La crisi finanziaria
- Dettagli
- Categoria: La crisi finanziaria
Il testo che segue, tradotto in italiano, è tratto dal libro Der Grund der Finanzkrise di Hermann Lueer.
Sembra un giallo.
Il Boom
| 2000 | Dopo la crisi della New Economy, che portò alla distruzione di 12-15 bilioni di $ americani, vengono offerti in tutto il mondo fondi immobiliari come alternativa al mercato azionario. |
| 2000-2003 | La Fed riduce, tra luglio 2000 e dicembre 2003, il tasso sui fondi federali, in pratica i tassi di interesse, dal 6,54% al 0,98% per permettere alle banche commerciali di potersi rifinanziare. |
| 2000-2006 | Negli USA gli indebitamenti ipotecari per l'acquisto della prima casa, aumentano dai 3 bilioni di $ americani nel 1995 ai 5 bilioni di $ nel 2000, a 8 bilioni di $ nel 2004 ed a 10 bilioni di $ nel 2006. In Europa, soprattutto in Inghilterra, Spagna e Irlanda, si verificano sviluppi analoghi nel mercato immobiliare. In Spagna, solo nel 2005 si costruiscono circa 800.000 nuove case ed appartamenti, Il settore edilizio contribuisce al PIL per circa il 30%. |
| 2000-2006 | La stima delle quota di ipoteche Subprime cresce in modo sproporzionato da 35 miliardi di $ americani nel 1995 a 625 miliardi di $ nel 2005 e a circa 1.300 miliardi di $ nel 2006. |
| 2006 | Secondo la Federal Deposit Insurance Cooperation (FDIC) più di un quinto dei titoli di stato mondiali a reddito fisso esistenti sono legati in modo diretto o indiretto a società immobiliari americane. |
| 2000-2006 | L'indice Case-Shiller per i prezzi delle case in 20 aree metropolitane, aumenta tra il 2000 e il 2006 tra il 120 ed il 180%. Per finanziare i consumi, vengono utilizzati grossi crediti ipotecari, in relazione a convenienti possibilità di rifinanziamento in collegamento con prezzi immobiliari in aumento. Mentre l'indebitamento delle famiglie americane negli anni 80 era dell'80% del reddito disponibile, alla fine del 2006 raggiungeva il 125%. |
| 2000-2006 |
L'indice CDO (Collateralized Debt Obligation=Titolo di debito) passa da 1,2 bilioni di $ nel 2002 a 3 bilioni di $ nel 2006. |
| 2000-2006 | Il PIL americano cresce in media del 5% dal 2000 al 2006 e passa a 13,2 bilioni di $ nel 2006. In confronto: Il PIL mondiale ammontava nel 2006 a 48,8 bilioni di $. Il debito estero degli USA aumenta nello stesso arco di tempo del 200% e passa a 3,1 bilioni di $ e il disavanzo delle partite correnti degli Stati Uniti aumenta da 400 a 800 miliardi di $ l'anno. |
Il limite della domanda solvibile
| 2007 | Gli interessi variabili a breve per i crediti ipotecari aumentano dall'1% nel 2003 al 5,75% nel 2007. Il mercato immobiliare della costa occidentale e orientale degli USA inizia a ristagnare ed inizia a registrare dal 2007 una diminuzione dei prezzi. |
| 8. Febbraio ‘07 | La HSBC, la più grande banca europea, emette un avvertimento di profitto, visto che dovevano essere messi in sofferenza crediti immobiliari (ipoteche Subprime) del valore complessivo di 10,5 miliardi di dollari. |
| 2. Aprile ’07 | La New Century, il secondo più grande erogatore di crediti Subprime, riporta grosse perdite e dichiara insolvenza il 2 aprile 2007, due mesi dopo. |
| 21. Giugno ’07 | Due fondi Hedge della banca americana si trovano in seria mancanza di liquidità e devono essere sostenuti con circa 3 miliardi di $ americani. |
