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Il direttore di allora era p. Mario Villani.
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Introduzione a Simonetta Schioppa e Silvia Mastrantonio, L’eredità di Ernesto Rossi Il fondo della Biblioteca Paolo Baffi, Banca d'Italia, Roma 2018

A. Marshall, Principii di economica. Occhietto sul quale sono stati apposti i timbri della Casa di Reclusione di Pallanza, della Direzione Stabilimenti Carcerari di Piacenza e dell'Ufficio del Cappellano delle Carceri di Roma, i numeri di matricola 5030 e 2032, la sigla del Direttore e il "Visto per censura" con la firma del responsabile datato 28 settembre 1939.
 A. Marshall, Principii di economica. Occhietto sul quale sono stati apposti i timbri della Casa di Reclusione di Pallanza, della Direzione Stabilimenti Carcerari di Piacenza e dell'Ufficio del Cappellano delle Carceri di Roma, i numeri di matricola 5030 e 2032, la sigla del Direttore e il "Visto per censura" con la firma del responsabile datato 28 settembre 1939.
Le relazioni tra Ernesto Rossi e la Banca d’Italia sono state intense e frequenti. Ancor prima del periodo del carcere e del confino lo legava a Luigi Einaudi una profonda amicizia, poi proseguita senza interruzione e con reciproca stima e sollecitudine. Non solo: negli anni del dopoguerra i contatti con l’Istituto si sono intensificati e hanno coinvolto oltre ai massimi vertici – si pensi a Donato Menichella e Paolo Baffi – anche dirigenti e studiosi quali Antonio D’Aroma, Antonino Occhiuto, Antonio Finocchiaro e Luca Rosania, come testimoniato da dediche, ricordi e dalla corrispondenza inedita conservata in archivio. In più di un caso, nei documenti emerge
incidentalmente anche l’uso da parte di Rossi dei libri della Biblioteca dell’allora Servizio Studi, nella cui sala di lettura spesso si intratteneva a leggere e a reperire materiale utile per i propri scritti.
Istanza manoscritta del 22 luglio 1943 con la quale Rossi chiede di poter inviare una lettera al Direttore della Colonia Confinati Politici di Ventotene per ricevere nel carcere di Regina Coeli oggetti e libri lasciati sull'isola.
Istanza manoscritta del 22 luglio 1943 con la quale Rossi chiede di poter inviare una lettera al Direttore della Colonia Confinati Politici di Ventotene per ricevere nel carcere di Regina Coeli oggetti e libri lasciati sull'isola.
Da questo legame fra l’economista e la Banca è scaturita, qualche anno fa, l’offerta da parte del
prof. Giulio Cifarelli e del dott. Claudio Treves di cedere all’Istituto la raccolta dei libri di economia appartenuti a Ernesto Rossi, a loro pervenuti in virtù di un legato testamentario della moglie Ada. La donazione è stata accolta con grande favore dalla Banca, che da subito ha assunto l’impegno a conservare, valorizzare e mettere a disposizione della collettività i testi, che sarebbero così entrati a far parte del patrimonio della Biblioteca oggi intitolata a Paolo Baffi.
Richiesta di esprimere un parere circa l'autorizzazione all'acquisto di libri da parte di Rossi, inviata il 13 marzo 1937 dal Ministero di Grazia e Giustizia al Ministero dell'Interno, sulla quale sono state apposte annotazioni manoscritte e il timbro relativo alle informazioni rilevate nello schedario dell'Ufficio Stampa.
Richiesta di esprimere un parere circa l'autorizzazione all'acquisto di libri da parte di Rossi, inviata il 13 marzo 1937 dal Ministero di Grazia e Giustizia al Ministero dell'Interno, sulla quale sono state apposte annotazioni manoscritte e il timbro relativo alle informazioni rilevate nello schedario dell'Ufficio Stampa.

Con questo volume, che presenta il catalogo del fondo librario e ne narra le vicissitudini, si intende onorare tale impegno. Il desiderio di mantenere viva questa “biblioteca d’autore” ha portato ad arricchire le notizie bibliografiche non solo con le annotazioni che mettono in evidenza le peculiarità dei singoli esemplari – particolarmente toccanti quando recano testimonianza diretta della condizione vissuta durante gli anni di privazione della libertà – ma anche con brani tratti dagli epistolari di Ernesto Rossi o dalla documentazione d’archivio. Da tali fonti emergono ora sprazzi di vita legati soprattutto alla possibilità di accedere ai libri, ora il punto di vista dell’economista sul contenuto dei testi.
Si è cercato infine di comunicare, anche visivamente, la suggestione che deriva dal contatto con questi libri e con i documenti che ne parlano, attraverso le immagini di alcune testimonianze materiali presenti sui volumi, quali i timbri carcerari e le tracce di censura, e di quelle testuali riportate dalle carte d’archivio relative ai difficili anni della reclusione e del confino o dalla successiva corrispondenza, talvolta illustrata da vignette o ingentilita dalla firma con “burattino” che riservava agli amici.
L’auspicio che accompagna la pubblicazione del presente catalogo è che il lavoro dei nostri bibliotecari possa offrire un ausilio a chi volesse condurre nuovi approfondimenti sullo sviluppo del pensiero economico di Ernesto Rossi e contribuire a tener vivo l’interesse nei confronti di una così notevole figura.
Ignazio Visco