L'Astrolabio
1967 - Marco Ramat - Magistratura: La toga alle ortiche?
Marco Ramat, L'Astrolabio, n. 7, Pagg. 29-30, 12 febbraio 1967
[...] Mi dà persino noia seguitare a parlare e a scrivere di “crisi della giustizia”; espressione che purtroppo s'avvia ormai verso il luogo comune; eppure ad essa occorre rifarsi per capire qualcosa della nostra agitazione, anche sotto l'aspetto strettamente economico.
Il Procuratore Generale di Roma, nel discorso inaugurale di quest'anno che ha provocato molte giustificate reazioni là dove ha accusato genericamente la magistratura di lavorare poco e di non essere moralmente all'altezza richiesta dalla funzione, disse anche che i giovani non sono più spinti ad entrare in magistratura da motivi ideali, ma da motivi di lucro. Lasciamo stare l' “aureo” passato (al quale credo poco) e limiriamoci al presente: è veramente incredibile l'affermazione del PG romano quando si pensa che l'uditore giudiziario, dopo essersi preparato ad un concorso di notevole difficoltà (la selezione tecnica fra i candidati è piuttosto rigorosa come dimostra il fatto che nessun concorso copre interamente i suoi posti nonostante che i candidati siano in media il quadruplo o il quintuplo di questi) e averlo superato; dopo aver impiegato non meno di due anni dal bando alla nomina; entra finalmente in magistratura, con il mutamento quasi certo di residenza, e guadagna, poco più di centomila lire al mese! Soltanto dopo cinque anni, dopo aver superato l'esame per aggiunto giudiziario e aver trascorso l'ulteriore periodo di apprendistato (e durante tutto questo tempo svolge con piena responsabilità le funzioni giudiziarie) il magistrato arriva ad uno stipendio che gli consente di nutrire e di vestire la famiglia, anche se non gli avanza nulla. [...]
| Data creazione | Domenica, 07 Febbraio 2021 |
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| Categoria | 1967 |
| Dimensione | 92.35Kb |
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