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Caro p. Nicola,

p. Nicola De Michele in occasione dei 50 anni della sua ordinazione sacerdotale. 28 maggio 2005
p. Nicola De Michele in occasione dei 50 anni della sua ordinazione sacerdotale. 28 maggio 2005
ho letto la tua introduzione del 1981 (35anni fa) al bel libro di Annamaria Tripputi: mi è piaciuta e la pubblico integralmente nella sezione dedicata agli ex voto, sotto il titolo Le tavolette votive - 1981.
Il convento di San Matteo nel 1998
Il convento di San Matteo nel 1998
I recenti, drammatici avvenimenti che riguardano la Provincia Monastica ed in particolare S. Matteo hanno fatto affiorare in me tanti ricordi sulla mia lunga permanenza nella Biblioteca, interrotta in modo brusco nel 2014. Sai, avevo capito tutto quello che stava succedendo e che sarebbe successo; gli attuali avvenimenti mi danno, purtroppo, ragione. Ho avuto, in particolare, la possibilità di riflettere sugli anni trascorsi a S. Matteo ed su di te: il giudizio che dò sul frate francescano p. Nicola De Michele è buono.
Riflettendo sulla tua opera di frate francescano voglio citare (Luca 43-45):

Non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo. L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore.

Hai agito bene. Ho pensato alle parole che scriveva Pasquale Soccio nel 1992 e che ho pubblicato integralmente:

Un terzo artefice, a guisa di Atlante, ha voluto caricare sulle sue spalle da oltre un quarto di secolo la gran mole di San Matteo; di qui le sue insonni fati­che, con sogni e progetti notturni e opere diurne, di se stesso dimentico e degli amici e parenti, da lui posti in quarantena: totus in illo.

Eri senz'altro tu.
Ma ho anche pensato un'altra volta al Vangelo ed alla Parabola degli operai mandati nella vigna (Mt.20,1-16):

Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi? Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero un denaro per ciascuno. Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi.

Lavori nel piazzale della Biblioteca - 1978
Lavori nel piazzale della Biblioteca - 1978
Non penso che tu abbia pattuito alcuna ricompensa, comunque sei un buon operaio nella vigna del Signore e le ultime notizie relative ad un tuo spostamento mi hanno fatto arrabbiare: non ti conoscono; non sanno chi sei e cosa hai fatto. Oppure lo hanno dimenticato.
Benedizione del primo organo acquistato. Quello successivo fu il Mascioni
Benedizione del primo organo acquistato. Quello successivo fu il Mascioni
Ho pensato al marchese del Grillo di Mario Monicelli: Perché io so io e voi non siete un cazzo!. Anche questa è una parabola: quella sul potere stupido ed ottuso. Ma S. Francesco era buono, non scemo! Tu pensi che la distanza più breve fra due punti è la retta che li congiunge: hai ragione. Purtroppo certi Soloni che vi costringono a ricorrere al voto di Obbedienza, per andare a Roma passano per Brindisi; ed alla osservazione che in questo modo si prolunga il tragitto, replicano che loro comandano ed è giusto che si faccia così.
Lavori di restauro del 1998
Lavori di restauro del 1998
Ricordo il 2010, quando fui chiamato dal caro p. Mario e da te a rifare il portale del Santuario. Già allora finii di convincermi delle difficoltà economiche nelle quali si dibatteva il Convento. Ma poi arrivarono gli Hyksos ed adesso ci sono un poco di macerie da togliere dalla circolazione. Francamente non so se gli attuali dirigenti, nominati a maggio del 2016 da Roma (Prot. n. 106567 - 12 maggio 2016) siano stati ispirati dallo Spirito Santo e se quest'ultimo fosse distratto come nel 2012. Speriamo bene. Ti ricorderai che nel 1964 fu l'ultima volta che la tua Provincia venisse commissariata. Scriveva nel 1985 p. Doroteo Forte:

