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Caratteristiche

  • Immagine Immagine
  • Nomenclatura e sistematica

    Pyrus pyraster Burgsd = Pyrus communis var. achras (Gaertn.) Wallr. (Fam. Rosaceae). Pero selvatico o Perastro. In dialetto è detto 'Perazze' (sammarchese).

  • Origine del nome

    Pyrus: nome con il quale i Romani indicavano il genere (Dato da Virgilio e Plinio - Dalla Fior). Pyraster = perastro.

  • Comportamento ed habitat

    Di solito vive da solo o insieme a pochi altri esemplari negli arbusteti, al limitare del bosco, nel bosco stesso, dal Lauretum sino al Fagetum.

  • Diffusione

    E' presente in tutta l'Italia soprattutto sull'Appennino centro-meridionale. Sul Gargano è diffuso ovunque.

  • Portamento e radici

    Morfologia
    Arbusto alto 3-4 metri sino ad albero di 15-20 metri, appartenente alle Dicotiledoni. Rami spinosi all'apice.
    Corteccia
    Bruna, a placche rettangolari con solchi profondi tra esse.
    Gemme
    Tozze e coniche. Scure, glabre.

  • Foglie

    Caduche, alterne, semplici. Verde-scure e lucenti di sopra; di sotto più chiare. Consistenza coriacea. Stipole caduche e strette. Pelose da giovani e glabre a maturità. Più o meno ovali o tondeggianti con base ristretta, cordata o rotonda ed apice appuntito. Margine dentellato. Lunghe 3-6 cm e larghe 2-5 cm. Picciuolo lungo 2-5 cm.

  • Fiori

    Comparenti prima delle foglie. Sono ermafroditi e in infiorescenze a corimbi con 3-7 fiori e più. Peduncolo fiorale tomentoso e di 3-4 cm. Calice peloso con 5 sepali. Corolla con 5 petali ovali, bianchi, talora rosati all'esterno, ad apice rotondato. Stami 20-30 con filamenti biancastri e antere rosse. Ovario a 5 logge e 5 stili pelosi alla base e lungo quanto gli stami. Stili liberi, non saldati alla base come nel genere Malus.

  • Epoca di fioritura Aprile-maggio
  • Impollinazione Entomofila
  • Frutti Pomi di 2-4 cm. A maturità gialli, bruni o neri. Presentano resti del calice. Peduncolo più lungo del frutto. Con granelli legnosi nella polpa. Astringenti, comunque commestibili a maturità.
  • Confusione e riconoscimento

    Nell'ambito del genere Pyrus interessano tre specie:
    1. Pero selvatico o perastro, Pyrus Pyraster Burgsd = Pyrus communis var. achras (Gaertner) Wallr.
    2. Pero mandorlino, Pyrus amygdaliformis Vill.
    3. Pero comune, Pyrus communis L.
    Secondo alcuni autori il Pero comune non esiste spontaneo e deriva da miglioramenti genetici esercitati nei confronti del Pero selvatico; secondo altri dall'incrocio tra il Pero spontaneo e specie dell'Asia Occidentale.
    Secondo altri autori ci sarebbe un ciclo del Pyrus communis L. di cui il Pyrus pyraster e il Pyrus amygdaliformis sarebbero due varietà botaniche.
    Secondo altri autori neanche il Pero selvatico sarebbe indigeno in Europa ma sarebbe stato introdotto da molto tempo dall'Asia centro-occidentale. Tuttavia esso si sarebbe ambientato così bene da essere ora spontaneo.
    La variabilità di alcune caratteristiche del Perastro è notevole. In particolare varia la forma e la pelosità delle foglie; notevole è anche la variabilità delle dimensioni e del colore dei frutti che va dal giallo, al nero, al marrone.
    Nel bosco Difesa S. Matteo troviamo il Perastro e il Pero mandorlino.
    Il Perastro e il Pero mandorlino hanno entrambi i rami ad apice spinescente; differiscono per le foglie (ovate e a margine seghettato nel Perastro, lanceolate e a margine intero nel Pero Mandorlino), per i frutti (più piccoli nel Pero mandorlino) per la lunghezza relativa tra stami e stili (lunghezza stami = stili nel Perastro e stami più lunghi degli stili nel Pero mandorlino).
    Il Perastro differisce dal Pero comune per i seguenti caratteri: il Perastro ha frutti più piccoli e rami spinescenti; il Pero comune ha frutti grandi e rami senza spine.

  • Curiosità

    Il legno del Perastro è conosciuto come finto ebano in seguito al trattamento con sali di ferro che lo fanno diventare nero.

Pubblicato in Rosaceae

Caratteristiche

  • Immagine Immagine
  • Nomenclatura e sistematica

    Pyrus amygdaliformis Vill. (Fam. Rosaceae). Pero Mandorlino. In dialetto è detto 'Perazze' (sammarchese).

