L'Astrolabio
1969 - Mauro Cappelletti - La durata dei processi
Mauro Cappelletti, l’Astrolabio, n. 18 del 4 maggio 1969
In un precedente articolo dal titolo Giustizia: riforma o rivolta (L'Astrolabio, 30 marzo 1969) indicavo alcune radicali riforme, che sembrano consigliabili al fine di arrestare e curare la situazione di cancrenoso disfacimento, in cui versa in Italia la giustizia civile (ma simile discorso potrebbe farsi per la giustizia penale). Le riforme proposte - abolizione del giudizio di appello; soppressione del collegio, sostituito dal giudice unico in primo grado; collegio di tre giudici, in luogo del collegio ad pompam di sette giudici, in cassazione; introduzione di un meccanismo permanente di automatica abolizione degli organi giudiziari non giustificati da un ragionevole numero di procedimenti pendenti, e di automatico adeguamento del numero dei giudici alle concrete necessità dei veri organi giudiziari - sono parse "iconoclastiche" a qualcuno.
Proposte iconoclastiche? A me non paiono tali. Ho anzi l'impressione che chiunque abbia dinanzi a sé un quadro esatto e realistico del processo di dissoluzione, in cui versa la giustizia italiana, considererà invece quelle proposte assai ragionevoli e fors'anche moderate: - a parte poi il fatto che le principali fra esse, come già avvertivo nell'articolo menzionato, trovano rispondenza nel sistema giuridico di molti altri Paesi, in particolare tanto dei Paesi socialisti quanto di quelli di common law (Inghilterra, USA, ecc.). [...]
| Data creazione | Martedì, 18 Gennaio 2022 |
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| Categoria | 1969 |
| Dimensione | 330.57Kb |
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