| 30. Lugllio ‘07 | IKB rende nota una mancanza di liquidità in relazione al finanziamento della sua filiale americana "Rhineland Fundig", attiva in intermediazione ipotecaria e viene sovvenzionata da una linea di credito di 7 miliardi di € da parte della banca statale KFW. |
| 6. Agosto ’07 | American Home Mortgage Investment, il decimo più grande erogatore americano di crediti immobiliari, dichiara fallimento. |
La crisi di fiducia
| 9. Agosto ’07 |
In Europa il mercato interbancario ha, per un breve periodo, mancanza di liquidità. La banca centrale europea (BCE) mette a disposizione 95 miliardi di $ di liquidità. La crisi di liquidità si diffonde sul mercato obbligazionario. La differenza di interessi tra i tassi trimestrali dei titoli statali americani e quelli dei mercati monetari, che di solito sta intorno allo 0, balza ad oltre il 4%. Si trovano sempre meno investitori per i finanziamenti a lungo termine sulle emissioni dei CDO oppure CMO, e non funzionano più neanche i finanziamenti a breve termine tramite Commercial Papers, proprio perchè il mercato monetario non considera sufficientemente sicuri questi titoli di credito. |
| 14. Settembre ’07 | La banca ipotecaria britannica Northern Rock necessita di sostegno statale. Inizia una corsa agli sportelli. In due giorni vengono prelevati dalla Northern Rock 2 miliardi di sterline inglesi. |
| 24. Ottobre '07 | Merrill Lynch & Co., il più grande Broker e la terza più grande banca di investimenti degli USA, dichiara perdite sui mutui subprime e ipotecari, ABS e CDO che ammontano a 8,4 miliardi di $ americani. |
| 17. Febbbraio 08 | La banca britannica per mutui ipotecari Northern Rock viene resa pubblica. |
| 10. Marzo ’08 | Bear Stears, secondo alcune voci insolvente, viene acquistata da JP Morgan Chase ad 1/10 del suo valore di borsa. La Fed garantisce 30 miliardi di $ statunitensi per rischi in sospeso. |
| 11. Luglio '08 |
Indy Mac, (Independent National Mortgage Corporation), il settimo più grande Istituto di credito ipotecario degli USA, dichiara insolvenza. Questo rappresenta il più grande fallimento di una banca degli Stati Uniti dal 1984. Sul mercato si affacciano voci di insolvenza di Fannie Mae e Freddie Mac. Entrambi gli istituti rappresentano, con 5 bilioni di $ americani in titoli di credito e crediti, circa il 50% del mercato ipotecario americano. Sotto forma di prestiti il Giappone e la Cina detengono circa un bilione a testa. |
| 7. Settembre ’08 | Fannie und Freddy passano sotto il controllo statale. |
| 11. Settembre ’08 | Caduta del 46% del corso azionario della Lehman Brothers dopo cattive cifre trimestrali (3 Miliardi di $ americani di perdita, ammortamenti per 5,5 Miliardi di $). AIG, la più grande società di assicurazione americana, annuncia una perdita quadrimestrale record di 5,3 miliardi di $ americani, in seguito ad ammortamenti per 11 miliardi di $ americani sul portafoglio crediti. Le azioni di AIG perdono il 30%. |
Il crollo
| 15. Settembre ’08 |
Lehman dichiara fallimento. |
| 15. Settembre ’08 | Merrill Lynch, in seguito a svalutazioni di 32,2 miliardi di $ americani al proprio portafoglio di CDO e crediti subprime, viene assorbita da Bank of America. |
| 16. Settembre ’08 | Il 16 settembre la Fed, in cambio del 79,9% delle quote azionarie, accorda ad AIG un credito di 85 miliardi di $ americani. |
| 21. Settembre '08 | Dopo le insolvenze di Lehman Brothers e delle vendite di Bear Stears e Merrill Lynch, anche le altre banche di investimento Goldman Sachs e Morgan Stanley rinunciano al loro status di banche di investimento. |
