La produzione del compost

Il volontariato nei parchi
I parchi sono i luoghi di eccellenza dove l'attività di volontariato può essere svolta appieno. L'opera di salvaguardia dell'ambiente richiede mezzi economici, organizzazione ed impegno. Questi da soli però non sono sufficienti. La salvaguardia dell'ambiente prima di tutto è un'operazione di carattere culturale ed educativa. Senza l'affinamento della sensibilità verso l'ambiente, senza la conoscenza di ciò che ci circonda non si potrà mai capire del tutto il valore della natura. Non è solo quindi un fatto economico, è anche un fatto di impegno civile e di comportamenti. Il rispetto dell'ambiente in definitiva non può che essere mutazione di atteggiamenti sbagliati a favore di modi di fare più rispondenti ai concetti di salvaguardia e conservazione. Il volontariato, nei parchi, dunque, proprio perché investe aspetti culturali e di civiltà, che esulano dal puro fatto economico, si sposa perfettamente con la filosofia che ha portato alla loro istituzione.
Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Il volontariato a Casone Antonucci
Organizzazione dell'attività. Il volontariato basato sui seguenti fattori:
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la disponibilità di un luogo fisico
Il centro più importante è Casone Antonucci, un edificio posto di fronte alla Camosciara, uno dei più bei posti d'Italia, un vero e proprio palcoscenico dove la vita di animali e piante si svolge con un equilibrio accettabile nei confronti delle risorse naturali; altri posti sono i terreni di proprietà dell'Ente; -
un nucleo di persone che organizza le attività
proposte ai volontari sotto la guida diretta di un responsabile. Queste persone, a loro volta in contatto con la struttura centrale dell'Ente e dei suoi uffici, sono dipendenti dell'Ente parco o legati in qualche modo ad esso mediante un rapporto di lavoro che può essere anche diverso da quello di dipendenza; -
i volontari
che prestano la loro opera gratuitamente.
Chi sono i volontari e periodo in cui si fa volontariato
I volontari del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise sono persone provenienti dall'Italia e dall'estero. Esse pagano una quota di partecipazione che serve a coprire le spese di gestione e ciò che consumano in termini di pasti ed altro durante la loro permanenza. Infatti, una parte della quota versata gli viene restituita sotto forma di buoni da spendere nei centri del parco per acquistare quanto gli serve. Agli inizi tutta l'attività era in perdita; attualmente, con la riorganizzazione del servizio, si sta andando verso un equilibrio economico migliore. I volontari possono operare anche più di una volta, però la loro quota di partecipazione è progressivamente crescente in maniera tale da sfavorire il loro ritorno e permettere l'afflusso di persone sempre nuove.
Il volontariato può essere praticato durante tutto l'anno. Però è soprattutto nella buona stagione e durante le vacanze, anche quelle invernali, che si registra il massimo di affluenza.
Le principali attività previste nel periodo di volontariato
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La prima cosa che si impara a Casone Antonucci è la gestione della propria vita quotidiana. Occorre farsi la spesa, cucinare, lavare i piatti, farsi il letto perché non c'è nessuno che provvede a queste cose. Quindi si punta all'acquisizione dell'autonomia di se stessi.
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Gestendo la propria vita quotidiana, si entra subito in contatto con il problema dei rifiuti. Si comincia da ciò che si usa al mattino (involucro del dentifricio, lamette, sapone, detergenti ecc.), da ciò che si mangia a colazione e durante la giornata; quindi si passa a tutto ciò che si utilizza per cucinare, per lavare, per ascoltare la radio, ecc. Ebbene, la raccolta differenziata inizia proprio con l'organizzazione dello smaltimento di quanto si produce come rifiuto ogni giorno.
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Pulizia del bosco, sorveglianza antincendio, antibracconaggio e segnalazione di emergenze. I volontari vanno in giro o si appostano in certi punti. Se notano qualcosa di strano o di inusuale avvertono le guardie che intervengono.
