincronica, delle migliaia di ex voto conservati nei luoghi di culto della Puglia, dai grandi santuari alle edicole rurali, dalle chiese cittadine alle cappelle confraternali, sfoglia le pagine del libro della storia del nostro territorio.
Nei santuari del Gargano e della Capitanata, poli culturali e stationes della via sacra che portava alla grotta dell’Arcangelo Michele, sono concentrati i due terzi delle tavolette votive pugliesi, circa tremila esemplari a fronte del miglio  della terra di Bari e delle pochissime testimonianze del Salento interessato da fenomeni magico-religiosi di tutt'altro tipo che si esprimono in forme proprie.
I santi e le madonne garganici, da san Michele a san Nazario, dalla Madonna della Libera alla Madonna di Siponto, da san Matteo a san Leonardo si pongono come referenti di protezione non solo contro la malattia, ma anche e soprattutto contro le avversità quotidiane di un popolo di pastori, contadini e marinai che dovevano giornalmente confrontarsi con l'asperità del territorio, i morsi di serpi e di cani rabbiosi e le avverse condizioni meteorologiche.

L'ex voto, nelle sue varie forme e modi è tutt'insieme il segno di un passaggio, di una supplica precedente, spesso di un preciso impegno preso, sempre di una grazia ottenuta e di un 'ontatto realizzato, di un successivo atto di ringraziamento, di una testimonanza pubblica del voto che resta come memoriale di una presenza. [Nota 3]

La galleria dei miracoli parla il linguaggio di un variegato microcosmo di struggente umanità. Vi sono narrate ordinarie storie di vita quotidiana divenute “straordinarie” in virtù di un intervento soprannaturale e, pertanto, assurte a testimonianza: testimonianza della personale vicenda ma anche testimonianza della potenza salvifica e taumaturgica della Madonna. Non a caso nei processi per l’autenticazione della miracolosità di un’immagine sacra gli ex voto vengono prodotti come prove. E se la definizione canonica di santuario è luogo nel quale avvengono eventi prodigiosi, allora si può affermare, che

un santuario senza ex voto, non è un santuario o non lo è pienamente, cioè non è quel luogo sacro a cui si conviene come meta di un viaggio, breve o lungo, fatto con finalità religiose, in vista di ottenere una grazia o di sciogliere una promessa lasciandovi un segno. [Nota 4].

Anna Maria Tripputi

Hai mai visto gli ex voto di san Matteo? Conosci Giovanni Gelsomino?