| 25. Settembre '08 | Washington Mutual - con 43.000 impiegati la sesta banca americana in ordine di grandezza nel campo della gestione patrimoniale - viene acquisita a prezzi di realizzo da J.P. Morgan Chase. |
| 28. Settembre '08 | Dopo il crollo delle quotazioni azionarie di Ford – con 85.000 dipendenti la prima banca in Belgio e la seconda in Olanda, i governi di Belgio, Lussemburgo ed Olanda acquistano per 11 miliardi di Euro il 40% del conglomerato. |
| 28. Settembre '08 | La Hypo Real Estate - con un volume di affari nel settore del mercato immobiliare di circa 124 miliardi di euro uno dei più grandi istituti di credito immobiliare in Europa - annuncia di avere problemi di liquidità. Un pacchetto di salvataggio statale di 35 miliardi di € impedisce l'imminente insolvenza. |
| 13. Ottobre ’08 | Il governo britannico, nell’ambito di una ricapitalizzazione di 50 miliardi di sterline inglesi, entra a far parte del capitale azionario delle 8 più grandi banche britanniche. (Barclays, HSBC, HBOS, Lloyds TSB, Royal Bank of Scotland (RBS), Standard Chartered, Abbey National e Nationwide Building Society). |
| 2008 | Negli Stati Uniti ed in Europa vengono adottati, alla fine del 2008, programmi di salvataggio del settore finanziario del valore di 700 miliardi di $ americani e 1,6 bilioni di €. Nei mesi successivi viene evitato il crollo del sistema bancario americano ed europeo, tramite garanzie statali, partecipazioni ed iniezioni di capitale. |
- Dettagli
- Categoria: La crisi finanziaria
Il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria (in inglese European Financial Stability Facility, Efsf) è stato creato dai paesi dell’area dell’Euro e dovrebbe servire ai paesi membri in stato di sofferenza finanziaria, a riacquistare titoli del loro debito pubblico ad interessi più bassi.

Il fondo, creato da FMI e BCE (Banca Centrale Europea), dotato di 440 miliardi di Euro (200 miliardi devono garantire la Tripla A del rating dell’Efsf),'quindi riuscirebbe solo a fare fronte - dopo quelle di Grecia e Irlanda – a un’altra bancarotta di un paese piccolo come il Portogallo. Per la Spagna (e per l’Italia, che subirebbe l’onda d’urto di un altro smottamento finanziario) le linee di difesa sono sguarnite. Quindi si parla di aumentare la dotazione dell’Efsf addirittura fino a duemila miliardi di euro'.
In un sondaggio condotto da Bloomberg (il quarterly Global Poll) tra 1.000 investitori, trader ed analisti abbonati a questa agenzia di informazioni economiche, il 59% afferma che entro il 2016 almeno un paese, tra i componenti, uscirà dall’Euro. Il 53% afferma che entro questa data la Grecia e l’Irlanda saranno fallite.
Anche nel 2011 la grave crisi finanziaria non sembra avere fine, anzi tende a peggiorare.
La crisi della Grecia, tamponata nel maggio 2010, non ha avuto sbocchi positivi ed ha innescato ulteriori attacchi ai paesi denominati con l’acronimo PIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna).
Come da molti ritenuto il destino della Grecia sembra già segnato. Le rigorose azioni di contenimento della spesa pubblica, imposte dall’Europa in cambio di aiuti finanziari e pagate dai ceti popolari e medi, hanno dato origine ad imponenti azioni di protesta.
'Il rendimento dei titoli greci a dieci anni viaggia intorno all’11,38% (gli omologhi tedeschi stanno sotto al 3), mentre il costo di assicurazione dei crediti vantati con Atene si colloca ormai a 885 punti base (885 mila dollari per assicurarne 10 milioni")'.