Il Convento di S. Matteo nel 1998
Il Convento di S. Matteo nel 1998
Nella Congregazione capitolare, tenuta a S. Matteo, nel luglio 1964 sotto la presidenza del Visitatore p. Girolamo Masci, dopo la lettura del decreto del Ministro generale che nominava il nuovo Definitorio, vi fu una garbata protesta.
La protesta formulata dal Custode p. Amedeo Gravina, e appoggiata da chi scrive, fu letta in Capitolo dallo stesso Gravina e suona così:

p. Nicola nel 1998 a San Matteo
p. Nicola nel 1998 a San Matteo

Come religioso vincolato dal voto di obbedienza m'inchino umilmente anche se dolorosamente alla volontà del Rev/mo p. Generale, ma come uomo libero e ragionevole protesto energicamente per aver tolto in questa occasione un diritto nativo della provincia di eleggersi il suo governo. 9 luglio 1964.
Non s'intende sopravalutare un tale gesto di protesta, ma è certo che d'allora non si sono avute più nomine per decreto.

E pensare che il Convento di S. Matteo aveva sfamato (e lo faceva ancora) tutta la Provincia monastica... Penso che tu fossi presente.... Certo che vedersi commissariare dopo oltre 50 anni fa alquanto male....
Caro p. Nicola,
anche se sei sempre un giovanotto, l'anagrafe non ti è benigna. Io, ovviamente, ti auguro cento e passa anni di lunga vita. E non sorridere sornione come fai sempre! Anche io sono sicuro che San Matteo ne ha viste di peggio.
Ti penserò sempre.
Salutami p. Mario.
Tuo
Michele

p. Nicola de Michele
p. Nicola de Michele

Il Santuario di S. Matteo in Capitanata sta vivendo un periodo propizio tra i più intensi di operosità da parte dei Religiosi francescani - Frati Minori - che vi dimorano e di grande interesse culturale da parte di numerosi studiosi.
L'attuale impulso gli deriva soprattutto da due fortunate e, si vorrebbe dire, provvidenziali celebrazioni:
- quella del 1967 a ricordo della più che millenaria fondazione del monastero benedettino;
- e quella per la ricorrenza del IV centenario della presenza francescana: 1587-1978.
A tal fine, perché le manifestazioni non diventassero solo un fugace avvenimento commemorativo, la Comunità religiosa ha programmato una vasta serie di iniziative atte a concretizzare quattro scopi precisi:
1 - incremento, della vita e delle attività spirituali del Santuario;
2 - restauro del vetusto edificio monastico e della Chiesa con lavori di adattamento logistico ai locali interni;
3 - salvaguardia e miglioramento dell'ambiente naturale e paesaggistico della zona circostante;
4 - potenziamento della biblioteca del Convento e, tramite essa, favorire, a tutti i livelli, una promozione culturale tipicamente francescana.

