Fruizione dell'Oasi Lago Salso di Manfredonia
Le zone umide in Italia e loro importanza

Le zone umide sono importantissime per la protezione degli uccelli. In esse, infatti, vivono molte specie di uccelli stanziali, ma di esse si servono pure gli uccelli migratori. Questi trovano qui rifugio, cibo e riposo durante i loro lunghi viaggi; spesso vi nidificano e quindi le zone umide diventano degli importanti centri di riproduzione. In esse, oltre agli uccelli, trovano cibo e rifugio numerosi altri animali: insetti, pesci, anfibi, rettili. In questi luoghi, inoltre, è possibile facilmente reintrodurre specie un tempo presenti e poi scomparse, soprattutto per la sottrazione di habitat in cui riprodursi e nutrirsi. Quindi, le zone umide come riserva di biodiversità non solo animale ma anche vegetale.
La produttività delle zone umide è elevatissima. La quantità di sostanza secca che vi si produce è elevata in quanto i fiumi vi apportano continuamente sostanze nutritive e l'acqua, ovviamente, non manca mai, al pari del sole. Esse hanno sempre fornito all'uomo una grande quantità di prodotti: giunchi per ricoprire le capanne dei villaggi neolitici, erbe per i fondi delle sedie, carici per fibre da utilizzare come corde, cacciagione, pesce, ambienti ideali per l'allevamento di alcune specie tra le quali i bufali.
Oasi Lago Salso, ex azienda Daunia Risi
L'Oasi Lago Salso, un tempo denominata azienda Daunia Risi, è costituita da circa 500 ettari di terreno coltivato in biologico e da altri 520 ettari, dati da 3 vasche di raccolta delle acque del fiume Cervaro. Le acque delle tre vasche servivano e servono per le colture agricole nella stagione secca. L'azienda è ubicata tra il fiume Candelaro e il Cervaro. Prima della Seconda Guerra Mondiale la zona era tutta paludosa e di essa furono scelti circa 1.000 ettari per costituire un'azienda agricola. In questi terreni venivano deviate parte delle acque del Cervaro che vi depositavano i detriti che contenevano. I terreni, dunque, sottoposti ad una serie di colmate, aumentarono di livello; un'opportuna rete di canali serviva per drenare l'acqua in eccesso e per immettervela, proveniente dalle vasche di raccolta, quando ce n'era bisogno. I privati che gestivano l'azienda erano di Bologna e l'azienda dava lavoro ad una cinquantina di operai. Le cose andarono bene (dal punto di vista economico) sino a quando il Comune, vincendo una causa, riuscì a farsi restituire i terreni. Oltre ad essi, però, il Comune dovette ereditare anche gli operai con le conseguenze che ognuno può immaginare. Per prima cosa non furono più fatte le manutenzioni, i canali di irrigazione si interrarono, i canali nelle vasche vennero ostruiti dalla cannuccia e tutta la zona divenne il regno dei cacciatori di frodo; le idrovore, abbandonate a se stesse, arrugginirono. L'azienda agricola, gestita direttamente dal Comune, ogni anno accumulava perdite. Le cose cominciarono ad andare un po' meglio da quando i cassintegrati, provenienti per lo più dallo stabilimento ENICHEM di Manfredonia, dopo corsi di riqualificazione, cominciarono ad attuare alcuni interventi di carattere ambientale. Utilizzando la manodopera menzionata, il Comune cominciò a realizzare i primi utili. I progetti di carattere ambientale sul sito si susseguirono nel tempo con fondi provenienti dal Ministero del Lavoro per pagare l'assegno per i lavori socialmente utili e dal Ministero dell'Ambiente per l'integrazione del reddito.
Parco Nazionale del Gargano. Oasi Lago Salso, progetto di stabilizzazione degli ex-LSU in carico all'Ente Parco Nazionale del Gargano
Soggetti interessati
I soggetti principali sono L'Ente Parco, il Comune di Manfredonia, gli ex Lavoratori Socialmente Utili in carico all'Ente Parco e riuniti nella cooperativa Eurodaunia 2000. Ente Parco e Comune di Manfredonia hanno ricercato, mediante bando di gara, un socio privato per costituire una Società Mista per la gestione di tutta l'area dell'Oasi Lago Salso. La prima fase di stabilizzazione è avvenuta senza la società mista e mediante l'intervento di C.I.C.L.A.T., il Consorzio al quale la cooperativa dei lavoratori ha aderito.
Cosa è previsto nel progetto
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Manutenzione e gestione della parte umida.
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Lavori riguardanti la coltivazione dei terreni.