I Greci hanno ricevuto, fino al 23 gennaio 2011, un pacchetto di aiuti di 110 miliardi di Euro. La stretta nella spese statali è stata feroce. Ma questo non ha portato alcun giovamento, anzi entro il 2014 il debito statale ammonterà al 165% del prodotto interno lordo.
Esponenti dell'Unione Europea avrebbero preso in considerazione la possibilità di estendere a 30 anni i prestiti a Grecia e Irlanda.
Anche l’Irlanda è una malata grave a rischio di default.
'Il governo di Dublino a dicembre ha annunciato tagli alla spesa e aumenti fiscali per una finanziaria da 6 miliardi di euro. La stima di ottobre della Banca centrale irlandese era invece fondata su una finanziaria di 3 miliardi di euro. Dublino punta a riportare entro il 2014 il deficit di bilancio sotto il 3% del Pil dal 12% dell'anno scorso. Considerando anche i costi sostenuti per salvare le banche nazionali, l'Irlanda si ritrova con un deficit di bilancio pari al 32% del Pil'.
Lo scrive il Financial Times precisando che la prima proposta vede la ferma opposizione delle autorità portoghesi e di altri rappresentanti Ue e analoga resistenza incontra la seconda: per cui la soluzione più probabile al momento appare essere quella di una 'sorveglianza rafforzata' della Commissione europea sulle riforme di Spagna e Portogallo, cui Bruxelles apporrebbe un "bollino verde" dopo l'esame.
Senza aumento del PIL è utopico pensare ad una riduzione del debito e di conseguenza degli interessi.
Molti analisti pensano che le autorità monetarie europee stanno avendo un approccio esclusivamente monetario a questi problemi epocali, che mettono in crisi la stessa esistenza della UE.
La mancanza di libertà e di pane sono all’origine della recente 'rivolta dei gelsomini' in Tunisia, accompagnata da analoghe proteste (in gran parte giovanili) nei paesi vicini quali il Marocco ed il Sudan. In Egitto dopo manifestazioni di milioni di persone, in gran parte giovani acculturati, è caduto - come da molti ritenuto - il trentennale regime dittatoriale di Mubarak. Il regime tunisino, quello egiziano, il libico, il sudanese, l’algerino e tutti gli altri stati del Nord Africa e del vicino Medio Oriente sono stati sempre sostenuti dagli americani e dagli europei in nome della lotta al terrorismo.
Joschka Fischer, ministro degli esteri tedesco dal 1998 al 2005 e dal 2009 componente del board della società che costruirà il gasdotto Nabucco, dà (26 gennaio 2011) una interpretazione negativa dell’acronimo PIGS, inteso come Portogallo, Italia/Irlanda, Grecia, Spagna.
Inoltre l’ex ministro scrive:
'Con la rivoluzione in Tunisia la crisi ha raggiunto la sponda meridionale del mediterraneo, mentre in Libano spirano venti di guerra, forieri di una nuova catastrofe. Gli stati meridionali dell’Unione Europa vacillano mentre si preannunciano grossi cambiamenti negli Stati vicini.
Sarebbe opportuno per Bruxelles e per le più importanti capitali europee dotarsi, in relazione agli avvenimenti in atto nel Mediterraneo, di una visione che sia geopolitica e non soltanto ragionieristica. In linea prioritaria l’Unione Europea non ha nel Mediterraneo un problema monetario, ma uno strategico, al quale deve dare velocemente delle risposte'.
Nel frattempo, il 14 febbraio 2011, i ministri finanziari dell'Eurogruppo decidono di portare il fondo salvatati, che dalla metà del 2013 si chiamerà ESM, a 500 miliardi di Euro di prestiti effettivamente erogabili.
Uno degli elementi scatenanti della recessione del 2008 è stato l’aumento del prezzo del petrolio. Ora, alla fine del febbraio 2011, le quotazioni del greggio sono di nuovo in crescita e questo, innescato dalle turbolenze in atto nel Nord Africa, potrebbe uccidere sul nascere i timidi segnali di ripresa economica, peggiorando ulteriormente la crisi finanziaria mondiale.
