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1882 - Ruggiero Bonghi - Leone XIII e il governo italiano

Ruggero Bonghi, Nuova Antologia, Seconda serie, Volume XXXI, Roma 1882
Leone XIII e il governo italiano
La situation et le dernier mot sur la question Romaine, Paris, 1881, in 8°, p. 84. - Il Papa e l'Italia, Roma, in 8° p. 39.
[...] Poiché ci s'intima guerra, noi crederemmo di doverla combattere.
Ora, la molto gran maggioranza del paese se ne addolorerebbe; e a mano a mano si alienerebbe, si allontanerebbe dal governo, si rinserrerebbe in se stessa più che non ha già fatto sinora. Gli Italiani non sono cattolici ardenti; ma sono, per la più parte, cattolici nel peggior modo, cioè d'abitudine.
Niente farebbe loro più uggia che un Cattolicesimo sempre più arrabbiato col quale dovessero convivere. Vogliono nascere, morire, come son nati, morti da secoli; le famiglie si stancano di sentirsi contendere le consolazioni ultime, delle quali pareva loro d'esser sicure. Ed è grave il disagiarle in questo. Il governo, dal quale via via le maggioranze si staccano o perché scontente solo, o perché già diventate desiderose d'altro, diventa sempre più governo di pochi.
Ed i governi di pochi diventano, a breve andare, corrotti e radicali. Rovinano allora assai più che il Papato; rovinano la società e la Monarchia. E qui noi sappiamo, che cosa disfarebbero ancora; poiché l'unità d'Italia è stata fatta ieri e non ancora saldata bene in ogni rispetto; e niente per ora la guarentisce eterna. [...]

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