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Ristrutturazione di tutti gli edifici esistenti da parte dei lavoratori che, in maggioranza, provengono da esperienze nell'edilizia.
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Costruzione ex-novo di un centro visite.
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Lavori riguardanti la gestione di un piccolo albergo, di un ristorante, del centro visite e delle visite guidate.
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Gestione di una officina per la lavorazione del ferro e di una moderna falegnameria per la produzione di panchine, staccionate, capanni e vari oggetti per l'arredo urbano ed extra urbano.
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Guardiania di tutta l'area aziendale e controllo antincendio.
Le operazioni di gestione della zona umida
Le zone umide naturali, per la loro gestione, non necessitano di una grande quantità di lavoro. Forse l'esigenza più grande consiste nella protezione dagli incessanti assalti dei bracconieri, ma soprattutto dalla continua erosione della loro superficie ad opera di abusivi che occupano terreni per metterli a coltura.
Le zone umide artificiali, invece, hanno bisogno di un grande dispendio di energia per la loro gestione. L'Oasi Lago Salso, che è una zona umida artificiale, anche se originariamente era una zona umida naturale, non sfugge a questa legge. Infatti, qui c'è un continuo controllo, operato per mezzo di dighe mobili, dell'afflusso dell'acqua dal fiume Cervaro e del deflusso dell'acqua nel fiume Candelaro. Inoltre, per drenare l'acqua dai terreni, c'è un sistema di canali che confluiscono tutti in un canale più profondo, il Canale Piatto, dal quale, con un'idrovora fissa, agli inizi, si pompava l'acqua in eccesso; attualmente si utilizzano, invece, idrovore mobili. Non costituendo quindi l'Oasi un sistema stabile, ha bisogno di un apporto continuo di energia sia in termini di macchine che di manodopera.
I lavori richiesti riguardano:
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Manutenzione degli argini delle vasche di raccolta
Taglio di erba, cannucce, alberi abbattuti, controllo di una garzaia che ospita 200 coppie di aironi. -
Manutenzione dei canali
Consiste nel ripristino dei primitivi canali occupati dalla cannuccia mediante il taglio con un'apposita macchina e nella sistemazione della segnaletica. -
Controllo antincendio e contro i bracconieri
Un'apposita squadra, armata, se ne occupa durante tutto il giorno. La notte la guardiania è affidata alle Guardie Forestali che hanno un da fare continuo con i bracconieri. -
Recupero delle botti utilizzate dai cacciatori
E' questa ormai un'operazione conclusa. Merita di essere ricordata perché ha una storia interessante. Quando l'azienda era gestita dai privati, questi avevano sistemato, nei punti più strategici, delle botti in cemento nelle quali si sistemavano i cacciatori per poter sparare agli uccelli. Il privilegio di poter utilizzare una botte per compiere delle vere e proprie stragi era accordato a personaggi di potere (politici, militari, imprenditori), ai quali, per un'adeguata accoglienza, era riservata una palazzina arredata in stile. Costoro ricambiavano l'"ospitalità" a danno degli uccelli con pressioni in Parlamento e in altri luoghi a favore del gestore dell'azienda. -
Censimento annuale degli uccelli stanziali e migratori
Di questo si occupa personale specializzato che non è dato dai lavoratori stabilizzati. -
Reintroduzione di specie non più presenti
Se ne occupano associazioni ambientaliste con l'ausilio dei lavoratori. Un esempio è dato dalla reintroduzione del Gobbo rugginoso, un tempo presente e poi scomparso, con un progetto seguito dalla Lipu.
La fruizione dell'Oasi Lago Salso da parte dei visitatori
Avviene attraverso la realizzazione di strutture adatte e l'offerta di servizi. Il tutto può essere così riassunto:
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Costruzione e manutenzione di manufatti all'interno delle acque
Pontili, torrette di avvistamento, schermi per osservare gli uccelli -
Allestimento di aree di sosta all'esterno delle acque
Capanni, panchine, installazione di cartelli esplicativi e di segnaletica. -
Visite guidate lungo gli argini.
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Visite in barca
Sono effettuate all'interno di ciò che resta dell'antico Lago Salso utilizzando barche con motore elettrico realizzate da maestranze specializzate, reperite a Lesina e abituate ad acque simili, per altezza, a quelle di cui si parla. -
Illustrazione del vecchio utilizzo delle vasche
Le vasche servivano essenzialmente per garantire l'acqua ai terreni durante la stagione secca. In esse venivano allevate anguille, pesci gatto e carpe. Attualmente sopravvivono le ultime due specie. -
Organizzazione di visite collettive e di escursioni a cavallo.