I sommovimenti creati dalla crisi finanziaria mondiale sono ancora in corso ed è difficile, se non impossibile, fare previsioni per l’immediato futuro che potrebbe non essere troppo roseo, leggendo il Financial Times del 14 febbraio 2011.
Nel mezzo dell’attuale crisi finanziaria è possibile fare alcune considerazioni:
- contrariamente alla crisi del 1929, quando fallivano le imprese private, nella crisi attuale falliscono e/o rischiano di fallire gli Stati, che chiedono prestiti, sotto forma di sottoscrizione sempre più onerosa di titoli pubblici, al cosiddetto 'mercato', salvato negli scorsi mesi tramite la fiscalità generale.
- '(Ri)emerge la figura dello Stato salvatore, protagonista di interventi pubblici emergenziali sconosciuti nella stagione della direzione e dell’occupazione pubblica del mercato'.
Il mondo di domani sarà certamente diverso da quello di oggi.
Speriamo migliore.
- Dettagli
- Categoria: La crisi finanziaria
La crisi della Grecia è il primo caso di insolvenza di un grande paese europeo. Già agli inizi di ottobre 2008 c’era stata la crisi dell’Islanda, che non fece grandi danni ai sistemi finanziari europei, data la dimensione limitata delle cifre in gioco.
L’idea che una nazione vada in bancarotta sembra assurda, eppure succede più spesso di quanto si possa credere.
L’Argentina dopo essere andata in default nel 2001, ristruttura nel 2005 il suo debito sovrano, venendo isolata dai mercati dei capitali.
La differenza tra il debito sovrano e quello societario sta nella gestione della crisi di insolvenza. L’impresa fallisce, chiude ed i debitori si possono rivalere sul suo patrimonio. Il fallimento di uno Stato non comporta la svendita dei suoi beni né i creditori possono forzare tale Stato a ripagare il debito.
Al contrario gli Stati hanno il potere di posticiparlo, di ridurne i tassi e addirittura di ripudiarlo. L’unica protezione dei creditori è la perdita di credibilità dello Stato debitore insolvente. Quando l’Argentina ha smesso di ripagare il debito, le si sono chiuse tutte le porte, da un giorno all’altro non ha avuto più accesso alle linee di credito, senza le quali l’economia si blocca. Come detto, questo Stato non si è ancora ripreso da questa crisi, dopo circa dieci anni.
Nel caso del debito sovrano la fiducia dei mercati è fondamentale. Il mercato non si fida più della Grecia ed i titoli del debito pubblico greco vengono classificati da Standard and Poor’s come junk (spazzatura).
Sul mercato non si scambia più il debito pubblico greco, migliore di quello del Giappone, di Singapore e dell’Italia, perché i prestatori di denaro non hanno più fiducia in questo paese, incapace di rimborsare i debiti contratti.
- Dettagli
- Categoria: La crisi finanziaria
Analizzando i piani preparati dai vari paesi, si nota come essi conferiscono all’organo Esecutivo ampi poteri discrezionali.
Si pensi ai poteri conferiti dall’Emergency Economic Stabilization Act (Eesa) dell'ottobre 2008 al Segretario al Tesoro americano, che può acquistare titoli tossici come pure far entrare lo Stato nel capitale delle banche.
La soluzione adottata in Spagna, appare più simile a quella statunitense. Essa prevede, infatti, l’istituzione di un fondo di trenta miliardi di euro, pari a circa il cinque per cento del Pil, per garantire il funzionamento del mercato interbancario. Il fondo acquisterà titoli dalle banche spagnole per fornire loro liquidità.
Il Regno Unito ha deliberato di entrare nel capitale delle otto banche più importanti, con un piano di ricapitalizzazione di cinquanta miliardi di sterline. Il sistema bancario inglese viene così di fatto nazionalizzato, anche se il governo acquisisce soltanto azioni privilegiate, che non conferiscono diritto di voto negli organi societari.
