Sentiero per i diversamente abili
1.500 metri tra le amenità di un bosco
Handicap, disabilità, diversa abilità
A sua volta, il termine 'disabile', pur se privo di connotazione spregiativa, implica il riconoscimento di una mancanza di abilità rispetto a standard concepiti per un numero di persone, anche se grande, pur sempre limitato e che esclude fasce più o meno ampie di cittadini. Per l'abolizione di questo termine tuttavia, almeno sinora, pare che non si sia mobilitato nessuno.
Certo è che, dietro il conio di una determinata terminologia, c'è sempre una ideologia, cioè una idea delle norme che, nel caso in esame, è concepita in riferimento a strati di popolazione che, per quanto possano essere grandi, sono sempre ridotti e condannano una percentuale più o meno grande di cittadini ad una condizione di emarginazione dettata semplicemente dal modo di concepire la città, i luoghi comuni e quindi l'organizzazione di essi. La terminologia più 'politicamente corretta', negli ultimi tempi, pare essere 'diversa abilità', 'diversamente abili', intendendo con queste locuzioni un modo di rapportarsi con la realtà che non comporta l'esclusione da essa. Il tutto è ricondotto al problema della eliminazione delle esclusioni, dettate da fatti e ostacoli fisici, adattando a tale modo di pensare progettazione e standard generali di riferimento. Per i luoghi fisici, la questione è riassunta nelle espressioni 'abbattimento delle barriere architettoniche', 'edificazione di strutture accessibili', 'organizzazione di spazi inclusivi'.
E' evidente però che il problema non è la terminologia, ma il modo di rapportarsi. Il prof. Vescovo, dell'Università della Sapienza di Roma, racconta una storiella. Ad uno che, rivolgendosi ad un disabile, gli chiedeva come avrebbe dovuto chiamarlo - disabile, handicappato, svantaggiato o che altro -, l'interpellato rispose: 'Chiamami semplicemente Luigi'.
Il Parco come luogo di integrazione
Il parco non è solo il luogo dove i processi economici e sociali sono guidati alla luce della compatibilità e della sostenibilità ambientale. E' anche il luogo ideale dove può realizzarsi l'integrazione dei diversamente abili cioè di quei soggetti che devono convivere, per i casi della vita, con abilità differenti da quelle dei cosiddetti "normali". Il parco dunque è il luogo dove si deve avere la possibilità di poter usufruire della maggior parte dei servizi concepiti e realizzati con standard tendenzialmente fruibili da tutti.
Parco Nazionale della Maiella. Percorso naturalistico accessibile, lungo quasi 1500 metri
Soggetti interessati
I soggetti principali sono L'Ente Parco Nazionale della Maiella, parte degli ex Lavoratori Socialmente Utili in suo carico e riuniti nella cooperativa 'Maiella Vita', il consorzio C.I.C.L.A.T. Il primo mette a disposizione la sensibilità all'argomento e i fondi; i secondi la disponibilità al lavoro (hanno scelto loro di costituire una cooperativa e di non essere assunti), C.I.C.L.A.T. il tutoraggio dell'attività e le fideiussioni bancarie.
Cosa è previsto nel progetto
Il progetto, parte di una commessa affidata direttamente ai lavoratori tramite il consorzio C.I.C.L.A.T., prevede la realizzazione di un percorso della lunghezza di circa 1.500 metri e della larghezza di metri 1,60. Il percorso è progettato in maniera da rendere agevole l'accesso anche ai diversamente abili che potranno fare passeggiate senza l'ausilio di terzi, se impediti nel movimento e in carrozzella, oppure seguire il percorso segnato da un apposito corrimano se si tratta di persone che non vedono. Il percorso è situato nel comune di Gamberale (CH), inizia nelle vicinanze di un laghetto, si addentra nel folto di un bosco di faggi, attraversa un ruscello, fiancheggia un'area faunistica recintata di circa 10 ettari dove vivono dei cervi e infine ritorna al punto di partenza.
Percorso in montagna, in fase di realizzazione, per i diversamente abili
-
La società e i servizi che essa offre sono concepiti generalmente per persone "normodotate". Gli sforzi per includere gruppi più vasti sono continui ma spesso insufficienti. Le linee guida di una qualsiasi progettazione devono essere basate su principi che tendono a includere e non a escludere. Qui, nel Comune di Gamberale, ci troviamo di fronte ad una decisione di estendere la fruizione di un posto bellissimo ad un numero maggiore di persone. L'intervento è effettuato in un sistema di sentieri pre-esistenti, ma concepiti solo per i cosiddetti "normali".
-
Il sentiero inizia nelle vicinanze di un'area di sosta attrezzata con panchine e barbecue, è lungo attorno ai 1.500 metri e si snoda in un bosco di faggi. A poca distanza dall'area di sosta vi è una chiesetta.
-
Per quanto è possibile, i tratti del percorso sono stati studiati con una pendenza poco elevata al fine di consentire l'autonomia di movimento a chi è costretto in una cazzozzella.
-
La vista dell'acqua, e in particolare di un laghetto, è uno degli elementi più caratterizzanti del sentiero. Il fatto che sia posto agli inizi del percorso e che determina un forte impatto visivo che invita a guardarlo con calma, non induce il visitatore ad ignorare gli altri fattori di attrazione i quali non sono meno attraenti.
-
Infatti, più avanti si incontra il ruscello che dà origine al laghetto, ricavato mediante uno sbarramento dello stesso. Il bosco di faggi in cui il sentiero è immerso non fa che aumentare il senso di quiete che vi si respira.
-
La larghezza definitiva del sentiero, anche se appare molto più ampia, alla fine sarà di 1,6 metri. Uno dei lati avrà un sistema per permettere a chi non vede di orientarsi adeguatamente.
-
Ogni tanto, per evitare impantanamenti quando piove, sono stati posizionati, nei punti critici, alcuni tubi di drenaggio.
-
Verso la fine del sentiero, adiacente ad esso, c'è un'area faunistica di circa 10 ettari dove è stata introdotta, per ora, una coppia di cervi per ripopolare la zona. Altri animali saranno introdotti successivamente. L'area faunistica è precedente al sentiero.