  • Origine del nome

    Il Pero mandorlino deriva il suo nome dalle foglie che sono lanceolate come quelle del Mandorlo.

  • Comportamento ed habitat

    Esiste per lo più in forma di arbusto alto 1-3 metri e raramente in forma di alberello alto 4-5 m, appartenente alle Dicotiledoni. Tronco e rami in genere contorti. Con spine all'apice dei germogli. Rami giovani ricoperti di tomento biancastro che poi perdono con l'età.

  • Diffusione

    Vive dal Lauretum al Fagetum in forma sporadica, ma talora anche in macchie. Lo troviamo nelle garighe percorse dal fuoco, spesso unico alberello che riesce a resistere ai ripetuti passaggi del fuoco; lo troviamo ancora lungo le scarpate ferroviarie. Vegeta nelle macchie, nelle radure, lungo i sentieri.
    E' presente nell'Italia meridionale e nelle isole. Nel versante tirrenico sale sino in Liguria.

  • Portamento e radici

    Corteccia
    Da adulta, grigio-bruna, profondamente incisa in placche quadrangolari di 2-3 cm. di lato. Rami grigi chiari; ramuli grigi rossastri chiari.
    Gemme
    Grosse, robuste, rossastro-scure che contrastano con il colore grigio-chiaro dei rametti. Gemme a legno: grigie, dello stesso colore dei rami.

  • Foglie

    Caduche, alterne, semplici. Verdi nella pagina superiore; pagina inferiore più chiara, con piccole rilevature e presenza di sostanze cerose. Margine intero o con pochi denti apicali. Consistenza coriacea. Pelose da giovani e glabre a maturità. Lunghe 2-7 cm e larghe 1-3 cm. Picciuolo lungo 1-3 cm. Lanceolate oppure obovate, a margine intero.

  • Fiori

    Comparenti prima delle foglie. Sono ermafroditi e in infiorescenze 8-12 flore. Peduncolo fiorale di 2-3 cm. Petali 5, bianchi, ellittici, con apice arrotondato e smarginato, unghia cuneata e pelosa. Sepali 5, pelosi, triangolari, rivolti verso il basso. Stami circa 20, con filamenti biancastri e antere marroni. Ovario unico. Stili 5, liberi, non saldati alla base come nel genere Malus; più corti degli stami.

  • Epoca di fioritura Aprile-maggio
  • Impollinazione Entomofila
  • Frutti Pomi di 1-3 cm. Giallastri a maturità con punteggiature o macchiettature rugginose. Con resti del calice. Peduncolo robusto e lungo quanto o più del frutto. Con granelli legnosi nella polpa aspra. Vanno bene per alimentare suini.
  • Confusione e riconoscimento

    Nell'ambito del genere Pyrus interessano tre specie:
    1. Pero selvatico o perastro, Pyrus Pyraster Burgsd = Pyrus communis var. achras (Gaertner) Wallr.
    2. Pero mandorlino, Pyrus amygdaliformis Vill.;
    3. Pero comune, Pyrus communis L.
    Secondo alcuni autori il Pero comune non esiste spontaneo e deriva da miglioramenti genetici esercitati nei confronti del Pero selvatico; secondo altri dall'incrocio tra il Pero spontaneo e specie dell'Asia Occidentale.
    Secondo altri autori ci sarebbe un ciclo del Pyrus communis L. di cui il Pyrus pyraster e il Pyrus amygdaliformis sarebbero due varietà botaniche.
    Secondo altri autori neanche il Pero selvatico sarebbe indigeno in Europa ma sarebbe stato introdotto da molto tempo dall'Asia centro-occidentale. Tuttavia esso si sarebbe ambientato così bene da essere ora spontaneo.
    Nel bosco Difesa S. Matteo troviamo il Pero mandorlino e il Pero selvatico.
    Il Pero mandorlino e il Perastro hanno entrambi i rami ad apice spinescente; differiscono per le foglie (ovate e a margine seghettato nel Perastro, lanceolate e a margine intero nel Pero Mandorlino), per i frutti (più piccoli nel Pero mandorlino) per la lunghezza relativa tra stami e stili (lunghezza stami = stili nel Perastro e stami più lunghi degli stili nel Pero mandorlino).

  • Utilizzo

    Funzione ornamentale
    Per le sue piccole dimensioni viene utilizzato come pianta ornamentale nei casi in cui ci sono piccoli spazi a disposizione o quando c'è necessità di avere altezze contenute.
    Altri usi
    Il suo legno, duro, può trovare impiego per lavori al tornio, ma per lo più è utilizzato come legna da ardere e in questo caso si rileva un buon combustibile.

  • Curiosità

Pubblicato in Rosaceae
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