Esbosco
Esbosco per mezzo dei muli
E' effettuato quando l'orografia del terreno è troppo accidentata o le pendenze sono talmente elevate da non permettere l'utilizzo in sicurezza dei mezzi meccanici; oppure quando, per i danni derivanti dalla compressione del suolo ad opera delle ruote, la Guardia Forestale impedisce l'utilizzo di trattrici adattate allo scopo. Nella faggeta illustrata l'esbosco con mezzi meccanici è impedito per l'ultimo motivo.
I muli sono il risultato dell'incrocio tra l'asino e la cavalla. Sono animali sterili e il loro pregio consiste nel fatto che hanno una resistenza al lavoro superiore alla media dei due genitori. Questo è dovuto al noto meccanismo genetico detto eterosi o lussureggiamento degli ibridi. Quando non si hanno a disposizione i muli, si utilizzano i cavalli anche se hanno meno forza e minore resistenza dei primi. Di sotto si utilizzerà solo il termine mulo che rappresenterà quindi anche il cavallo.
Operazioni che precedono l'esbosco
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Martellata delle piante
Si effettua mediante un apposito attrezzo o semplicemente segnando con minio o con uno spray, generalmente di colore rosso, le piante che devono essere abbattute. Questa operazione è eseguita direttamente dalle guardie forestali o da terzi sotto il controllo dei primi. E' l'operazione più delicata di tutto il taglio in quanto è qui che si decidono quali piante lasciare e quali eliminare. Richiede esperienza, abilità e conoscenze. -
Taglio delle piante
Le piante da eliminare sono in relazione al tipo di taglio, a sua volta dipendente dal tipo di governo del bosco. I tagli variano cioè in base alla circostanza che un bosco è governato a ceduo o ad alto fusto, che la fustaia è coetanea o disetanea, che ci troviamo di fronte a un bosco di conifere o di latifoglie, ad una età precoce o avanzata delle piante e via dicendo. Per il taglio si impiegano motoseghe per mezzo delle quali i tronchi e i rami principali sono ridotti ad una lunghezza di 100-110 cm e messi in apposite cataste.
Fasi dell'esbosco
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Cataste
Nelle vicinanze delle piante tagliate, con la legna fatta a pezzi, si erigono delle cataste di circa 1 mc e sufficienti a raccogliere la legna che si trova nel raggio di 10-15 metri, distanza che permette un primo agevole trasporto a mano. Cataste di questo genere hanno senso quando si deve valutare ad occhio la quantità di legna tagliata e le si deve attribuire un prezzo. Molti comuni, infatti, effettuano il taglio a proprie spese e poi indicono una gara per la vendita della legna. In altre situazioni, come avviene nel Parco Nazionale della Maiella, i Comuni vendono direttamente la legna a chi ne fa richiesta. Qui di solito gli acquirenti sono gli abitanti del posto che la pagano a prezzo più basso di quello di mercato perché i terreni spesso sono demaniali e quindi dei cittadini. Però le quantità che si possono acquistare sono limitate (es.: 40 q/nucleo famigliare). Nel caso di vendita diretta non c'è bisogno di fare cataste regolari perché la legna è prima trasferita in un posto di stoccaggio e poi venduta a peso. -
Frasca
E' data dall'insieme di rami e rametti terminali di piccole dimensioni (con diametro inferiore a 5-6 cm). In altri tempi da essa si ricavava la carbonella, prodotta ora in quantità sempre minori; pratica molto diffusa, anche se dannosa e tra l'altro dispendiosa, è invece la sua bruciatura. Lo si fa perché la frasca secca può essere causa della propagazione degli incendi nelle stagioni secche. Infatti, un incendio, se non trova materiale adatto a propagarlo, si arresta. Questa pratica negli ultimi tempi è sostituita dalla triturazione del materiale legnoso e dalla successiva formazione di pellet da riscaldamento (utilizzo delle biomasse). Un modo più semplice ed insieme efficace, nonché raccomandabile per la tutela dell'ambiente, consiste nel raccoglierla a mucchi distanti tra loro e lasciarla nel bosco. Funghi, insetti, batteri ed altri microrganismi si incaricheranno della sua trasformazione in humus e del suo inserimento al 100 % nel ciclo biologico. Inoltre, la frasca, così ammucchiata, costituisce un riparo per molti animali soprattutto di piccola taglia. -
Caricamento dei muli
Gli animali sono portati vicino alle cataste dalle quali si trasferisce la legna sul basto. Questa è una operazione studiata nei minimi particolari e supportata da un insieme di catene e corde (o strisce di cuoio) sistemate in modo tale che, con un semplice strattone, devono assicurare uno scarico immediato da entrambi i fianchi dell'animale. Da ambo i lati si posiziona un pezzo di legno che presenta in alto una biforcazione che consente di tendere una corda sulla quale è poggiato il primo pezzo di legna al quale seguono i successivi. Dopo aver bilanciato la quantità di legna che ogni animale può portare (150-180 kg a seconda dell'individuo), con rapidi gesti, un addetto lega i due fasci e quindi toglie con un calcio il citato supporto che, oltre a tendere la corda, sostiene parzialmente il peso.