p. Nicola de Michele
p. Nicola de Michele
Che questi fini stiano avendo una soddisfacente attuazione lo dimostrano:
a) la costante crescita numerica annuale di Pellegrini, di visitatori e di gruppi associati che, secondo un'accurata indagine condotta su apposite schede, si recano al Santuario di S. Matteo, promuovendo un'intensa attività pastorale di ogni tipo;
b) la fervida azione di restauro generale in atto, rivolta a dare al Santuario il suo pristino e più autentico volto e, ad un tempo, adeguandolo alle moderne esigenze di servizio religioso e sociale;
e) la vigilanza e la cura dei Frati che, contro ogni insidia di varia natura in merito, sono riuscite, tuttora, a conservare ecologicamente integro uno degli angoli più belli e suggestivi del Gargano, convertendolo in un ricercato luogo turistico di silenzio e di pace;
d) la significativa attività culturale realizzata dalla Biblioteca del Convento, aperta a tutti.
p. Nicola con p. Pierbattista Pizzaballa nel 2005
p. Nicola con p. Pierbattista Pizzaballa nel 2005
Continuamente aggiornata, vanta una dotazione, tra libri e riviste, di circa n. 50.000 volumi con antichi manoscritti, incunaboli, pergamene, cinquecentine. Godono di speciale cura la sezione locale e quella francescana. I caratteristici locali della Biblioteca ospitano anche un Antiquarium ed una raccolta di arredi sacri.
Tramite la Biblioteca, infatti, la Comunità religiosa, validamente coadiuvata da un qualificato gruppo di studiosi e da Enti locali, si è resa promotrice di una serie di conferenze, mostre, concerti, concorsi, sacre rappresentazioni.
p. Nicola de Michele. Il monaco sullo sfondo, a sx., è p. Pio D'Andola.
p. Nicola de Michele. Il monaco sullo sfondo, a sx., è p. Pio D'Andola.
Particolare interesse e successo hanno riportato tre convegni su queste tematiche: Studi storici di S. Matteo, 1978; Archeologia tra Gargano e Tavoliere, 1979; Presenza francescana in Puglia, 1980.
Sono state curate le pubblicazioni di due monografie: II Santuario di S. Matteo in Capitanata, P.D. Forte, 1978; S. Matteo Rupe Riva di Luce, P. Soccio, 1978.
È stato provveduto alla stampa anche degli Atti del primo e secondo convegno: S. Matteo. Storia, Società e Tradizioni nel Gargano, 1979; Civiltà e Culture antiche tra Gargano e Tavoliere, 1980.
Gli Atti del terzo convegno sono in avanzata fase di preparazione.
In tutto questo fervore di attività culturali si inserisce molto opportunamente la pubblicazione della Prof. Anna Maria Tripputi: Le Tavolette votive del Santuario di S. Matteo in S. Marco in Lamis.
Il prof. Tommaso Nardella interviene durante la celebrazione del cinquantenario della ordinazione sacerdotale di p. Nicola nel 2005
Il prof. Tommaso Nardella interviene durante la celebrazione del cinquantenario della ordinazione sacerdotale di p. Nicola nel 2005
Esperta studiosa in un campo specifico, per motivo di ricerche e di studi delle tradizioni popolari, da oltre un decennio, è stata un pò di casa a S. Matteo. Il suo libro lo si può considerare come il frutto di tre momenti:
- un suo attento esame degli ex-voto di S. Matteo per la tesi di laurea, che risale al 1969, e che è stato anche oggetto di una sua relazione al convegno di Peschici sul tema: Dialetti e Tradizioni popolari del Gargano, ottobre 1976;
- la sua partecipazione in équipe per la ricerca e la scelta di alcune tavolette votive (n. 22) del nostro Santuario per la mostra organizzata dalla Biblioteca provinciale De Gemmis in collaborazione con l'Istituto di Storia delle Tradizioni popolari dell'Università di Bari: Documenti di cultura popolare in Italia meridionale: Puglia ex-voto 1977;
- il suo intervento illustrativo con le nostre tavolette votive alla relazione del Prof. G. B. Bronzini: Convento di S. Matteo e religiosità garganica, tenuta in occasione del convegno di studi storici su S. Matteo nell'ottobre del 1978.
Poiché l'ex-voto è uno dei prodotti più complessi della cultura tradizionale, il cui interesse è dato dall'antichità del fenomeno e dai molteplici aspetti che esso presenta a livello popolare (Bronzini), si può comprendere l'impegno e il rischio cui si è sottoposta l'autrice.
Il lavoro, fatto con competenza e maturato nel tempo, fornisce garanzie di probante scientificità.
Gli ex-voto, per lungo tempo negletti e trascurati, formano oggi, un po' dappertutto, l'oggetto di una riscoperta. Ne sono testimonianza le continue ed accurate ricerche di essi, le numerose pubblicazioni, le varie mostre, conferenze e dibattiti.
