L'Astrolabio
1969 - Giovanni Costa - Se i marines se ne vanno
Giovanni Costa, l’Astrolabio, n. 32 del 10 agosto 1969
Bangkok, agosto. Il viaggiatore sbarcato all'aeroporto di Don Muang raggiunge velocemente la periferia di Bangkok, dopo aver percorso un'autostrada colossale, costruita pochi anni or sono dagli americani con scopi più strategici che civili. Basta, infatti, rimuovere gli alti pali dell'illuminazione pubblica perché questa larghissima arteria, diritta come un tiro di cannone per 18 chilometri, si trasformi in una pista per i più pesanti bombardieri. Poi ci si addentra, lungo la poderosa Silom Road, nel nucleo urbano meno recente (Bangkok non è una città antica, in quanto risale a meno di 200 anni fa).
Il viaggiatore crede per pochi istanti di trovarsi nel cuore dell'Oriente. Invece, con sua delusione, si accorge di essere capitato in una specie di Dallas, con brutte architetture "funzionali", grattacieli alternati a fabbriche basse secondo un caotico pseudopiano regolatore, disegnato appunto da americani negli anni immediatamente successivi alla guerra.
Un tempo Bangkok era davvero la "Venezia dell'Asia'', che si articolava, insieme con la città gemella di Thon Buri, su una rete di klongs (canali) intorno al policromo complesso dei palazzi reali e dei templi sulla sponda sinistra del solenne fiume Chao Phya.
Ora i klongs - "vivai di zanzare", come dicono gli americani - sono stati riempiti o ricoperti con una coltre di cemento armato e di asfalto; donde la formazione di un sistema di strade eccezionalmente ampie e desolate, senza l'ombra dei meravigliosi alberi che sorgevano sulle prode dei canali e che sono stati spietatamente abbattuti per far posto alla tumultuosa corrente dei veicoli. L'ultima sopravvivenza dei klongs è rimasta nel Floating Market, un'oasi di tradizione, anche se fin troppo illeggiadrita dalle esigenze del turismo, a molte miglia dalla città. [...]
| Data creazione | Martedì, 01 Febbraio 2022 |
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| Categoria | 1969 |
| Dimensione | 155.53Kb |
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