Alla fine di settembre, anche i paesi del Benelux e la Francia hanno deliberato l’ingresso pubblico nel capitale di alcune banche. L’Irlanda, invece, ha deciso di garantire per due anni la totalità dei depositi nei principali istituti di credito del paese, provocando così un afflusso di capitali a danno degli altri paesi comunitari, a cominciare dal vicino Regno Unito.
La Germania, a sua volta, ha deliberato l’introduzione della garanzia pubblica su tutti i depositi bancari.
La soluzione italiana è simile a quella adottata in altri paesi europei. All’acquisto di titoli problematici è preferito l’ingresso diretto nel capitale delle banche.
- Dettagli
- Categoria: La crisi finanziaria
In Francia
'Il piano francese di soccorso alle istituzioni finanziarie, tratteggiato dall’art. 6 della Loi n. 2008/1061, sviluppa un sistema di iniezione di liquidità negli istituti di credito a partire dalla costituzione di una società ad hoc, la Société de réfinancement, deputata a concedere prestiti agli istituti in difficoltà - francesi o stranieri - ammessi a partecipare all’intervento'.
La società, con un orizzonte temporale di 5 anni, può sottoscrivere ed acquistare titoli emessi da tali società. I capitali statali prestati dovranno rientrare nel termine dei 5 anni prefissati.
Nel Regno Unito
'Già ad aprile 2008 la Bank of England adotta il provvedimento denominato Special Liquidity Scheme, finalizzato ad immettere liquidità nel sistema tramite lo scambio temporaneo di alcuni tipi di credito legato ai mutui subprime con titoli di Stato per un ammontare massimo di 100 miliardi di sterline'.
Con operazioni successive vengono iniettati nel supporto del sistema bancario altri 300 miliardi di sterline, tramite l’acquisto di azioni privilegiate.
Le procedure per la concessione di tali crediti sono alquanto trasparenti, al fine di ridare fiducia alla credibilità del sistema creditizio britannico.
In ultimo il Parlamento britannico ha approvato una legge di riforma del diritto bancario inglese, il Banking Act 2009, che potenzia gli ambiti di intervento del potere esecutivo nel caso di difficoltà degli istituti di credito, onde evitare la messa in pericolo del sistema bancario britannico o l’economia reale del paese.
In Germania
Anche la Germania adotta a metà ottobre 2008 un piano di intervento, consistente in 3 misure:
- sottoscrizione da parte dello Stato di azioni privilegiate per 70 miliardi di Euro.
- garanzia governativa di durata triennale sui titoli di nuova emissione.
- acquisto temporaneo di titoli tossici, per un importo limitato a 10 miliardi di Euro.
Quanto è costata finora la crisi in Germania?
Secondo una studio di Kommerzbank i costi totali ammonterebbero a 474 miliardi di dollari.
In Spagna
Gli interventi spagnoli sembrano ricalcare maggiormente le iniziative americane della prima ora. Tramite il Real Decreto-ley n. 6 del 10 ottobre 2008, si dispone la creazione di un Fondo para la Adquisiciòn de Activos Finacieros, del valore di 30 miliardi di Euro, per l’acquisto di strumenti finanziari problematici.
Anche la Spagna, insieme agli Stati Uniti, alla Gran Bretagna, all’Irlanda ed all’Islanda, deve i suoi alti tassi di crescita alla bolla immobiliare e finanziaria.
Attualmente si trova nel poco invidiabile club dei PIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna). La Grecia è già 'saltata'. Presto potrebbe toccare all’Irlanda ed alla Spagna. Comunque neanche l’Italia e la Gran Bretagna sono esenti dal rischio di un crack finanziario di tipo greco. Il default di questi paesi (solo la Gran Bretagna mantiene ancora la sua moneta) creerebbe una crisi forse irreversibile dell’Euro.