Si deve, però, riconoscere che tutto questo, più che venire dal mondo cattolico, cui appartiene questo prezioso patrimonio di fede religiosa e di storia della civiltà e dei costumi, viene dai 'laici'.
Agli ex-voto si mostrano particolarmente interessati, con ottiche diverse, gli studiosi di tradizioni popolari, i sociologi, i critici d'arte, gli etnologi.
Mentre questo risveglio d'interesse per gli ex-voto non può non far piacere ai loro depositari e custodi, d'altra parte li lascia perplessi e turbati per le linee interpretative, inesatte, riduttive o addirittura false, date, spesso, a questo fenomeno religioso popolare.
Il "telonio" del Santuario di San Matteo. In questa sala erano esposte le tavolette votive.
Il "telonio" del Santuario di San Matteo. In questa sala erano esposte le tavolette votive.
Va ricordata in proposito la garbata polemica intercorsa tra Mons. Cosmo Francesco Ruppi ed il Prof. G. B. Bronzini in occasione della finalizzata mostra di Bari sugli ex-voto, apparsa sul quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno.
L'ex-voto non si può capire decontestualizzandolo, con uno studio accademico fatto a tavolino; esso va letto ed approfondito nel suo ambiente naturale: il Santuario, luogo caldo della religiosità popolare (Ruppi).
Per il cristiano il nome Santuario richiama alla mente il Santo per essenza, il tre volte Santo: Dio; e, con Lui, coloro che su questa terra sono stati, in modo straordinario, partecipi della sua santità.
Il Santuario è il luogo privilegiato della presenza di Dio; il luogo dove Egli, direttamente o tramite i suoi Santi, mostra, con più evidenza, i segni della sua onnipotente bontà.
Il credente, pur sapendo che Dio, onnipresente, lo si può invocare in ogni luogo, nei momenti di maggiore bisogno, si reca o pensa al suo Santuario: lì prega, implora, promette e, miracolato, scioglie il voto.
L'ex-voto fondamentalmente rappresenta un atto di religiosità.
p. Nicola de Michele
p. Nicola de Michele
Si potrà anche dissertare sulla sua imperfezione ed incongruità, ma rimane sempre espressione di una religiosità semplice, sincera, profonda e meritevole di rispetto.
Entrare nel luogo dove sono raccolti e custoditi gli ex-voto non è come visitare una qualsiasi galleria. Lì c'è la rassegna di terribili storie vere, in cui traspare l'intreccio della fede e della speranza umana con la bontà e l'onnipotenza divina.
La gente del popolo vi entra silenziosa, quasi in punta di piedi ed istintivamente si toglie il cappello come in un luogo sacro, davanti a delle reliquie. In quelle tavolette votive degli antenati scopre le sue radici ed una storia che continua, fatta di fatiche, sofferenze, rischi, superabili solo se sorretti dal senso del divino. Perché di sua appartenenza e rappresentative del suo stile di vita, penso che sia proprio questa gente la migliore interprete del significato intimo e più vero degli ex-voto,
L'autrice non evidenzia, come ci si aspetterebbe, il delicato e difficile aspetto religioso degli stessi. Lei, credente, lo dà come una realtà già scontata oppure ha inteso non privilegiarlo sugli altri aspetti, ritenuti più interessanti e graditi agli studiosi, ai quali, più direttamente, è destinato il libro?
Alla Prof. Anna Maria Tripputi vanno la stima e la riconoscenza della Fraternità francescana del Santuario di S. Matteo per questo suo lavoro, che reputa pregevole e molto interessante sia per il chiaro ordine espositivo e sia per il rigore metodologico con cui viene ricostruita la storia degli ex-voto dalle origini ai nostri giorni, avendo questo studio per oggetto esclusivo le tavolette votive del nostro Santuario.
I Frati Minori le sono grati anche per il seguente duplice stimolo che viene loro dal libro:
- affrettare i tempi per organizzare un già programmato convegno dove verrebbe ripreso il discorso sugli ex-voto di S. Matteo per sviluppare ed approfondirlo in tutti gli aspetti ed implicazioni sia religiose che culturalmente speculative;
- sensibilizzare e sollecitare le Autorità e gli Enti, cui compete un loro intervento, ai fini del restauro, della conservazione e della tutela di un patrimonio umano, religioso, storico, artistico e di una rilevante testimonianza di vita e di costume della pia, umile e laboriosa nostra gente.
P. Nicola De Michele