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La croce sulla luna - Cap. 16-17-18

John Hewlett, La croce sulla luna, Jandi Sapi 1947, Capp. 16, 17 e 18.
16
Proprio i patemi del vescovo Grigg non erano di poco conto. Il mattino dopo il tentativo di linciaggio dell’ebreo, si era bell’e alzato ad un’ora inverosimile. Era giunto ad una decisione, frutto di intensa preghiera, e la decisione era tanto grave come si fosse trattato per lui di proclamare il verdetto di Dio: perciò aveva molto da fare.
Una notte dopo l’altra, per un mese intero, il vescovo Grigg aveva sconvolto le coperte del letto e gualcito le lenzuola. L’insonnia, male fino allora ignoto in una carriera senza dubbi e senza macchia, tutta spesa al servizio di Dio, lo tormentava crudelmente. Tutto aveva provato. Aveva contato un milione di biblici agnelli tornati all’ovile per opera sua, aveva aggiunto le benedizioni molteplici di cui era piena la sua vita, consumata acqua tiepida e limone in quantità, aveva provato perfino con il bicarbonato ed il latte caldo, ma questi rimedi non gli erano serviti un bel nulla. Era giunto a decurtare eroicamente gli spuntini notturni delle braciole di porco e del pollo freddo fritto, per trovare sollievo, ma continuava lo stesso a girarsi e rigirarsi. Le sue preghiere continuavano a non trovare risposta, mentre cerchi oscuri apparivano attorno ai suoi occhi, segni profondi devastavano il grasso delle sue guance da cherubino, e la sua cintura si stringeva di parecchi buchi.
La sua cuoca di colore era preoccupata. Aveva detto ad un vicino: “E’ come se avesse un attacco”. [...]

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