Da Qualesammarco n. 1 del 1991
Il carbonaio
Il carbone da riscaldamento domestico, fino a pochi anni addietro, se ne consumava molto da queste parti e nei nostri boschi circostanti se ne produceva a tonnellate. I boscaioli tagliavano gli alberi e questi venivano fatti a pezzi di almeno un metro e venti di lunghezza al fine di sistemarli bene nella costruzione della carbonaia.
Per comporla se ne preparava una quantità considerevole e comunque non inferiore ai trecento quintali (bisogna tener presente che solo il quinto del peso della legna si trasforma in carbone). Il diametro generalmente è di quattro o cinque metri per l’altezza di due-tre metri. Si comincia con il mettere i tronchi in piedi, obliqui verso l'interno a forma di gabbia, e si gira attorno affilando legna su legna fino a raggiungere la grandezza base. Dopo di che si ricomincia di sopra a costruire il secondo piano. Al centro, dalla base all’apice si lascia un grosso buco per l'accensione del fuoco. Terminata la costruzione non è ancora finita. Anzi, il tutto viene ricoperto da una “camicia” di stoppie o erbacce secche e dopo di che un grosso spessore di terra che va dai quaranta-cinquanta centimetri in modo che la legna rimane imprigionata in una corazza di terra e il calore compresso la brucia senza sbriciolarla.
La legna “cotta” rimane in piedi, intatta, e in ultimo devono essere i carbonai stessi a rompere a pezzi tutto quanto. Alla base di tutta la struttura, all'altezza di trenta centimetri circa si praticano dei fori ogni metro per far si che quando il fuoco brucia l’aria ha la possibilità di giocarci dentro. Ecco, questa è la preparazione della carbonaia, dopo di ciò non rimane che dar fuoco e questo avviene in un modo molto semplice: si accende un grosso fuoco al fine di fare della brace la quale viene raccolta e buttata dentro attraverso il buco lasciato di proposito durante la costruzione. Il fuoco deve bruciare ininterrottamente per la durata di dodici-tredici giorni.
Arrivati qui la legna è “cotta”: è diventata carbone.
Tuttavia non sempre, come in ogni cosa, tutto fila per il verso giusto.
Il vento, la pioggia ed altri fenomeni atmosferici possono provocare danni irreparabili se non si sta con gli occhi ben aperti a tenere continuamente tutto sotto controllo. A volte, per il gioco delle correnti d'aria, può accadere che in un lato qualsiasi la legna bruci più velocemente e provochi 1’apertura di una falla. Questa va riparata immediatamente con dei pezzi di legna corti da poter sistemare con facilità e prontezza.
Quando il carbonaio sente che la cottura è arrivata al punto giusto si predispone a spegnerla e inizia con l'operazione del “disarmo”. Comincia con il tirar via la terra con un rastrello, polverizzandola sul posto, quindi è la volta della “camiscia” che va tirata via e da qui l’opera di spegnimento.
I tronchi d'albero carbonizzati non vanno spenti con l'acqua come facilmente si sarebbe portati a credere, ma è la terra stessa che ha avvolto tutto a farlo. In seguito la terra viene separata dal carbone che si raccoglie e messo nei sacchi. La rimanenza del carbone, la “vruscia”, lasciata sul terreno viene venduta ad un prezzo molto inferiore essendo materiale di poca consistenza.
Oggi se ne produce ancora, ma kerosene, gas, elettricità ed altro lo stanno gradatamente soppiantando. Del resto gli “appartamenti” che i cittadini abitano non consentono, per molte e svariate ragioni, di consumare il carbone per riscaldarsi. Anzi si attende con impazienza l'arrivo anche a Sammarco del metano che è molto più comodo e meno costoso.
Abbiamo parlato del carbone e come si produce, ma non del produttore, di colui che si applica giorno e notte, dal principio alla fine, senza riposo e senza tregua perché il lavoro fatto non vada perduto in mancanza di assidua e costante assistenza.
Il carbonaio è soggetto a malattie bronco polmonari a causa del persistente esporsi alle avversità del tempo. Particolarmente frequenti in autunno e primavera, senza parlare dell”inverno. E la polvere?...
Per scrivere questo pezzo mi son dovuto rivolgere a più di un operaio o, meglio, ex operai, oggi pensionati che negli anni passati hanno lavorato in questo campo. Soprattutto il signor Luigi Villani mi ha informato su tutti i particolari essendo egli stesso produttore e commerciante del carbone in Sammarco.
Michele Ceddia
1991 - Il carbonaio
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