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Lavorazione dei campi
Il Parco, alla Camosciara e altrove, ha in proprietà dei terreni che coltiva, con metodi biologici, per assicurare agli animali cibo in periodi in cui ce n'è scarsità. Si seminano mais, carote, insalate perché i vari tipi di animali possano mangiarli. Si semina anche grano per mettere a disposizione in inverno una fonte alimentare per gli erbivori. Per gli orsi sono stati piantati alberi di melo per la produzione di frutti di cui sono ghiotti. Il parco ha una dotazione di macchine e attrezzi agricoli che permettono di fare tutto ciò. I volontari partecipano attivamente alle diverse operazioni. -
Produzione di compost
I rifiuti organici prodotti dai volontari (essenzialmente scarti e avanzi del cibo) sono conferiti in un apposito recipiente e di qui condotti in un angolo del bosco dove è prevista la loro trasformazione in concime biologico. -
Partecipazione a corsi di varia naturanel campo della compatibilità e sostenibilità ambientale.
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Partecipazione a corsi diartigianato, ecc.
Humus, letame e compost. Le fasi della preparazione del compost
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In natura il ciclo della sostanza organica, e in definitiva della vita, è il seguente. Gli organismi viventi nascono, si sviluppano e muoiono. Le spoglie di vegetali (foglie, frutti, rami, tronchi, radici, fiori, ecc.) e animali (intere carcasse o parti di esse) sono attaccate da funghi, insetti, batteri e altri microrganismi e trasformate prima in humus e quindi in sostanze minerali assorbibili dalle radici delle piante. Queste ultime, assorbendo con le radici anche l'acqua del suolo e utilizzando l'energia del sole e l'anidride carbonica dell'atmosfera, provvedono alla sintesi di nuova sostanza organica. Il tutto, in un continuo senza fine, dura finché c'è apporto di energia. Le fasi della trasformazione delle spoglie in humus sono ben visibili negli strati della lettiera di un bosco.
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Quanto è stato appena descritto avviene ugualmente con il letame, dato da un insieme di feci, orina e paglia utilizzata come lettiera per gli animali. Per essere utilizzato, però, il letame deve subire un processo di maturazione. Cioè, non si può spargere direttamente il letame fresco nei campi per due motivi. La sua fermentazione produce calore che è nocivo per le piante; fresco è pieno di semi vitali di infestanti e di componenti dannosi per le piante. Il processo di maturazione dura circa 6 mesi sino a che si arriva ad un prodotto finale irriconoscibile dai componenti iniziali (si parla di burro nero).
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Il compost, a differenza del letame che è un prodotto di scarto dell'allevamento degli animali, è un materiale che deriva dalla trasformazione, ad opera di microrganismi e di processi fisico-chimici, di materia organica di partenza in genere vegetale (residui di potatura, scarti di lavorazione artigianale e industriale), ma che può derivare anche dall'utilizzo della parte organica dei rifiuti solidi urbani, dei fanghi di depurazione degli impianti fognari, ecc. Il meccanismo è sempre lo stesso: da una materia organica di partenza si produce humus e quindi sostanze minerali che le radici assorbono facilmente. In pratica non è altro che la riproduzione artificiale di quanto avviene spontaneamente in natura.
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Nel caso illustrato, dato che lo scopo è puramente didattico, si parte solo dal materiale organico prodotto da scarti e avanzi del cibo consumato dagli stessi volontari, materiale che viene raccolto in un apposito recipiente.
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Ogni giorno o quando si riempie, tale recipiente è svuotato dentro alcuni fusti posizionati in un angolo del bosco.
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Riempito un fusto, si provvede ad utilizzarne un altro sistemando su di esso un coperchio o sistemando i fusti entro uno spazio recintato per evitare che gli animali rovescino tutto, attratti da fame e curiosità.
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Dopo un certo periodo di tempo, che varia molto in funzione della temperatura (più è alta maggiore è la velocità di trasformazione), del materiale di partenza non resta più traccia e si ha un prodotto totalmente differente da quello iniziale.
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Tale prodotto è allora portato sui campi dove è mischiato a terra e utilizzato per concimare i terreni che servono a produrre alimenti per gli animali selvatici.