Il crack della Grecia
La Grecia è il primo paese dell’area dell’Euro ad essere vittima della crisi finanziaria. La crisi ha cadenze drammatiche ed ha inizio all’indomani della vittoria elettorale del Pasok, ad ottobre 2010, quando il nuovo governo corregge al rialzo (al 12.7%) il deficit di bilancio della Grecia. L’agenzia Standard and Poor’s abbassa il rating del debito greco.
I capi di stato europei si dichiarano disponibili a prendere misure adatte alla stabilizzazione dell’area dell’Euro.
Dopo alcune misure prese dal governo greco per migliorare la situazione finanziaria, il 11 aprile 2010 i ministri finanziari europei ed il Fondo monetario internazionale mettono a disposizione 110 miliardi di Euro nell’arco di 3 anni.
La quota europea ammonta ad 80 miliardi, di cui 22.4 a carico della Germania e quella del Fondo Monetario Internazionale a 30 miliardi.
In Germania questa incombenza allarma l’opinione pubblica. C’è il timore che la Germania, in fase di ripresa economica, debba far fronte al debito pubblico di mezza Europa.
Inoltre la coalizione guidata dalla Cancelliera Angela Merkel è attesa il 9 maggio alla prova di un voto importantissimo nel Nordrhein Westfalen, uno dei più popolosi ed importanti tra i Länder tedeschi. La legge che autorizza il governo tedesco a partecipare al finanziamento della Grecia viene votata il 8 maggio 2010. Il giorno successivo la Merkel perde le elezioni nel Land che va al voto.
Il 22 aprile 2010 Eurostat aggiorna al rialzo il deficit di bilancio della Grecia: 13.6% del PIL.
All’inizio di maggio 2010 la crisi sui mercati finanziari diventa drammatica; i titoli di Portogallo, Irlanda e Spagna, per essere piazzati, richiedono un ulteriore sovrapprezzo da parte degli investitori. Questa situazione porta all’esclusione della Grecia dall’accesso ai crediti bancari. Si teme una crisi dell’Euro.
Il 9 maggio 2010 il consiglio dei Ministri delle Finanze Europei (Ecofin) decide la creazione di un pacchetto di aiuti di 500 miliardi di Euro, dei quali 60 miliardi sono destinati ad un fondo di emergenza. Tale pacchetto è destinato ad assicurare la stabilità dell’Euro e la solvibilità degli Stati membri. Questi, in caso di richiesta di aiuto finanziario, dovranno sottoporsi a severi programmi finanziari e di contenimento dei consumi, decisi insieme all’Europa ed al Fondo Monetario Internazionale (FMI).
Il 12 maggio 2010 il Fondo Monetario Internazionale versa al governo greco una prima rata di 5.5 miliardi di Euro. Il 18 maggio 2010 gli Stati europei versano 14.5 miliardi di Euro.
In Grecia si svolgono una lunga serie di scioperi generali, che causano enormi disordini.
In Italia
Nella crisi finanziaria mondiale le banche italiane non sono implicate direttamente, ma la crisi dei mercati, che è globale, obbliga anche il governo italiano ad intervenire con delle misure di sostegno.
Strumento principale sono i D.l. n. 155 e 157 del 9 e 13 ottobre 2008, il primo dei quali convertito nella legge 6 dicembre 2008 n. 190, che recepisce nella sostanza anche il D.l. n. 157.
'I Decreti provvedono a determinare la base giuridica affinché il governo possa procedere alla sottoscrizione di azioni privilegiate, emesse dalle banche per aumentare il capitale proprio, concedere la garanzia dello Stato sulle passività degli istituti finanziari e operare uno scambio tra titoli del debito pubblico e troubled assets'.
Le misure italiane non prevedono uno stanziamento massimo, anzi autorizzano il Governo ad individuare, con decreto del Presidente del Consiglio, e stanziare le somme necessarie mediante il taglio di somme già impegnate in precedenti leggi oppure tramite il ricorso all’indebitamento pubblico.
