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il controllo del dissesto idrogeologico: stabilizzazione e consolidamento di pendii franosi, interventi antierosivi nei riguardi dello scorrimento delle acque;
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interventi nel rispetto dell'ambiente in senso lato: ecologico non solo perché tende al recupero di aree degradate, a creare ecosistemi complessi e quindi più stabili, ma anche perché crea passaggi per gli animali ed è quindi attenta a tutto l'ecosistema, animali compresi; interviene nel consolidamento di dune e coste, nella rinaturazione di corsi d'acqua e zone umide, nella creazione di barriere filtro e antirumore, ecc.;estetico-paesaggistico: mitiga gli interventi operati da ferrovie e strade (scarpate in rilevato e trincea); interviene su cave, discariche, depuratori, sistemazioni forestali ed agrarie;
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risparmio economico ed energetico. La filosofia di base è l'utilizzo di ciò che si trova in zona che diventa così economico perché presente in abbondanza; a basso consumo energetico perché il materiale non deve essere prodotto e trasportato dall'esterno.
Le prime applicazioni di queste tecniche si fanno risalire a tempi molto lontani. La loro riscoperta avvenne soprattutto in Austria e Svizzera nel dopoguerra, quando, in seguito alle devastazioni del conflitto, si dovette in un certo senso fare di necessità virtù. Per cui, per affrontare i problemi, si ricorse a ciò che si trovava in loco, scoprendo alla fine che l'efficacia di tali interventi risultava spesso essere superiore agli interventi di ingegneria classica, detti "in grigio".
