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1889 - R. Bonghi - Guglielmo Massaia

Ruggiero Bonghi, Nuova Antologia, Terza serie Vol. XXIII Fascicolo XVII, Roma 1 settembre 1889
Guglielmo Massaya Cappuccino
Vi hanno uomini, la cui morte genera a un tratto negli spiriti una pace e serenità grande. Pare che genti, le quale hanno conteso sino a ieri e contenderanno domani, il giorno che giunge loro la notizia che uno di tali uomini è scomparso di quaggiù, non sentano d'altro voglia che d'abbracciarsi. Voglion levare insieme gli occhi al cielo e contemplare l'anima che vi sale. Giacché anche questo succede; in quel momento credenti e increduli ritengono del pari che un cielo vi sia, un mondo, che non sanno né che né [?,NdR] dove sia, ma si spiegano guardando e additando in su. Il momento passa; e quell’in su si nasconde di nuovo a molti; e il soprannaturale, che era parso di dar senso alla natura, ed avea creato un tratto tanta armonia nelle menti e nei cuori, si dilegua di nuovo innanzi agli occhi. E s'intende; la marea del dubbio torna da capo e l’affoga. Ma ciò s'intende meno, che del breve momento in cui il soprannaturale aveva abbagliato, resti così scarsa o piuttosto nessuna traccia nei giudizi che si continua poco dopo a pronunciare sulle umane cose e persone. [...]

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